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  • sabato 11 novembre 2017

Perché l’Italia ha perso

Facendosi battere 1-0 dalla Svezia, la Nazionale si è complicata l'accesso ai Mondiali con l'ennesima prestazione mediocre e senza idee

Gianluigi Buffon durante Svezia-Italia (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

Ieri sera la Nazionale di calcio è stata sconfitta 1-0 dalla Svezia nell’andata dello spareggio per la qualificazione ai Mondiali di calcio in Russia. Questo vuol dire che ora per l’Italia l’accesso alla fase finale del torneo di calcio più importante e seguito al mondo si è complicato parecchio, perché oltre al gol subìto — che dovrà essere rimontato per ottenere la qualificazione — la Nazionale ha dimostrato ancora una volta di non avere idee e di faticare moltissimo a creare gioco. Contro la Svezia, una squadra ordinata che ha puntato molto sul gioco fisico, ma senza particolari qualità tecniche, l’Italia non ha saputo creare nulla, sembrando quasi impreparata alla partita: in pratica quello che si è visto nei mediocri incontri del girone di qualificazione giocati negli ultimi mesi.

A Stoccolma il ct Giampiero Ventura ha schierato l’Italia con un 3-5-2, un modulo che non è solito usare e che non ha aggiunto nulla alla prestazione della squadra. Il gioco dell’Italia è stato lento e prevedibile e nel primo tempo Forsberg, esterno sinistro e numero 10 della Svezia, è riuscito da solo a mettere in difficoltà la difesa agendo fra le linee e trovando scarsa opposizione. In fase di possesso palla, per quasi tutta la durata della partita l’Italia ha faticato moltissimo a creare azioni offensive, trovandosi di fronte una Svezia ben schierata che attendeva dalla metà campo in giù, costringendo i difensori italiani a una lunga serie di passaggi orizzontali che non hanno portato a nulla. Verratti, il giocatore che avrebbe dovuto dare rapidità e imprevedibilità al gioco, non ha inciso minimamente sulla partita, ed anzi è stato ammonito per un fallo ingenuo che gli farà saltare il ritorno perché diffidato. Il gioco dell’Italia si è limitato ad alcune incursioni lungo le fasce di Candreva e Darmian, che solo una volta — su cross di quest’ultimo — hanno portato l’Italia al tiro.

La Svezia ha disputato invece una partita ideale. Consapevole dei suoi limiti tecnici, non ha mai perso la propria organizzazione in campo, schermando così una difesa sulla carta macchinosa e vulnerabile. L’ha messa poi sul piano fisico, soprattutto grazie ai due centravanti, Berg e Toivonen, che si sono scornati con la difesa italiana finché sono rimasti in campo. È andata in vantaggio in modo un po’ fortunoso a mezz’ora dalla fine, ma l’Italia non ha nulla da recriminare, perché anche nel gol subìto ha commesso errori. Sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta lunga, infatti, Toivonen ha mandato di testa la palla al limite dell’area di rigore, dove Jakob Johansson, da poco entrato e lasciato completamente smarcato da Belotti, ha avuto tutto il tempo di coordinarsi: ne è venuto fuori un tiro poco insidioso, che però ha spiazzato Buffon sbattendo contro le gambe di De Rossi.

L’ingresso in campo di Eder (al posto di Belotti) e Insigne (schierato in posizione centrale al posto di Verratti) e il passaggio dal 3-5-2 al 4-2-4 non hanno avuto alcun effetto sulla partita dell’Italia, che negli ultimi minuti è stata a lungo in attacco, ma ancora senza sapere dove andare e producendo un numero eccessivo di passaggi orizzontali: è andata vicino al gol solamente con un palo colpito da Darmian con un tiro da fuori area. Al termine della partita, Ventura ha parlato di alcuni presunti errori arbitrali e della prestazione dell’Italia, giudicandola superiore a quella svedese: «Per quello che si è visto in campo il risultato non è giusto, era una partita come minimo da pareggio: non c’è stato un tiro verso Buffon, e noi abbiamo avuto le nostre occasioni, dal colpo di testa di Belotti al palo di Darmian. Però con i se e con i ma non si va da nessuna parte: abbiamo novanta minuti per ribaltare tutto, poi le somme le tireremo alla fine. A questo punto mi auguro almeno che a Milano ci permettano di fare quello che hanno fatto loro: con una posta così in palio ci voleva più attenzione da parte dell’arbitro, non avrebbe guastato».

Lunedì sera, nella partita di ritorno in programma a Milano, l’Italia dovrà quindi rimontare il gol di svantaggio per evitare di raggiungere il punto più basso nell’ultimo mezzo secolo, ovvero la mancata qualificazione al Mondiale. Le prospettive non sono delle migliori, però, perché si tratterà ancora di improvvisare contro una squadra modesta ma meglio organizzata. Stando a quello che si è visto a Stoccolma, Ventura potrebbe decidersi a schierare fra i titolari Insigne e Jorginho, entrambi del Napoli ed entrambi fra i giocatori italiani più in forma. Potrebbe essere anche l’occasione di Stephan El Shaarawy, dato che la squadra ha molto bisogno di rapidità in attacco. Un piccolo vantaggio, inoltre, potrebbe darlo il pubblico di San Siro, che lunedì riempirà almeno 70.000 posti.

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