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  • Mercoledì 13 luglio 2016

Come funziona una casa editrice

Cosa fanno tutti quelli che fanno qualcosa nel mondo dei libri, eccetto scriverli

(ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
(ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

Le case editrici sono organizzazioni gerarchiche ad alta specializzazione, simili alle aziende che producono tutt’altro. La complessità e grandezza dell’organigramma rispecchia la grandezza della casa editrice: è evidente che più una casa editrice è piccola più i diversi ruoli saranno compressi in poche figure che svolgeranno contemporaneamente molte funzioni, dall’ufficio stampa al traduttore. Semplificando si può dire che le figure elencate e spiegate qui sono distinte nei grandi gruppi editoriali, si accorpano negli editori medi e si riducono a tre o quattro nella piccola editoria. Una difficoltà frequente nasce con le traduzioni, perché nelle varie lingue termini simili slittano indicando funzioni diverse.

Editore Nel calcio è quello che porta il pallone: chi ci mette i soldi, insomma. La traccia dell’esistenza del padrone è spesso inscritta nel nome, come nei casi di Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli o Einaudi, e rimane anche quando la proprietà passa di mano, come in Italia è accaduto – oltre che a Mondadori e Rizzoli oggi della famiglia Berlusconi – anche a Bompiani oppure a Garzanti e Longanesi, che fanno parte del Gruppo Gems, cioè Mauri Spagnol, che sono persone e famiglie reali ed editori che però non hanno case editrici intestate a loro nome. Qualche volta il nome è camuffato – come Marcos y Marcos che si chiama così a causa dei fondatori Marco Zapparoli e Marco Franza (che se ne andò quasi subito). Per capire chi è l’editore di una casa editrice è consigliabile guardare le cariche apicali, non direttamente operative, per esempio quella di Presidente, come Luca Formenton con il Gruppo il Saggiatore; spesso gli editori sono anche gli amministratori delegati, come nel caso di Stefano Mauri e Luigi Spagnol per il gruppo GeMs. In inglese si dice publisher, in tedesco verlag, in francese éditeur, che però significa anche redattore.

Amministratore delegato È una figura amministrativa-manageriale le cui funzioni prescindono dall’oggetto di cui si occupa l’azienda che amministra. Insomma, non è indispensabile che sappia qualcosa di libri e che ne abbia mai letto uno.

Direttore editoriale Il direttore editoriale – o di collana – è la persona che ha ricevuto dall’editore il compito di decidere la linea della casa editrice, quali libri pubblicare e di curarne la pubblicazione. Più la casa editrice è piccola più la sua funzione coincide con quella dell’editore. Non deve necessariamente occuparsi dei testi, anche se è consigliabile che lo faccia, ma ha la responsabilità del publishing, cioè di come un libro apparirà una volta stampato, e quindi l’insieme di titolo, copertina e paratesti, cioè le alette e le quarte di copertina. Il suo compito è decidere il piano editoriale, cioè le varie uscite dell’anno, e farsi venire in mente libri da commissionare oltre che selezionare e definire le proposte ricevute dagli autori.

Editor È una figura chiave, perché rappresenta il collegamento tra l’editore e lo scrittore. Valuta i manoscritti e gli autori da contattare, ma soprattutto lavora con l’autore sul testo, in modo da migliorarlo il più possibile. Spesso il suo ruolo, anche se invisibile, è determinante, tanto da attirarsi la gratitudine dell’autore: Nabokov li definiva «brutali  figure paterne» e Raymond Carver scrisse al suo editor Gordon Lish, che distillò il suo stile, «se ho qualche credibilità a questo mondo lo devo a te». I due editor più famosi in Italia sono Antonio Franchini, che a Mondadori ha lavorato su Gomorra di Saviano e La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e che oggi è il direttore editoriale di Giunti, e Severino Cesari, direttore editoriale della collana di Einaudi Stile Libero, che come editor ha lavorato su Io non ho paura di Niccolò Ammaniti e Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo.

Consulente È una figura esterna che affianca direttore editoriale ed editor nell’individuazione di nuovi autori, nell’ideazione di nuovi libri e spesso nella loro materiale costruzione. Capita che a integrazione del loro contratto i consulenti si facciano dare piccole percentuali sulle copie vendute.

Capo redattore La distinzione tra capo redattore e redattore dipende dalle dimensioni della casa editrice – quindi dai libri da fare. In una casa editrice di dimensioni medie il capo redattore fa in modo che i tempi vengano rispettati, gestisce traduttori, redattori, correttori di bozze e decide – anche su consiglio dell’editor – quali libri affidare a chi. Il suo è un ruolo macchina, non creativo, su cui però ricade la responsabilità di far uscire i libri rispettando i tempi e con la dovuta cura.

Redattore È la persona che lavora nel dettaglio sul testo. Il suo compito è quello del revisore: si relaziona da un lato con lo scrittore e dall’altro con il correttore di bozze, e li mette in rapporto. Allo scrittore sottopone dubbi e suggerimenti, ma in una fase successiva rispetto all’intervento dell’editor, entrando più nello specifico ma senza una competenza sul giudizio di insieme.

Correttore di bozze In una casa editrice che si rispetti un testo è sottoposto ad almeno due giri di bozze, se non tre. Nonostante questo non è raro che gli errori di stampa rimangano. Quello del correttore di bozze è uno dei mestieri più delicati e ingrati dell’editoria, anche perché è piuttosto mal pagato. La funzione del correttore di bozze infatti sfuma necessariamente in quella del revisore, cioè non si dovrebbe limitare a segnalare errori di battitura, ma anche a segnalare contraddizioni o errori di contenuto al redattore perché li riferisca allo scrittore. Come il portiere si trova alla fine del processo, e quindi se c’è un errore è suo perché non ha visto l’errore di un altro.

Lettore Ogni casa editrice, anche le piccole, si avvale del lavoro di lettori per scartare/selezionare manoscritti o libri in lingue straniere. Alla fine della lettura, il lettore scrive dei “pareri”, schede di un paio di pagine per descrivere il libro e consigliarne o no la pubblicazione e perché. La seconda lettura e il secondo decisivo parere compete agli editor.

Traduttore Nella classifica dei mestieri alienanti una menzione speciale va al traduttore, anche se il lavoro comporta alcuni vantaggi come quello di potere lavorare in casa e gestire il proprio tempo in modo autonomo. Oltre che alla paga non alta, l’alienazione ha ragioni profonde, forse legate al dover prestare la propria voce alla voce di un altro, senza che sia in alcun modo sentita. L’attenzione verso la traduzione è cresciuta negli ultimi anni – è più frequente vedere il nome del traduttore in copertina – ma non la paga, che va dai tra i 10 e i 18 euro a cartella.

Grafico È una competenza che sarà progressivamente assorbita dai software di impaginazione che consentono anche ai redattori di mettere il testo in pagina e a gestirlo in modo corretto. Ma è ancora piuttosto raro che chi si occupa dei contenuti abbia competenze – o tempo o voglia – per farlo anche dei testi nella loro concretezza. Per questo, quasi sempre, quando le case editrici devono lavorare graficamente l’interno dei libri si appoggiano su studi grafici esterni.

Art director È il grafico (qualcuno preferisce auto-definirsi designer) che progetta il libro nella sua interezza, quindi interni, caratteri, gabbia, ma anche carta – questioni di cui poi si occuperanno i grafici –, e imposta le linee generali della copertina che disegnerà singolarmente volta per volta, costruendo nel concreto l’immagine della casa editrice e di ogni suo libro.

Marketing L’ufficio marketing si occupa delle vendite, quindi sia di tenere sotto controllo i dati di vendita sia delle strategie per aumentarle e per lanciare un nuovo libro, d’accordo con l’ufficio stampa: quindi l’organizzazione di eventi, gli inviti, la pubblicità. Ogni anno il marketing ha il compito di «valorizzare» le uscite decise dal direttore editoriale, cioè di tradurre i libri in numeri in modo che i conti siano sostenibili. Marketing e direttore editoriale decidono anche se ristampare un libro e in quante copie.

Ufficio stampa L’ufficio stampa comunica con l’esterno. Da questa posizione centrale deriva la sua centralità emotiva: la sua funzione, cioè, è anche farsi carico delle emozioni e della suscettibilità degli scrittori e del bisogno di essere blanditi dei giornalisti.

Commerciale È l’ufficio – o la persona – che si occupa dei rapporti con le librerie e i distributori, quindi di spedizioni e rifornimenti. Sembra una cosa laterale, invece sul commerciale gravitano molte delle grane possibili in editoria. È lui che risponde se un autore non trova il suo libro in un autogrill in Basilicata, se una bolla di spedizione è compilata male, se una ristampa arriva in ritardo o se un furgone buca una gomma poco prima di consegnare gli scatoloni di libri per una presentazione.

Agente rete vendita Alcune case editrici hanno reti di vendita proprie, altre si appoggiano su società esterne. La funzione dell’agente è di comunicare preferibilmente di persona ai librai della propria area di competenze quali sono i libri in uscita e quanti pensa di venderne la casa editrice, cercando di essere il più convincente possibile in modo che le prenotazioni siano in linea con le aspettative del committente. Da un punto di vista pratico, la rete vendita si raduna a scadenze fisse con direttori editoriali, editor, marketing e alcuni autori per ascoltare da loro la descrizione dei libri in uscita e le ragioni per cui dovrebbero vendere e riferirne, poi, ai librai.

Ufficio contratti Si occupa di contratti e acquisizioni su mandato del direttore editoriale e dopo il parere del marketing. I contratti normalmente prevedono un anticipo sui diritti delle copie vendute che varia dal 6-7 per cento del prezzo di copertina fino al 18 per cento in casi eccezionali. L’editore spera che l’anticipo sia assorbito e superato dalle vendite effettive, anche perché in caso contrario non viene restituito. L’ufficio contratti si occupa anche di pagare i diritti maturati anno per anno.

Agente letterario Tutela o promuove gli interessi dello scrittore con la casa editrice che lo ha sotto contratto. Quindi tratta anticipo e percentuali, gestisce i pagamenti. Tra i compiti collaterali dell’agente letterario può esserci anche quello di consigliare l’autore sui suoi progetti e di trattare la vendita dei diritti dei suoi libri all’estero, al teatro o al cinema, nel caso in cui non siano stati ceduti alla casa editrice.

Ufficio diritti Quando una casa editrice acquisisce i diritti di un libro tende a inserire nel contratto anche i diritti esteri e secondari (quindi per il cinema o il teatro). Se l’autore accetta di cederli in tutto o in parte – e se non ha un agente o è esordiente, è facile che lo faccia – è l’ufficio diritti a cercare di vendere il libro all’estero ed eventualmente a trattarne la vendita per film o riduzioni teatrali.

Ufficio tecnico È l’intermediario con la materia bruta dei libri, quello che si occupa di stampa, carta e rilegatura, cioè dei rapporti con tutti i fornitori esterni che materialmente confezionano i libri. Il compito dell’ufficio tecnico è anche trovare soluzioni, quanto più possibile economiche, per libri che richiedono l’impiego di lavorazioni, materiali, o colori speciali. Come l’amministratore delegato non è necessario che sappia qualcosa del contenuto dei libri e che ne abbia mai letto uno. A differenza dell’amministratore delegato è però indispensabile che sappia tutto dei libri per come sono fuori.