Le opere di Oscar Niemeyer

Il leggendario architetto brasiliano è morto a 104 anni: inventò Brasilia, palazzi che sembrano astronavi e la Mondadori di Segrate: le foto

È morto a 104 anni il grande architetto brasiliano Oscar Niemeyer, che ha progettato alcuni dei più famosi edifici modernisti del Ventesimo secolo. Niemeyer era ricoverato in ospedale, i suoi funerali si terranno nel palazzo presidenziale di Brasilia per decisione della presidente del Brasile, Dilma Rousseff. Il sindaco di Rio de Janeiro, la città natale di Niemeyer, ha indetto tre giorni di lutto cittadino.

Niemeyer diventò famoso a livello internazionale con la progettazione (in un’équipe) del quartier generale delle Nazioni Unite a New York e la monumentale costruzione di Brasilia, nuova capitale del Brasile, tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. Le sue simpatie per il partito comunista lo costrinsero all’esilio in Europa negli anni della dittatura militare in Brasile. Alla fine degli studi iniziò a lavorare nello studio degli architetti Lucio Costa e Carlos Leao. I suoi primi lavori importanti risalgono agli anni Trenta: nel 1939 disegnò il padiglione brasiliano alla Fiera Internazionale di New York, attirando l’attenzione del sindaco di allora Fiorello La Guardia che lo premiò con le chiavi della città.

Nel 1939, quando era ancora dipendente di Lucio Costa, fu a capo della commissione di architetti che doveva progettare, con la consulenza di Le Corbusier, la sede di Rio de Janeiro del ministero dell’Istruzione e della Sanità. Il palazzo è stato il primo grattacielo utilizzato come sede ufficiale governativa, ed è conosciuto oggi come palazzo Gustavo Capanema, dal nome del primo ministro dell’Istruzione in Brasile.

Nel 1940 Niemeyer incontrò Juscelino Kubitschek, che allora era sindaco della città di Belo Horizonte. Kubitschek gli affidò il compito di progettare alcuni edifici di un nuovo quartiere nella parte nord della città, Pampulha. Niemeyer disegnò una chiesa, che fu completata nel 1943. Le autorità della Chiesa Cattolica, però, si rifiutarono di consacrare l’edificio fino al 1959 per la sua “forma non ortodossa”.

Nel 1947 fece parte, di nuovo insieme a Le Corbusier, del team internazionale di architetti che progettarono il quartier generale delle Nazioni Unite a New York. Negli anni successivi la Yale University gli offrì una cattedra e la Harvard Graduate School of Design la posizione di rettore, ma gli fu rifiutato il visto di ingresso negli Stati Uniti per le sue posizioni di sinistra (pare che Fidel Castro abbia detto una volta: «Niemeyer e io siamo gli ultimi comunisti»).

(Le persone invisibili di Brasilia)

Il periodo più importante nella vita e nella carriera di Niemeyer arrivò però nel 1956. In quell’anno Juscelino Kubitschek venne eletto presidente del Brasile e lo convocò per il progetto di una nuova capitale, Brasilia. Kubitschek affidò l’organizzazione del concorso per il progetto della città a Niemeyer; il concorso fu vinto dall’architetto Lucio Costa, il vecchio maestro di Niemeyer, che disegnò la pianta della città lasciando a Niemeyer gli edifici principali, tra cui la residenza del Presidente (Palácio da Alvorada), la casa dei deputati, il Congresso Nazionale, la Cattedrale di Brasilia, diversi ministeri e diversi edifici residenziali. Brasilia fu progettata, costruita e inaugurata in quattro anni; Niemeyer fu nominato capo responsabile del collegio di architettura dell’Università di Brasilia.

Nel 1961 un colpo di stato portò i militari al potere e instaurò una dittatura che sarebbe durata fino al 1985. In quel periodo Niemeyer si trasferì in Europa, a Parigi. Nel 1988 vinse il Premio Pritzker per l’architettura e tornò in Brasile. Da allora ha continuato a lavorare: tra le altre cose ha progettato altri due edifici minori a Brasilia e nel 1996, a 89 anni, ha disegnato il Museo di arte contemporanea di Niteroi (la città che fronteggia Rio de Janeiro sulla baia di Guanabara), uno dei suoi lavori più famosi.

(Immagini da Brasilia, capitale del futuro)

In Italia ha progettato l’Auditorium di Ravello, inaugurato nel 2010 e da allora praticamente sempre chiuso, e la sede di Mondadori a Segrate, vicino a Milano.

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