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  • mercoledì 5 luglio 2017

Quello lanciato dalla Corea del Nord era un missile balistico intercontinentale

Lo hanno confermato gli Stati Uniti analizzando traiettoria e caratteristiche del lancio di ieri

(Korean Central News Agency/Korea News Service via AP)

Il governo degli Stati Uniti ha confermato che il missile lanciato ieri dalla Corea del Nord era un missile balistico intercontinentale (ICBM), quindi in grado di coprire lunghe distanze grazie alla sua capacità di spingersi ad alta quota e di compiere una parabola che interseca l’atmosfera, effettuando un volo suborbitale. Il successo del test, con il missile che è finito nelle acque del Mare del Giappone, conferma gli ultimi progressi raggiunti dal regime nordcoreano nel suo programma per la costruzione di sistemi che possano raggiungere gli Stati Uniti continentali, anche se ci sono forti dubbi da parte degli analisti sulle sue capacità di creare testate nucleari piccole a sufficienza per essere trasportate dai suoi ICBM (e sulla sua reale volontà di farlo, naturalmente, al di là del suo effetto deterrente: la Corea del Nord potrebbe colpire la Corea del Sud in qualsiasi momento, se volesse).

Il missile, un Hwasong-14, è stato lanciato alle 9:40 di ieri locali (le 2:40 in Italia) da un campo volo militare nei pressi di Panghyon, nel nord-ovest del paese, e ha volato per 37 minuti coprendo una distanza di 930 chilometri. Dopo 37 minuti di volo, è caduto in un tratto di mare tra la Corea del Nord e il Giappone. Il suo volo è stato intercettato e rilevato sia dall’esercito della Corea del Sud, sia da quello degli Stati Uniti, ma sono state necessarie alcune ore di analisi dei dati prima di poter confermare che si trattasse di un missile balistico intercontinentale. Poco dopo il test, la Corea del Nord aveva diffuso comunicati e fotografie per annunciare il successo del lancio e confermare che il programma per lo sviluppo dei missili proseguirà con altri test.

L’ICBM ha compiuto una parabola molto alta raggiungendo un’altitudine massima stimata intorno ai 2.500 chilometri, probabilmente impostata per verificare la capacità del missile di attraversare gli strati più bassi dell’atmosfera sia al lancio sia nella fase di rientro. Secondo gli esperti, con una traiettoria standard – quindi raggiungendo un’altitudine inferiore a quella di ieri – il missile Hwasong-14 avrebbe potuto viaggiare per circa 6.700 chilometri, insufficienti per raggiungere le Hawaii, ma abbastanza per arrivare in Alaska, sul territorio continentale degli Stati Uniti.

Analisti ed esperti militari concordano sul fatto che la Corea del Nord abbia fatto ulteriori progressi nella costruzione dei missili, ma per ora ritengono difficile che abbia capacità e conoscenze per armare opportunamente i suoi ICBM. Basandosi sui test eseguiti in passato, è improbabile è improbabile che i progettisti nordcoreani siano già riusciti a superare alcune difficoltà tecniche come la realizzazione dei sistemi per far separare dal missile la testata nucleare e guidarla verso un particolare obiettivo.

La televisione di stato della Corea del Nord ha annunciato il lancio del Hwasong-14 con un notiziario speciale con musica e inni patriottici: “Da potenza nucleare che possiede non solo armi atomiche, ma anche il più potente ICBM in grado di colpire in qualsiasi parte del mondo, la Corea del Nord sradicherà la minaccia degli Stati Uniti e il suo ricatto nucleare e difenderà con fermezza la pace e la stabilità nella Penisola coreana”. Il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha definito il lancio un “regalo” per gli Stati Uniti in occasione del 4 luglio e ha anticipato che ci saranno altri doni di questo tipo: “Quei bastardi degli americani devono essere piuttosto dispiaciuti dopo avere visto la nostra iniziativa strategica. Credo che non siano contenti del regalino che gli abbiamo mandato in occasione del Giorno dell’Indipendenza. Dovremmo mandargli spesso questo tipo di regali, così non si annoieranno troppo”.

In risposta al test missilistico, Stati Uniti e Corea del Sud hanno condotto alcune esercitazioni lungo la costa orientale della Penisola coreana, lanciando alcuni missili a medio raggio. Il governo statunitense ha inoltre chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che si terrà a porte chiuse nel pomeriggio di oggi a New York (in Italia sarà già notte). Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha criticato il test della Corea del Nord definendolo “una pericolosa escalation”.

Poco dopo il test missilistico, ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto un paio di tweet nei quali faceva nuove pressioni nei confronti della Cina per agire con più determinazione nei confronti del regime nordcoreano. Il governo cinese ha criticato il test, ricordando che viola le regole delle Nazioni Unite, ma non ha dato indicazioni su eventuali sanzioni o cambiamenti nei rapporti diplomatici con la Corea del Nord. Il presidente cinese Xi Jinping, in visita a Mosca, ha proposto con il presidente russo Vladimir Putin che il regime nordcoreano sospenda le sue attività di sviluppo missilistico, e che Stati Uniti e Corea del Sud sospendano le loro manovre militari. La proposta non ha però raccolto molti consensi, ma se ne discuterà nuovamente questa settimana al G20 in Germania, dove sarà presente anche Trump.

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