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Una mappa che indica la strada più bella, e non la più veloce

Un gruppo di ricercatori sta sperimentando un sistema automatico che dia le indicazioni stradali sulla base della bellezza dei posti

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Le applicazioni e i servizi di mappe online sono usati ogni giorno da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, che cercano posti dove andare e soprattutto indicazioni per raggiungere un certo luogo impiegando il meno tempo possibile. Daniele Quercia degli Yahoo Labs di Barcellona in Spagna e un paio di suoi colleghi – tra i quali Rossano Schifanella dell’Università di Torino – si sono messi in testa di fare qualcosa di diverso con le mappe: indicare il percorso più bello e piacevole per raggiungere una destinazione, non necessariamente il più veloce. Per farlo hanno inventato un algoritmo che si basa sulle indicazioni fornite dagli utenti online sui posti più belli che si possono trovare nella città in cui ci si trova. L’idea è ancora in fase di sperimentazione, ma sta dando buoni risultati e in un futuro neanche troppo lontano potrebbe diventare una opzione da aggiungere a quelle classiche per raggiungere un posto nel minore tempo possibile, o seguendo il percorso più breve.

Per avere informazioni su cui lavorare sulle zone urbane più belle, Quercia e colleghi hanno dovuto costruire un archivio di immagini da sottoporre a un ampio gruppo di persone in modo che potessero dare il loro parere. Hanno scelto Londra e raccolto una serie di fotografie del centro della città disponibili su Street View, il servizio di Google per vedere fotografie panoramiche a livello stradale all’interno delle sue mappe. Le fotografie sono state caricate su UrbanGems.org, un progetto nato per valutare le caratteristiche dei quartieri cittadini sulla base delle impressioni dei visitatori del sito.

A ogni visitatore di UrbanGems.org vengono mostrate due immagini affiancate e chiesto di indicare quale delle due mostra il posto più bello. Più persone partecipano all’iniziativa, più diventano accurate le valutazioni sulla bellezza, o la bruttezza, dei quartieri, anche grazie a una serie di aggiustamenti statistici. I dati raccolti sono stati inseriti da Quercia e colleghi sulla mappa di Londra, identificando in questo modo le vie più belle e gradevoli.

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È sufficiente inserire sulla mappa il posto dove si vuole andare per ottenere un percorso che privilegia le vie migliori per quanto riguarda la loro bellezza, o la sensazione di calma e sicurezza che hanno trasmesso ai frequentatori di UrbanGems.org. L’algoritmo restituisce in media itinerari che sono più lunghi del 12 per cento rispetto a quelli indicati dai classici sistemi di informazioni geografiche, come app e mappe online. Su un percorso di media lunghezza si tratta di qualche centinaio di metri in più, quindi un’alternativa più che ragionevole per chi si muove a piedi e, ok, non è particolarmente di fretta.

Quercia e colleghi hanno verificato l’efficacia del loro algoritmo chiedendo a 30 abitanti di Londra di valutare gli itinerari proposti. Nella maggior parte dei casi, i volontari hanno confermato che le strade scelte erano più belle e piacevoli da percorrere rispetto a quelle standard offerte dai normali GPS.

Verificata la validità del suo algoritmo, i ricercatori hanno fatto un ulteriore passo avanti per trovare un sistema più rapido di valutazione dei quartieri delle città rispetto a quello di UrbanGems.org, che tra l’altro coinvolge un numero ridotto di persone. Ha automatizzato la raccolta di informazioni usando quelle disponibili su Flickr, di proprietà di Yahoo e uno dei più grandi servizi al mondo per salvare e condividere le proprie foto online,on informazioni su luogo e data in cui sono state raccolte, e la possibilità di inserire tag aggiuntivi e commenti. Con una serie di ricerche, Quercia ha isolato circa 5 milioni di fotografie scattate negli stessi luoghi delle foto ottenute in precedenza da StreetView, andando poi alla ricerca di ciò che avevano in comune per trovare elementi legati al concetto di bellezza. Tra i parametri identificati ci sono stati il numero di foto scattate per ogni singolo luogo e l’uso di parole che descrivono sentimenti positivi nelle didascalie, nei tag e nei commenti delle fotografie.

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Trovata una serie di pattern validi su Flickr per fare funzionare l’algoritmo, Quercia e colleghi hanno testato il loro sistema in una città diversa, su cui non avevano quindi raccolto dati in altro modo come era successo con Londra attraverso UrbanGems.org. Hanno scelto Boston e hanno proposto a una cinquantina di abitanti di valutare gli itinerari proposti dal sistema. E anche in questo caso la maggior parte dei partecipanti ha detto di averli trovati migliori di quelli classici.

Come ricordano sulla Technology Review del Massachusetts Institute of Technology, il sistema proposto non è comunque infallibile. Non è per esempio detto che una particolare zona urbana sia sempre bella e piacevole da attraversare: molto dipende dall’ora in cui vi si passa e talvolta anche dal periodo dell’anno. L’algoritmo al momento non tiene in considerazione questo tipo di variabili, e quindi non è sempre accurato nel consigliare un percorso tra vie belle e gradevoli. Nei prossimi mesi sarà messa a disposizione una prima applicazione per testare il sistema e migliorarlo, in futuro potrà essere inserito nei servizi di mappe.

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