Anne Frank Center USA Opens 3 Blocks From World Trade Center Site

Il Diario di Anna Frank è disponibile gratis online

Due persone l'hanno pubblicato in forma integrale, per protesta, dopo che la fondazione che ne gestisce i diritti ha prolungato la loro scadenza con una scelta molto contestata

Anne Frank Center USA Opens 3 Blocks From World Trade Center Site
(Getty)

Aggiornamento del 2 gennaio: Il Diario di Anna Frank è stato pubblicato online poche ore dopo l’inizio del 2016. Le prime due persone a pubblicarlo – entrambe nella sua versione originale in olandese – sono un professore universitario francese (Olivier Ertzscheid) e una parlamentare francese (Isabelle Attard).

***

La fondazione svizzera Anne Frank Fonds, che gestisce i diritti d’autore del Diario di Anna Frankha stabilito alcuni mesi fa che il padre di Anna, Otto Frank, è co-autore della famosa biografia e non soltanto il suo curatore, com’era stato sempre considerato. La decisione ha avuto un importante risvolto pratico perché ha prolungato di molti anni il copyright sul libro – gestito appunto dalla fondazione – la cui scadenza era prevista inizialmente per oggi, primo gennaio 2016. Pochi giorni fa però Olivier Ertzscheid, un docente dell’Università di Nantes, e Isabelle Attard, parlamentare francese, hanno detto di voler procedere comunque oggi con la pubblicazione online dell’intera opera.

Le leggi europee in materia di proprietà intellettuale sui libri stabiliscono che il copyright dura 70 anni dopo la morte dell’autore. Anna Frank morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel 1945: significa che il diritto d’autore sarebbe scaduto il primo gennaio del 2016. Dopo la modifica sugli autori del libro stabilita dalla Anne Frank Fonds, però, la scadenza dei diritti è stata formalmente prolungata fino al 2050: a 70 anni dalla morte del padre Otto, avvenuta nel 1980. Già lo scorso ottobre Ertzscheid aveva pubblicato sul proprio sito due versioni francesi del libro: rimasero online per poco, visto che la casa editrice francese Livre de Poche ottenne rapidamente la loro rimozione.

La Anne Frank Fonds aveva annunciato la possibilità di dichiarare Otto Frank autore del libro un anno fa e già cinque anni prima aveva chiesto il parere legale di alcuni esperti, dato che Otto Frank aveva editato, modificato e tagliato parti del diario creando così – secondo la fondazione – una «opera nuova», «una sorta di collage», come spiegò al New York Times Yves Kugelmann, un membro della fondazione. La decisione ha provocato moltissime proteste da parte degli editori ma anche di chi accusa la fondazione di aver mentito per anni, spacciando il diario come scritto unicamente da Anna Frank: delle due l’una, insomma, o il diario era solo di Anna Frank, e allora oggi è libero da diritti, o è di Anna Frank e suo padre, e la fondazione ha fallito nel suo principale obiettivo, cioè favorire una diffusione informata del testo. L’avvocata francese Agnès Tricoire, specializzata in diritto della proprietà intellettuale, ha detto che «se accettiamo le argomentazioni della fondazione, significa che ha mentito per anni dicendo che Anna Frank era l’unica autrice del diario».

Attard, che come Ertzscheid ha detto che pubblicherà la versione olandese del libro il primo gennaio, ha criticato molto le decisioni della fondazione, ritenendole legate esclusivamente a questioni economiche. Attard ha aggiunto che tutti beneficerebbero della libera pubblicazione del Diario. La fondazione ha fatto sapere che se il libro verrà pubblicato online intraprenderà azioni legali contro tutti i responsabili. Il libro per il momento non è stato pubblicato online, comunque.

La decisione della Anne Frank Fonds è tra l’altro l’ennesimo capitolo dei contrasti con la Casa Anna Frank, fondazione olandese nata nel 1957 che gestisce invece il museo dedicato ad Anna Frank ad Amsterdam. Le due associazioni hanno lavorato insieme per molti anni, soprattutto per impedire qualsiasi speculazione commerciale sul nome di Anna Frank, ma dagli anni Novanta hanno iniziato una serie di battaglie legali su diritti d’immagine e merchandising.

Mostra commenti ( )