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Le foto di Getty Images libere, per tutti

di Emanuele Menietti – @emenietti

Una delle più grandi agenzie fotografiche al mondo ha messo a disposizione il suo enorme archivio: le immagini possono essere inserite liberamente sui siti, a patto di non farne uso commerciale

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A partire da oggi, giovedì 6 marzo, buona parte delle fotografie contenute nell’archivio dell’agenzia internazionale Getty Images possono essere pubblicate liberamente e gratuitamente su qualsiasi sito, a patto che non se ne faccia un uso commerciale diretto. Questo significa che i gestori di siti personali e blog potranno scegliere tra oltre 35 milioni di foto e condividere i contenuti di Getty Images più facilmente, senza particolari preoccupazioni e limitazioni legate al diritto d’autore. La scelta dell’agenzia fotografica sta facendo molto discutere e potrebbe essere seguita in futuro da altre agenzie, alla ricerca di nuovi sistemi per tutelare i loro archivi e al tempo stesso aumentare i ricavi.

Il nuovo sistema che propone Getty Images è simile a quello utilizzato da YouTube per inserire i suoi video sui siti o da Instagram per la condivisione delle sue foto. Nella scheda di ogni fotografia all’interno dell’archivio c’è un’opzione per fare un embed dell’immagine all’interno della propria pagina web (il simbolo è fatto così: < / >). Per farlo basta copiare il codice HTML (quello con cui è fatta anche la pagina che state leggendo ora) e incollarlo sul proprio sito. Il codice fa comparire una sorta di scheda all’interno della quale ci sono la foto, una serie di tasti per condividerla su Twitter o su Tumblr, o per copiare il suo codice embed e pubblicarla da un’altra parte.

Sulla foto non ci sono watermark (scritte e loghi trasparenti di solito molto vistosi per segnalare la proprietà dell’immagine), ma in calce nella scheda è indicata chiaramente la sua provenienza e il nome del fotografo che l’ha scattata. Se si clicca sull’immagine contenuta nel visore, si viene rimandati (in una nuova scheda del proprio browser) al sito ufficiale di Getty Images, dove sono mostrati altri dettagli della foto ed è naturalmente mostrata l’opzione per acquistarla ad alta risoluzione o per farne un uso commerciale.

Con questa soluzione quelli di Getty Images confidano di risolvere almeno in parte il problema dell’uso selvaggio delle loro fotografie online, pubblicate spesso in giro senza crediti verso il fotografo e senza indicazioni precise sulla loro provenienza. Il nuovo sistema è da un lato il riconoscimento dell’impossibilità di trovare un sistema efficace per farsi pagare da tutti le foto che circolano online coperte da diritti, ma da un altro punto di vista è comunque un esperimento interessante per provare vie alternative che consentano di ricavare comunque qualche soldo, almeno in futuro.

Come hanno spiegato i responsabili di Getty Images, il nuovo sistema ha sicuramente dei vantaggi. Prima di tutto assicura che ogni foto sia regolarmente attribuita attraverso la chiara pubblicazione dei suoi crediti. In secondo luogo l’inserimento del codice embed consente all’agenzia di sapere quali fotografie sono state pubblicate e su quali siti in giro per il mondo. Infine, la possibilità di passare con un clic dal visore della fotografia al sito in cui è venduta rende più semplice e immediato l’acquisto della foto, a maggiore risoluzione e per scopi diversi dalla semplice condivisione online.

Almeno per ora, Getty Images non ha messo a disposizione tutto il proprio archivio. Sono escluse le sezioni “Reportage” e “Contour”, che raccolgono fotografie particolari e spesso esclusive, vendute a riviste e giornali al di fuori dei loro classici abbonamenti per usare le immagini. Le fotografie di Agence France-Presse, distribuite da tempo da Getty Images, saranno rese tutte disponibili per il nuovo sistema, invece. I responsabili dell’agenzia hanno inoltre chiarito che i fotografi che lavorano con loro non avranno scelta: se vorranno continuare a far pubblicare e vendere i loro contenuti da Getty Images, dovranno accettare l’opzione dell’embed gratuito online.

La regola fondamentale dell’iniziativa è sostanzialmente una: le foto possono essere condivise solo se non se ne fa un uso commerciale. Questa stessa regola vale per molti altri distributori di contenuti, come per esempio Flickr che dà la possibilità a ogni suo iscritto di specificare le condizioni sotto le quali si possono usare le sue foto. Il problema è che il concetto di “uso commerciale” è alquanto sfumato. In linea di massima, indica le pratiche per guadagnare qualcosa dall’utilizzo di un particolare contenuto. Il gestore di un sito non potrà quindi mettere in vendita magliette o tazze su cui sono stampate le foto di Getty Images senza averne acquisito i diritti, per intenderci. La pubblicazione delle foto tramite embed è invece consentito sui siti che mostrano pubblicità. Questo significa che anche i giornali online potranno sfruttare il nuovo sistema, ha spiegato una portavoce dell’agenzia, a patto che le fotografie siano pubblicate in un contesto editoriale, quindi non per farsi pubblicità (come specificato nei “Termini e condizioni“).

Getty Images spera che con questa nuova soluzione si riduca il fenomeno dell’utilizzo illecito dei suoi contenuti. Al momento non sono previste iniziative per ricavare direttamente qualche soldo attraverso il sistema per l’embed delle fotografie. I responsabili dell’agenzia ipotizzano in futuro l’inserimento di annunci pubblicitari nel visore delle immagini, sulla falsa riga di quanto fa da tempo YouTube con le pubblicità inserite prima dell’inizio dei suoi video. Potrebbero essere studiate anche altre soluzioni per promuovere meglio i contenuti offerti dall’agenzia.

Da diversi anni le principali agenzie fotografiche internazionali sono in affanno a causa dei costi di gestione molto alti da un lato e della progressiva riduzione della domanda per i loro lavori, dall’altro. I prezzi degli abbonamenti chiesti a giornali e riviste per utilizzare le loro fotografie sono diminuiti sensibilmente e molti editori hanno ridotto il numero di agenzie cui sono abbonate le loro pubblicazioni. Benché non siano comparabili alla qualità dei reportage dei fotografi professionisti, le immagini pubblicate da chi usa i social network sono diventate una risorsa sempre più importante per i media, soprattutto perché sono immediatamente disponibili quando si verifica un fatto. Basta pensare alla recente vicenda dell’inviato ONU bloccato in un bar in Crimea da un gruppo di miliziani filo-russi. Nel bar con lui c’era un inviato di una televisione britannica che ha pubblicato in pochi minuti una foto del bar su Twitter. In questi casi le agenzie fotografiche arrivano inevitabilmente in ritardo e faticano a piazzare i loro contenuti. Intorno alle fotografie prese dai social network si è inoltre aperto un ampio dibattito, che riguarda soprattutto il diritto d’autore.

 

Secondo Getty Images la nuova soluzione potrebbe rivelarsi efficace per svecchiare il rapporto con i siti e i social network. Per questo motivo i suoi responsabili hanno detto di essere interessati ad aprire un confronto con le altre grandi agenzie fotografiche mondiali, per trovare soluzioni condivise per rendere più semplice la condivisione online delle loro fotografie, tutelando i diritti e le tasche dei fotografi che lavorano con loro.

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