Ancora sul caso Philip Roth e Wikipedia

Maurizio Codogno spiega perché l'enciclopedia online aveva giudicato "non credibile" una modifica dello scrittore alla voce su un suo libro

Lo scrittore statunitense Philip Roth ha pubblicato sul New Yorker una lunga lettera aperta indirizzata agli amministratori di Wikipedia, raccontando che la pagina di Wikipedia su La macchia umana, un suo romanzo pubblicato nel 2000, conteneva un grave errore che ha chiesto venisse corretto. Roth ha raccontato che alla sua richiesta Wikipedia aveva risposto dicendo di non ritenerlo una fonte affidabile. Maurizio Codogno, blogger del Post e portavoce di Wikimedia Italia, ha spiegato sul blog Voices la logica dietro il comportamento dell’enciclopedia online.

Venerdì scorso corriere.it ha pubblicato un articolo, che dovrebbe anche essere apparso sabato sull’edizione cartacea, raccontando della querelle tra lo scrittore americano Philip Roth e l’edizione in lingua inglese di Wikipedia: trovate il resoconto anche sul Post, anche se forse coi vari passaggi lì si è persa una distinzione fondamentale che rende più complicato capire la vera ragione della diatriba.

Roth ha scritto una lettera aperta a Wikipedia e l’ha inviata al New Yorker, che naturalmente l’ha pubblicata senza indugio. Nel testo, Roth dice che un non meglio identificato “amministratore di Wikipedia” si è rifiutato di eliminare un riferimento all’interno della voce sul suo libro “The Human Stain” (tradotto in italiano come La macchia umana); un suo intermediario aveva cercato di togliere la parte di testo in cui si affermava che l’ispirazione per il protagonista del libro era giunta dalla figura del critico letterario Anatole Broyard, ma senza riuscirci. Il sysop avrebbe inoltre più o meno affermato “capisco il suo punto per cui è l’autore ad avere l’ultima parola sulle interpretazioni della propria opera, ma se non c’è una fonte secondaria questo a Wikipedia non interessa”.

La cosa divertente è che se adesso uno consulta la pagina in questione, trova le affermazioni di Roth, insieme alla citazione della fonte secondaria: l’articolo del New Yorker. Abbastanza idiota, vero? Beh, non propriamente. Qui nel seguito vi spiego un po’ più nel dettaglio cosa è successo, e poi faccio qualche considerazione più generale sulle politiche di Wikipedia, non solo quelle legate alle voci, Un doveroso grazie va a Luca Martinelli e Cristian Consonni che hanno scavato e recuperato un po’ di dati.

Innanzitutto, quello che si può vedere è che il 25 agosto ci sono stati due tentativi di modifica alla voce da parte di un utente anonimo. Le modifiche sono state prontamente eliminate, e su questo credo nessuno abbia a che ridire: al “lei non sa chi sono io!” l’unica risposta che si può dare è “appunto. Si identifichi, e poi ne riparliamo”. Uno potrebbe immaginare che in effetti Roth, o il suo agente, si sia in seguito rivolto offline a OTRS, cioè il sistema di gestione reclami di Wikipedia: il testo della lettera aperta lo farebbe pensare, anche se la circostanza viene smentita da chi ha accesso alle code OTRS. È anche vero che il libro è del 2000, e già in quell’anno, e poi ancora nel 2003, alcuni critici letterari hanno esplicitato l’ipotesi che il protagonista di The Human Stain fosse stato modellato su Broyard, senza che Roth commentasse. E non stiamo parlando del blog scalcinato che non si fila nessuno, ma per esempio dal New York Times, dove Brent Staples scrisse « the character who jettisons his black family to live as white was strongly reminiscent of Mr. Broyard». Probabilmente la lettera aperta di Roth nasce dal fatto che – dopo la cancellazione delle modifiche di cui sopra – un utente esperto ha allungato la voce in questione di ben 6000 caratteri, aggiungendo collegamenti espliciti a tutte queste citazioni: un modo tipico per rispondere a un non meglio identificato indirizzo IP che modifica il testo senza uno straccio di prova. Insomma, non ci trovo nulla di strano.

(continua a leggere su Voices)

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