8 cose da sapere su “The Hateful Eight”

È l'ottavo film di Tarantino, il suo secondo western: esce oggi in tutta Italia e ci sono molte cose da sapere prima di andare a vederlo

("The Hateful Eight")

Giovedì 4 febbraio è uscito nei cinema italiani The Hateful Eight, l’ottavo film del regista statunitense Quentin Tarantino. Il film è un western con Samuel L. Jackson, Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh, ed è stato girato in Ultra Panavision 70, una pellicola che permette di ottenere immagini di qualità migliore, con fotogrammi più definiti, che viene usata ormai molto poco. La colonna sonora è di Ennio Morricone. The Hateful Eight è candidato a tre premi Oscar: miglior attrice non protagonista (Leigh), miglior fotografia e miglior colonna sonora.
Il film è piaciuto abbastanza ad alcuni critici e pochissimo ad altri.

Per capirci: nessuno ha scritto che è il miglior film di Tarantino. Una buona sintesi dell’idea più diffusa l’ha data MyMovies, che ha parlato di The Hateful Eight come di una “formidabile opera minore“. Su Rotten Tomatoes il voto medio del film è 3,8 su 5, su IMDB il voto di The Hateful Eight è 8 su 10. Visto il titolo – “gli odiosi otto” – abbiamo messo insieme otto cose da sapere prima di vedere il film, o da riguardare dopo averlo visto. Gli spoiler sono davvero minimi: se avete visto il trailer e avete sentito parlare anche solo di sfuggita del film potete tranquillamente continuare a leggere.

1. La storia nel film: le premesse della trama

In un’intervista a IGN Tarantino ha detto che il suo film è un sotto-sotto-genere dei film western: è un western, fa parte del sotto genere degli spaghetti western – film a basso costo e con alcuni tratti comuni – ed è anche un particolare tipo di spaghetti western, perché anziché polvere e caldo ci sono freddo e neve. I film di questo sotto-sotto-genere «sono pochi, ma ci sono». The Hateful Eight è ambientato nella seconda metà dell’Ottocento, in un Wyoming coperto di neve. I principali protagonisti del film sono otto e si trovano tutti in una locanda a causa di una bufera di neve.

Tra gli attori che interpretano gli otto protagonisti ce ne sono tre che hanno spesso recitato per Tarantino (Samuel L. Jackson, Tim Roth, Michael Madsen), tre attori che hanno già recitato in un solo film di Tarantino (Kurt Russell, che ha già recitato per Tarantino in Death Proof, un episodio di Grindhouse)Walton Goggins (che ha già avuto una parte in Django Unchained) e Bruce Dern (anche lui già in Django Unchained) e due attori “nuovi”: il messicano Demian Bichir e la statunitense Jennifer Jason Leigh. Le premesse di The Hateful Eight e alcuni tratti dei suoi otto protagonisti sono raccontati sul sito ufficiale del film:

Sono passati sei, otto o forse dodici anni dalla Guerra di secessione americana, finita nel 1865. Una diligenza passa veloce nei freddi paesaggi del Wyoming. I passeggeri – il cacciatore di taglie John Ruth (Russel) e la sua “taglia” Daisy Domergue (Leigh) sono diretti a Red Rock, il paese in cui Ruth – conosciuto come “Il Boia” – deve consegnare Domergue alla giustizia. Lungo la strada i due incontrano due stranieri: il maggiore Marquis Warren (Jackson) e Chris Mannix (Goggins). Warren è un ex soldato unionista diventato cacciatore di taglie dopo la fine della guerra, Mannix è un fuorilegge arrivato dagli stati del sud che dice di essere il nuovo sceriffo della città.

C’è una bufera e i quattro sono costretti a fermarsi al Minnie’s Haberdashery, una sorta di rifugio su un passo di montagna. Quando arrivano da Minnie’s, i quattro non trovano però alcun proprietario; trovano altri quattro sconosciuti: Bob (Bichiri), che si sta occupando di Minnie’s mentre la proprietaria è andata a visitare la madre; Oswald Mobray (Roth), il boia di Red Rock; Joe Gage (Madsen), un cowboy; e il generale confederato Sanford Smihers (Dern). La bufera di neve continua, il passo da attraversare per arrivare a Red Rock viene chiuso e gli otto iniziano a capire che potrebbero non farcela ad arrivare a destinazione.

2. I personaggi: gli otto odiosi

3. La storia del film: da dove arriva The Hateful Eight

Tarantino ha deciso di fare The Hateful Eight dopo aver girato Django Unchained. Ne parlò per la prima volta nel 2013, quando intervistato da Jay Leno disse: «Non posso dirti molto, ma è un altro western. Mi sono divertito così tanto con Django e amo così tanto questo genere che dopo aver imparato a farlo mi sono detto “Ok, ne faccio un altro ancora ora che so come si fa“». Nel gennaio 2014, quando Tarantino aveva già finito di scrivere la prima bozza della sceneggiatura di The Hateful Eight, sono iniziati i problemi: la bozza della sceneggiatura circolò a insaputa di Tarantino fra vari agenti e attori (alcuni dei quali lo avevano anche contattato per ottenere una parte nel film) e finì online e ripresa da alcuni giornali, tra cui Gawker. Intervistato da Deadline, Tarantino disse di non avere più intenzione di fare il film.

Ho dato la sceneggiatura a uno dei produttori di Django Unchained, Reggie Hudlin, e lui ha permesso a un agente di andare a casa sua e leggersela. È un atto di tradimento, ma non particolarmente grave perché non gliel’ha data fisicamente. Poi l’ho data a tre attori: Michael Madsen, Bruce Dern e Tim Roth. L’unico che so per certo non essere colpevole è Tim Roth. Uno degli altri due l’ha fatta leggere al proprio agente e quello l’ha passata a tutta Hollywood. Non so come lavorino questi fottuti agenti, ma questo film non lo faccio e basta.

Il 19 aprile 2014 Tarantino organizzò una lettura dal vivo della sceneggiatura (una cosa che di solito gli attori fanno per “provare” le loro parti e vedere se i dialoghi funzionano) in un teatro di Los Angeles: parteciparono alcuni degli attori più legati a Tarantino e, purtroppo, non ci sono video di quella serata. Dopo quella lettura pubblica Tarantino cambiò idea e – pare anche dopo forti insistenze di Samuel L. Jackson – decise di riscrivere la sceneggiatura, cambiarne molte parti e farla diventare un film. Alla fine del 2015 c’è poi stato un altro problema: una versione del film è finita online e molte persone l’hanno visto illegalmente.

4. La pellicola: l’Ultra Panavision 70

The Hateful Eight ha fatto parlare anche perché esiste in due versioni: una “normale” in digitale e una davvero speciale in pellicola da 70 millimetri. È raro che arrivino nei cinema film in 70 millimetri: negli ultimi anni è successo per esempio per Interstellar di Christopher Nolan e The Master di Paul Thomas Anderson. La pellicola Ultra Panavision 70 è la versione di qualità dei 70 millimetri: è stata usata per film come Ben-Hur e Gli ammutinati del Bounty e non veniva usata dal 1966, quando uscì Khartoum. 

5. La versione speciale: il Roadshow

The Hateful Eight è stato anche presentato, negli Stati Uniti e ora in Italia, in una versione “Roadshow”, una sorta di tournée organizzata per portare un film nei cinema appositamente attrezzati. I “Roadshow” venivano organizzati negli anni Cinquanta e Sessanta per mostrare in anteprima al pubblico delle grandi città statunitensi una particolare versione di un film: si trattava di una versione più lunga rispetto a quella che sarebbe poi uscita nei cinema e in certi casi anticipata da una apertura musicale. La versione “Roadshow” di The Hateful Eight in Italia si può vedere in tre cinema – a Bologna, Roma e Melzo, vicino a Milano – e ha alcune particolarità: dura 18 minuti in più di quella normale, è anticipata da un “Prologo” musicale e a metà c’è un “Intermezzo”.

6. La colonna sonora: Ennio Morricone

Dopo aver deciso di fare il film, Tarantino ha chiesto a Morricone di fargli la colonna sonora. Morricone – vincitore di un Oscar onorario nel 2007 – è l’autore delle musiche di alcuni dei più famosi western della storia del cinema. Tarantino ha sempre detto di apprezzarlo molto e l’ha anche dimostrato: ha usato delle sue musiche (scritte da Morricone per altri film) in Kill Bill, Grindhouse – A prova di morte Bastardi senza gloria; in Django Unchained ha chiesto a Morricone di comporre le musica di Ancora qui, una canzone usata nel film e cantata da Elisa. Dopo Django Unchained Morricone non parlò bene di Tarantino e disse di non voler più lavorare con lui. Poi ha parzialmente ritrattato ed evidentemente ha cambiato idea: così, dopo circa quarant’anni, Morricone ha di nuovo fatto la colonna sonora di un western. Tarantino ha detto che è il suo compositore preferito, non solo contemporaneo: più di Bach, Beethoven, eccetera.

7. The Hateful Eight a teatro, forse

The Hateful Eight è un film girato quasi tutto in interni e i personaggi parlano molto tra loro. È uno degli aspetti per cui il film è stato più criticato o apprezzato. Qualcuno ha definito noioso e inconcludente il continuo parlare e il poco fare dei personaggi del film, qualcun altro ha invece elogiato la capacità di Tarantino di costruire il mistero riguardo ai suoi personaggi, che per vari motivi finiscono a litigare tra loro: i neri e i bianchi, i sudisti e i nordisti, gli uomini e la donna, e così via.

Non c’è assolutamente niente di ufficiale e con Tarantino non si può mai sapere: ma in diverse interviste – per esempio quella con Hollywood Reporter – ha detto che gli piacerebbe rimettere in scena a teatro The Hateful Eight (in parte l’ha già fatto nel 2014). Gli piacerebbe vedere come altri attori si comporterebbero con quella stessa storia ma in un contesto teatrale.

8. Otto cose da tenere d’occhio guardando The Hateful Eight

IMDB ha messo insieme un po’ di curiosità sul film: abbiamo scelto quelle senza spoiler. Quelle che, anzi, fa comodo leggere prima del film, così ci si fa caso.

– Tarantino ha detto che le sue prime due fonti d’ispirazione per questo film sono Le Iene e La Cosa: il primo l’ha fatto lui e anche lì si parla molto, spesso al chiuso; il secondo è un film horror e di fantascienza di John Carpenter, del 1982.

– Uno dei protagonisti dice, a un certo punto, “A bastard’s work is never done” (il lavoro di un bastardo non finisce mai). È la frase usata da uno dei poster di Bastardi senza gloria.

– È la sesta collaborazione tra Tarantino e Samuel L. Jackson: questa è però la prima volta in cui Jackson è l’attore con lo stipendio più alto.

– Se state pensando di aver visto Jackson in solo quattro film di Tarantino avete quasi ragione: in Kill Bill vol. 2 Jackson fa solo un cameo e in Bastardi senza gloria la voce narrante è la sua.

– Le scene in esterno sono state girate a Telluride, in Colorado, al freddo. Il set per gli interni era invece a Los Angeles, al caldo. Per rendere credibile il tutto lo studio di Los Angeles in cui è stato girato The Hateful Eight veniva però tenuto a una temperatura di circa zero gradi centigradi.

– La carrozza che si vede all’inizio del film si chiama “Butterfield Overland Stage”. Come la carrozza del film Quel treno per Yuma – diretto nel 1957 da Delmer Daves.

– Il personaggio interpretato da Kurt Russell dice, a un certo punto, “That’ll be the day!”  (“verrà il giorno!”). È una frase ripetuta spesso dal personaggio di John Wayne in Sentieri selvaggi.

– Nei titoli di coda del film c’è, tra i vari ruoli del set, una persona il cui ruolo era indicato come Checkpoint Charlie (il famoso posto di blocco tra le due Berlino durante la Guerra fredda). La persona che doveva fare il Checkpoint Charlie era quella che aveva il compito di evitare che la gente entrasse sul set con dei cellulari.

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