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  • venerdì 29 aprile 2016

E quindi, chi resta per Roma?

Quali sono i candidati dopo il ritiro di Bertolaso, chi appoggia chi e cosa dicono i sondaggi

Virginia Raggi, aprile 2016 (© Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire)

Il 5 giugno si voterà per le elezioni amministrative in diverse città italiane, inclusa Roma, dove da settimane il centrodestra si trovava in una situazione complicata: non era chiaro chi sostenesse chi, circolavano quasi quotidianamente nomi di nuovi candidati, retroscena e voci di ritiri. Giovedì 28 aprile le cose sembrano essersi almeno in parte chiarite, con il ritiro di Guido Bertolaso, il candidato sostenuto da Forza Italia.

Forza Italia, che aveva promosso e difeso la candidatura di Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile la cui posizione era diventata sempre più precaria nelle ultime settimane, ha deciso di sostenere l’imprenditore Alfio Marchini, che si era candidato come indipendente con una lista civica. I giornali parlano però di una divisione interna del partito di Berlusconi tra chi voleva sostenere Marchini (Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi, tra gli altri) e chi invece ipotizzava l’appoggio a Giorgia Meloni (Romani, Toti, Gasparri). Marchini, il cui slogan per le amministrative è “Liberi dai partiti”, oltre che da Forza Italia è sostenuto anche dal Nuovo Centro Destra. Ha 51 anni, si era candidato anche nel 2013 con due liste civiche e aveva ottenuto il 9,5 per cento dei voti.

L’altra candidata forte del centrodestra resta Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia che si era candidata lo scorso 16 febbraio dopo la rottura dell’accordo con Berlusconi: ha ottenuto l’appoggio di Matteo Salvini. Per la destra resta candidato anche Francesco Storace, ma circola l’ipotesi che potrebbe rinunciare e sostenere anche lui la candidatura di Alfio Marchini.

Nel centrosinistra la situazione è un po’ meno complicata: nel PD il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti ha vinto le primarie che si sono tenute all’inizio di marzo. Sulle primarie c’erano state molte discussioni e accuse al PD di aver gonfiato l’affluenza che in base all’ultima cifra fornita dagli organizzatori è stata comunque meno della metà rispetto alle primarie del 2013 quando parteciparono in 102 mila e fu scelto Ignazio Marino. Sinistra Italiana, che comprende Sinistra Ecologia Libertà, ha presentato un suo candidato autonomo, Stefano Fassina, mentre le ipotesi di altre candidature che avrebbero potuto trovare il sostegno unitario dei partiti e dei movimenti alla sinistra del PD non si sono concretizzate.

Per il Movimento Cinque Stelle c’è Virginia Raggi che aveva vinto le primarie online ottenendo il 45,5 per cento dei voti, 1.764 in tutto. Raggi ha 37 anni, è nata e cresciuta a Roma, nel quartiere San Giovanni, e poi a 26 anni si è trasferita nel quartiere Ottavia, nella periferia nord della città. Si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Roma Tre ed è specializzata in diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Ha fatto volontariato in alcuni canili della città, ha creato alcuni Gruppi di Acquisto Solidale e ha cominciato a fare politica con il Movimento 5 Stelle nel marzo del 2011 (ha detto che in passato ha sempre votato per partiti di centrosinistra). Nel 2013 Raggi è stata eletta consigliera comunale con 1.525 preferenze occupandosi soprattutto di scuola e ambiente, dall’opposizione. Da tempo si parla della sua pratica di avvocata nello studio di Cesare Previti e la si accusa di aver lavorato in un importante studio legale che secondo alcuni «sarebbe troppo vicino a Forza Italia».

Da settimane circolano sondaggi che tengono conto delle varie ipotesi cercando di seguire i cambiamenti all’interno del centrodestra, ma tutti sono concordi nel dire che Virginia Raggi passerebbe al secondo turno. Secondo i dati di Ipr Marketing e Tecné del 20 aprile (prevedevano già l’ipotesi di un ritiro di Bertolaso) sarebbe Alfio Marchini ad arrivare al ballottaggio con Raggi, mentre il candidato del Pd Roberto Giachetti e la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sarebbero i candidati più in difficoltà. Per Ipr Raggi sarebbe al 26 per cento e Marchini al 23 a tre punti di distanza sia da Giachetti che da Meloni, entrambi al 20 per cento. Tecné dice che Raggi è al 27 per cento, mentre Marchini e Meloni sarebbero pari al 21 per cento con Giachetti al 20. In entrambi i sondaggi Francesco Storace è al 2 per cento. Poi c’è il dato dell’astensione: al 40 per cento per Ipr e al 51 per cento per Tecné. Repubblica ha riassunto oggi i principali dati che circolano:

«Virginia Raggi ha un quarto del mercato dei voti, attestandosi intorno al 25%. Roberto Giachetti del Pd, Giorgia Meloni e Marchini si spartiscono il restante 60%, con circa il 20% a testa. Resta un 15% per gli altri candidati, voti che però potrebbero essere determinanti per la vittoria al secondo turno di uno dei favoriti. In ogni caso, seppure con qualche eccezione, i ricercatori concordano sul fatto che dalla decisione di appoggiare l’imprenditore romano il centrodestra ha solo da guadagnare».

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