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Tutte le storie del caso Fiorito

Tutte le storie del caso Fiorito

SUV e vacanze pagate con i soldi pubblici, guerricciole nel PdL, minacce e regione Lazio a rischio crisi: promemoria di quello che l'Italia è stata in questi anni (ed è tuttora)

17 settembre 2012

Aggiornamento delle 22.00
Renata Polverini ha ottenuto il consenso del consiglio a un piano di tagli calcolato “di 20 milioni” e le minacce di dimissioni sono rientrate: resta aperta la questione delle dimissioni di Battistoni, e soprattutto non si capisce come dei tagli siano la soluzione per gli abusi sui fondi esistenti. Si abuserà un po’ meno?

Aggiornamento delle 17:15
Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha tenuto un lungo discorso durante il Consiglio regionale di oggi sul caso Fiorito. Polverini ha parlato di una “catastrofe politica”, dicendo di aver vissuto la vicenda con “sconcerto e disgusto”. Come era stato anticipato nelle ultime ore, il presidente ha elencato una serie di punti da seguire per cambiare “oggi stesso” altrimenti “si va a casa”. Ha chiesto di azzerare la Giunta regionale, di applicare nuovi tagli ai costi della politica, al numero di assessori e di rinunciare ai fondi per i gruppi consiliari, quelli da cui Fiorito avrebbe attinto per spese difficilmente giustificabili come attività politica. Se le nuove misure non saranno adottate, ha spiegato Polverini, ci saranno le dimissioni del presidente della Regione.

Durante il suo discorso, e facendo riferimento ai suoi recenti problemi di salute, Polverini ha ricordato che: «I tumori che stanno qua dentro, come nella mia gola, vanno estirpati. O usciamo di qui convinti che abbiamo voltato pagina, o usciamo convinti che siamo ex della Regione Lazio». Polverini ha anche detto che «Siamo come la Costa Concordia: ci siamo sfracellati». Francesco Battistoni, che ha testimoniato in procura sulla gestione sospetta dei conti del gruppo consiliare PdL e che è al centro dello scontro di potere interno allo stesso, non dovrebbe dimettersi oggi come richiesto da Polverini, ma forse nei prossimi giorni lasciando spazio ad Antonio Cicchetti, ex di Alleanza Nazionale come Fiorito e che al momento è consigliere senza incarichi specifici.

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Negli ultimi giorni sono emersi nuovi dettagli e informazioni sulla deprecabile vicenda resa nota dalle inchieste della magistratura sui passaggi di denaro, ritenuti illeciti, all’interno della Regione Lazio e che interessano principalmente l’ex capogruppo dell’assemblea regionale, Franco Fiorito (detto “Er Batman”, come le cronache riferiscono frequentemente) appartenente al Popolo della Libertà. È accusato di peculato sulla base di alcune operazioni bancarie effettuate sui conti correnti di banche spagnole. Le indagini sono cominciate in seguito a una segnalazione della Banca d’Italia, avvisata di una serie di movimenti sospetti sui conti correnti intestati al PdL in Consiglio regionale, con prelievi e bonifici da decine di migliaia di euro. Dagli accertamenti fino a ora condotti sembra che manchino circa due milioni di euro, che almeno in parte sarebbero transitati attraverso i conti di Fiorito.

Su Repubblica, Maria Elena Vincenzi e Carlo Bonini hanno ricostruito i movimenti dell’ex capogruppo del PdL.

[Fiorito] Succhia nei due conti che dovrebbero alimentare le spese del gruppo regionale Pdl, di cui lui è tesoriere e dunque “padrone”. Vengono entrambi accesi nella filiale Unicredit 30656 della Pisana (la sede della Regione) nell’estate del 2010, subito dopo le elezioni, e portano i numeri 72130 e 72093. Il primo è destinato a saldare i mandati di pagamento necessari al funzionamento del gruppo. Il secondo, ai rimborsi delle spese sostenute dai 17 consiglieri Pdl “per garantire il rapporto tra elettore ed eletto”. Ebbene, tra il giugno del 2010 e il luglio del 2011, i due conti vengono svuotati per complessivi 7 milioni e mezzo di euro. Cinque milioni 976 mila escono dal 72093, 1 milione e 817 mila dal 72130.

Nelle operazioni in uscita (migliaia, e circa 300 solo negli ultimi due mesi) si intrecciano rimborsi legittimi per le spese sostenute per l’attività politica e rimborsi meno chiari, a quanto pare per interessi personali. Sempre secondo la ricostruzione fornita da Repubblica, Fiorito aprì dodici conti correnti: sette in Italia e cinque in banche spagnole. Un tredicesimo conto sarebbe stato aperto in Francia, ma ci sono ancora verifiche in corso.

Sui dodici (o tredici) conti Fiorito trasferì 735 mila euro attraverso 108 diversi bonifici con causali spesso poco chiare o generiche come “Fondi per il rapporto tra elettore ed eletto”. Il denaro, dicono i magistrati, proveniva dal contro Unicredit 72130, quello destinato al gruppo consiliare PdL. Circa 439mila euro rimasero sui conti in Italia, 314mila presero la strada della Spagna.

Spiegano ancora Vincenzi e Bonini:

[Fiorito] Stacca assegni per 864 mila euro di cui non rendiconta i beneficiari. Firma 417 deleghe di pagamento per il saldo di “contributi dei collaboratori” (quali, non è dato sapere). Salda piccole spese con Pagobancomat per 32 mila euro. E ne preleva 235 mila. Mentre la carta appoggiata sul conto, intestata al gruppo, ma nelle sue personali mani, viene ricaricata per 188 mila euro: 90 mila l’anno, 7 mila al mese. Fino ai rid per pagamenti ricorrenti a scadenza fissa per 47 mila euro e ai 13 mila per spese generiche.

Fiorito ha ammesso di essersi comprato un SUV da 88 mila euro anche se aveva diritto all’auto blu perché “ne aveva un tremendo bisogno”. Acquistò anche una Smart da 16mila euro che si rivelò “troppo piccola per me, non riesco ad entrarci: così l’ho lasciata a disposizione dei colleghi”. Ha anche confermato di essere andato in due diversi villaggi vacanze della Costa Smeralda, in Sardegna, pagati con il denaro del PdL: “La campagna elettorale mi aveva lasciato spossato e depresso. Avevo bisogno di una vacanzona”. Fiorito ha anche parlato di altre spese per il partito, e che coinvolgono altri esponenti del PdL in regione, che devono essere ancora verificate. Un elemento centrale nelle accuse – e che legittima anche il senso dell’espressione “soldi pubblici”, stavolta – è che i conti correnti sono intestati al gruppo consiliare del PdL, che è un’istituzione dell’amministrazione pubblica, e non al partito.

Alcuni documenti dell’inchiesta sembrano raccontare di spese compiute con i soldi del PdL da altri suoi responsabili laziali. I quotidiani hanno riferito per esempio di Veronica Cappellaro, presidente della commissione cultura alla regione Lazio, che avrebbe addebitato al partito 1080 euro per un servizio fotografico. Lo stesso Fiorito ha alluso a casi di questo genere, coinvolgendo tra gli altri Arianna Meloni (sorella dell’ex ministro Giorgia Meloni): “lavora nel gruppo Pdl della Regione Lazio, ma in ufficio non la vediamo da 5 mesi. È sempre in servizio esterno, però lo stipendio di 2.300 euro lo prende”. Giorgia Meloni ha detto che Fiorito “andrebbe cacciato a calci nei denti” e ha scritto ai giornali una lunga lettera in difesa di sua sorella. Il segretario del PdL Alfano ha dichiarato che “Fiorito è fuori dal partito”.

La vicenda sta avendo ripercussioni anche all’interno della maggioranza di centrodestra che sostiene il presidente di regione, Renata Polverini. Nella giornata di ieri, Polverini avrebbe fatto molte pressioni per ottenere le dimissioni dell’attuale capogruppo del PdL, Francesco Battistoni, che ha testimoniato in procura sulla gestione sospetta dei conti del gruppo e che è al centro dello scontro di potere interno allo stesso: ma Polverini sostiene che le accuse emerse impongano le dimissioni dello stesso Battistoni – su cui sono circolate a sua volta contestazioni di spese illegittime, da lui rifiutate – e vuole mostrarsi lontana dallo scandalo. Polverini potrebbe minacciare ufficialmente le proprie dimissioni nel corso della riunione del Consiglio regionale prevista per oggi pomeriggio alle 16, durante la quale – secondo le valutazioni più recenti – il PdL non è intenzionato ad accogliere le sue richieste.

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  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    I partiti politici italiani sono fetenti, sia pur in varia misura, ma il fetore che si leva dal PdL ammorba l’aria… è tempo che i galantuomini presenti colà (i Pisanu, i Frattini) se ne allontanino.

  • 1uigi

    1) corrisponde a verità che lo scandalo è venuto fuori NON in seguito a denunce dell’oposizione, NON a causa di una faida interna al PdL MA in seguito alla denuncia dei Radicali come ha detto oggi Bordin a Stampa e Regime? Perché allora è vero che c’è una congiura del silenzio..
    2) Queste descrizioni mi ricorda Cafonal, il libro fotografico sponsorizzato da D’Agostino. Il sottobosco romano con queste figure laide non fa che confermare la pessima idea che il resto d’Italia ha di esso.
    3) @Ortelius. Non per fare quello che “la rogna ce l’avete anche voi”, anche perché qui si parla di rogna pura e fa schifo a tutti. Ma Lusi non è profumatissimo. E’ tempo che Rutelli ….be’, vabbe’.

  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    Caro 1UIGI, Lusi è altrettanto fetente, e Rutelli è bruciato politicamente, com’è ovvio. Io, comunque non sono un loro elettore. Sai cosa dovremmo fare, se si potesse? Una class-action per farci restituire tutti i soldi che ci hanno rubato!

  • mkhammer

    Angelino Alfano: “Fiorito è fuori dal partito, no a ladri e rubagalline”
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    Solo professionisti……

  • whiteyes

    Anche morfologicamente, il tipo si presta allo stereotipo leghista del “politico romano opulento mangiasoldi a tradimento”

  • 1uigi

    @Ortelius
    COncordo in pieno con te. Purtroppo mi sento come ai tempi di Manipulite. La stessa voglia di dare pedate ben assestate nel deretano.

  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    @1UIGI
    La cosa buffa è che sono stato iscritto al PSI fino al 1992 e che ho votato Forza Italia (così imparo) nel resto degli anni ’90. Ma da tempo non so più a che santo votarmi (e Grillo non è un opzione). Mi domando quanti ce ne sono nella mia situazione.

  • landrea

    Io li odio.
    Li odio tutti.
    E vorrei essere democratico e garantista, ma non ce la faccio più.
    Non li sopporto più sti politici da schifo.
    E’ gente lurida, immonda, parassiti di una società che arranca, sfruttatori di gente che non arriva al 20 del mese.

  • laurensdegraaf

    La colpa è mia, sul serio. Che leggendo vado a smuovere quel mucchio di letame che mi fa venire la nausea e la gastrite. Tanto è così, non cambia niente, perché è dal basso che la cosa pubblica è vissuta così. Il 90% della popolazione è fatto di potenziali LusiBelsitoFiorito, il livore scagliato contro la politica è solo una questione di invidia più che condanna. Non è colpa totalmente colpa “loro”.

  • gioso

    La misura di quanto l’italiano capisce di politica la danno i Radicali al 2% a qualsiasi elezione.

  • OmarLittle

    @1UIGI

    Stamattina Bordin ha anche fatto intendere che la tesi della faida interna al PDL non è così campata in aria, riferendosi tra l’altro all’episodio di Miloni e delle liste bocciate del PDL alle Regionali 2010.

    Quanto al ruolo dei consiglieri radicali, non so se sia stato decisivo, ma una cosa è certa: su queste faccende hanno denunciato e predicato nel deserto da quando sono entrati in Consiglio. Per fortuna mettono tutto online e chi avrà la pazienza di leggersi un po’ di roba al riguardo ha il sito di riferimento:

    http://www.radicalilazio.it

    Per dire: ora la Polverini ha accennato all’abolizione dei monogruppi o delle commissioni speciali, tutte porcate che chi segue Radio Radicale conosce e bene da due anni. Piuttosto si potrebbe fare una bella inchiesta su come al riguardo si sono comportati negli stessi anni PD, IDV e SEL…

  • OmarLittle

    Giusto per capirci:

    “Un esempio è stato di recente offerto nel Consiglio Regionale del Lazio. Dopo 7 ore di ostruzionismo praticato dai soli due consiglieri Radicali, unici anche a votare contro la legge, sono state istituite -con voto favorevole di Pdl, Pd, Lista Polverini, Idv, La Destra, Sel, Udc, Psi, Lista Civica – 4 Commissioni speciali che vanno ad aggiungersi alle 16 permanenti già esistenti.

    E’ un record nazionale, anzi una vergogna nazionale, che porta ad avere, su 71 consiglieri, 6o tra presidenti e vicepresidenti di Commissione e che costerà, per struttura, personale assunto a chiamata diretta, indennità ed auto blu, maggiori spese per circa 7 milioni di euro nella legislatura. Milioni di euro spesi non per affrontare i temi oggetto delle Commissioni speciali, che avrebbero potuto essere affrontati dalle Commissioni permanenti esistenti, ma per garantire “equilibri di potere” interni ai partiti e tra i partiti, in ultimo per garantire a poche persone -equamente divise tra maggioranza ed opposizione – poltrone, benefit, visibilità e qualche chiamata diretta; nulla a che fare con i bisogni della gente, molto a che vedere con le necessità dei partiti.”

    http://www.radicalilazio.it/sito/node/358

  • http://blog.asettico.it simone

    @laurensdegraaf: sono perfettamente d’accordo, la colpa è nostra:

    “loro” fanno quello che “noi” gli permettiamo di fare.

    L’insieme “loro” e l’insieme “noi” si intersecano.

    Stabilire quanti elementi di “loro” appartengano anche all’insieme “noi” non è facile, ma mi sembra probabile che il 90% di “noi”, se messi nelle condizioni di “loro”, si comporterebbe nello stesso modo.

    Questo non assolve nessuno, abbiamo semplicemente quello che ci meritiamo.

    Secondo me la cosa grave non è tanto che “noi” permettiamo a “loro” di rubare, , quanto che in cambio non otteniamo nulla.

  • http://www.boll.splinder.com bolla

    io da quando voto, ho sempre votato radicali. non ne ho la certezza, chiaro, ma ho sempre avuto l’impressione che non rubino soldi, e anzi grazie a loro c’è piu’ chiarezza su alcune dinamiche oscure, vedi quello che stan facendo i due radicali in consiglio regionale nel lazio, vedi le anagrafi pubbliche degli eletti, vedi i loro referendum di 20 anni fa, vedi cappato a milano che protesta contro i biglietti gratis al consiglio comunale, e che li regala ad estrazione..

    (poi ora ci saranno quelli che parleranno dell’accordo col pd, dei soldi a radio radicale, eccetera eccetera…pero’ quelli non son soldi rubati. e io radio radicale la ascolto, mentre dello champagne di fiorito non credo me ne venga in tasca molto).

    magari nel momento in cui si trovassero a governare realmente qualcosa, farebbero le peggio cose. ma credo che avere un po’ di radicali in parlamento, in comune, in regione, in provincia, non ha mai fatto male a nessuno. anzi, ha migliorato trasparenza, chiarezza, ed ha avvicinato certe istituzioni alla gente normale.

    fine pistolotto.

  • rand

    non ho sentito il discorso, ma letto tramite articoli e tweet e mi vengono in mente alcune considerazioni.
    Ma dove era la Polverini in questi anni quando i monogruppi sono stati creati?
    dove era quando ha nominato un certo numero di assessori, che ora chiede di dimezzare?
    dove era lei quando agli assessori non facenti parte del consiglio regionale è stato concesso il vitalizio?
    Lei ovviamente non è responsabile di come il gruppo consiliare spande e spende i soldi che vengono elargiti dalla regione, ma dove era lei prima se finora non ha avuto di far sì che divenisse obbligo rendere pubblico come vengono spesi.

    nel merito del suo discorso, per me non doveva essere questo il discorso da fare in assemblea, ma ai partiti e gruppi che sostengono la maggioranza, e una volta ottenuto l’ok o il ko procedere o rassegnare le dimissioni.

    infine, come mai, almeno a leggere dai giornali, la polverini ce l’ha tanto con l’attuale presidente del gruppo pdl, tanto da richiedere le sue dimissioni come condizione per andare avanti?

  • milziade368

    Fiorito fuori dal partito… troppo comodo!
    Quando un partito si sfascia le magagne vengono a galla, quando tutto è compatto nulla traspare e si strilla a squarciagola.
    Auspicabile una ricerca in chiave “storica” affidata alla Guardia di Finanza.

  • franco1

    Forse gioverebbe ricordargli che lo speaker della Camera dei Comuni si è dimesso per le note spese taroccate di alcuni membri della medesima.
    Fra l’altro si parlava di cifre per le quali da noi non si dimetterebbe neanche il presidente di una bocciofila.

  • http://blogghetto.org michelelan

    Non sono riuscito dallo schifo a leggere l’articolo, sono giorni che ci provo e mi fermo sempre al primo paragrafo…

  • umpalumpa
  • kenzokabuto

    Ma insomma, tutti ‘sti ristoranti de lusso, qualcuno che li manda avanti, che ce va e li fa sopravvive, ce vorrà, no? Er Batman, come soprannome suggerisce, altro non faceva che aiutare l’economia, non far perdere posti di lavoro. Anzi, lui si applicava in prima persona. E’ addirittura meglio di tutti gli altri. Le ostriche, lo champagne, le auto di lusso, i viaggi e via dicendo.Qualcuno che si sacrifica ci vuole.