Flixbus

Il Parlamento vuole bloccare di nuovo Flixbus

In commissione Bilancio qualcuno – non si sa bene chi – ha fatto approvare un emendamento che obbligherà la compagnia di autobus low cost a chiudere

Flixbus
(Jochen Eckel/picture-alliance/dpa/AP Images)

Sabato la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla cosiddetta “manovrina” che contiene una norma che costringerebbe alla chiusura FlixBus, una società tedesca di autobus low cost che opera in Italia. L’emendamento stabilisce che le uniche società che possono ottenere la licenza per il trasporto sulle strade italiane sono quelle che possiedono autobus. FlixBus invece opera attraverso piccole compagnie locali e non ha autobus di proprietà. L’emendamento stabilisce che tutte le società dovranno adeguarsi entro il prossimo ottobre: se la norma non sarà cambiata, per quella data FlixBus sarà obbligata a chiudere.

Non è la prima volta che il Parlamento cerca di costringere FlixBus a chiudere. Già lo scorso febbraio alcuni senatori avevano approvato un identico emendamento contro FlixBus, ma il governo era intervenuto poche settimane dopo per correggere la norma. Secondo il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia, che ha parlato con il Foglio, il governo ora avrebbe cambiato idea, appoggiando l’emendamento: «C’è stato anche il parere favorevole del governo attraverso il viceministro Morando». Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha detto di essere contrario all’emendamento e ha aggiunto che «decisamente non è un buon periodo per la concorrenza in Italia».

Secondo il resoconto della riunione che si può trovare sul sito della Camera, l’emendamento in questione, il 27.24, è stato “accantonato” all’inizio della riunione, su richiesta del relatore della manovrina, il deputato del PD Mauro Guerra. Poco dopo il resoconto riferisce che l’emendamento 27.24 è stato “riformulato” con il consenso del suo firmatario, la deputata del PD Liliana Ventricelli. L’emendamento, che inizialmente riguardava la tutela dei lavoratori, è stato così trasformato nell’emendamento anti-Flixbus e successivamente approvato.

Il presidente della commissione Boccia ha confermato al Foglio questa circostanza, dicendo che la deputata Ventricelli ha accettato la riformulazione del suo emendamento, su cui ha dato un parere favorevole anche il governo. Oggi però la deputata Ventricelli ha detto a Repubblica che l’emendamento è stato riscritto a sua insaputa. Secondo quanto scrive Repubblica, Ventricelli ritiene che il responsabile sia il relatore della manovrina, cioè il deputato Guerra del PD: «Lo ha riformulato e portato in commissione a mia insaputa, al momento non ho avuto spiegazioni».

Francesco Boccia, che è stato spesso molto critico nei confronti dell’economia digitale e favorevole a manovre controverse, come la cosiddetta “Google tax”, ha detto al Foglio di essere favorevole alla nuova norma su FlixBus: «Non è un emendamento anti Flixbus, c’è stato dibattito serio in commissione, come quello che ha riguardato l’impatto del digitale sull’economia, da Airbnb alla Google tax». Boccia non è risultato immediatamente disponibile al Post per chiarire questo punto.

«Su Flixbus siamo alla schizofrenia politica: il PD che smentisce il governo, e i suoi stessi ordini del giorno, a distanza di poche settimane», ha detto a Repubblica il deputato Andrea Mazziotti del gruppo Civici Innovatori, uno dei parlamentari che hanno difeso FlixBus negli ultimi mesi. A febbraio, dopo l’approvazione del primo emendamento anti-FlixBus, Mazziotti aveva proposto un ordine del giorno – successivamente approvato – con cui il governo si impegnava a eliminare l’emendamento.  Oggi il governo ha messo la fiducia sul testo uscito dalla Commissione bilancio, quindi non sarà più possibile modificare l’emendamento anti-FlixBus, ma la legge potrà essere modificata nuovamente, dopo l’approvazione della cosiddetta “manovrina”.

Mostra commenti ( )