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Le foto delle proteste degli ultraortodossi israeliani
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Le foto delle proteste degli ultraortodossi israeliani

La questione del servizio di leva obbligatorio per tutti potrebbe portare a una nuova crisi di governo

17 luglio 2012

Lunedì migliaia di ebrei “ultraortodossi” hanno organizzato delle manifestazioni di protesta nel quartiere di Mea Shearima, a Gerusalemme, contro l’intenzione del governo di Israele di rendere obbligatorio l’arruolamento dei membri della comunità nell’esercito. Nel corteo erano presenti anche moltissimi bambini: gli ultraortodossi sostengono di servire lo Stato pregando Dio e dedicandosi allo studio.

Il governo di Netanyahu sta tentando da mesi di redigere una nuova legge e dovrà farlo entro il primo agosto, data fissata dall’Alta corte di giustizia di Gerusalemme che, a febbraio, aveva ordinato la revisione dell’attuale legge giudicata incostituzionale (con 6 giudici a favore e 3 contrari). La legge che ora è in vigore è la cosiddetta Legge Tal (dall’ex giudice della Corte Suprema Tzvi Tal che ha capeggiato la relativa commissione nel 1999): il suo obiettivo, al momento della ratifica, era quello di incoraggiare i giovani ebrei ultraortodossi a fare il servizio di leva. In realtà, poiché la legge incoraggiava il servizio volontario, gran parte della comunità non si è mai arruolata.

La norma è stata largamente contestata da tutti gli altri israeliani per i quali il servizio di leva è invece obbligatorio, all’interno di un malcontento più ampio proprio a causa delle agevolazioni di cui godono gli ultraortodossi. Dopo una serie di ricorsi, l’Alta corte di Gerusalemme ha quindi deciso che la legge non faceva altro che «perpetuare una diseguaglianza che doveva annullare». Se entro il primo agosto la Knesset, il parlamento, non approverà un’altra norma, tutti i giovani ebrei ultraortodossi saranno obbligati ad arruolarsi nelle forze armate israeliane.

Per il governo di Netanyahu si tratta di una questione di grande rilevanza che aveva portato nei mesi scorsi a una forte instabilità politica e, a maggio, anche alla possibilità di elezioni anticipate: c’erano disaccordi sulla spesa pubblica, sulle costruzioni illegali e impunite dei coloni in Cisgiordania e sulle concessioni agli ultraortodossi. Il partito di centro Kadima, che alle elezioni legislative del 2009 aveva ottenuto il maggior numero di voti (il 22,47 per cento, ossia 28 seggi in Parlamento), aveva detto di essere a favore delle elezioni anticipate ma anche che non avrebbe approvato lo scioglimento della Knesset prima di una modifica della Legge Tal. Il primo ministro Benjamin Netanyahu era riuscito a trovare un accordo con Shaul Mofaz (leader di Kadima) per formare un nuovo governo di coalizione. Kadima aveva deciso di entrare nel governo aderendo al suo programma e ricevendo in cambio la promessa della modifica della Legge Tal.

Ora sembra nuovamente vicina una rottura all’interno della coalizione: mentre Benjamin Netanyahu, domenica, aveva detto che il Parlamento stava lavorando a un disegno di legge comune sulla questione del servizio di leva, il leader di Kadima ha smentito minacciando un’uscita dal governo se non vi saranno significativi progressi nei colloqui per la modifica della norma. Netanyahu non sembra avere una posizione chiara sulla questione cercando piuttosto di muoversi per non mettere in crisi la maggioranza che, finora, lo ha sostenuto in Parlamento.

Le sue dichiarazioni e le sue azioni, nel corso di questi ultimi mesi, sono state abbastanza contraddittorie: dopo la formazione della nuova coalizione il primo ministro aveva ad esempio dichiarato che «i cittadini arabi, insieme agli haredim, devono assumersi la loro parte di doveri», ma poco dopo aveva sciolto la Commissione Plesner che era stata istituita per formulare un progetto di legge per per una più equa distribuzione del servizio obbligatorio sull’intera popolazione e i cui lavori sembravano andare proprio in questa direzione.

- Un matrimono ultraortodosso, le belle foto delle nozze haredim a Bnei Bravak, vicino a Tel Aviv
- La protesta per le donne in Israele, le foto della manifestazione a Beit Shemesh, dove gli ultraortodossi impongono discriminazioni e divieti contro le donne
- La festa del Purim, le foto dei festeggiamenti degli ebrei ultraortodossi a Bnei Brek, in Israele, tra bambini, barbe fine e scritti sacri

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  • riccardor

    Una bella questione di democrazia imperfetta.

  • http://alinguasciolta.blogspot.com heresiae

    non importa quale sia il paese o la religione, chi la segue si crederà sempre più speciale e privilegiato degli altri e in diritto di dettar legge per tutti.

  • pablo72

    Psicopatologia di stato

  • lorenzo72

    è una previsione evidentemente insostenibile. si tratta di capire quando una legge del genere verrà meno, non certo se.

  • superd

    bah non vedo di cosa ci scandalizziamo: da noi il servizio militare (che era cosa infinitamente più breve leggera e spensierata del servizio di leva in israele) è stato per una vita obbligatorio solo per i figli del popolo mentre era del tutto facoltativo per i figli di papà che tra esenzioni per studio e servizio civile erano di fatto esentati senza che fosse neppure lontanamente richiesta con un minimo di serietà coerenza e continuatività una qualche adesione formale a una particolare convinzione filosofica religiosa o politica e senza la minima conseguenza (secondo l’antico principio passata la festa gabbato lo santo), alla faccia dell’art. 52 della costituzione più bella del mondo (e pure dell’art. 3)

  • lorenzo72

    e comunque lo sfruttamento dei bambini in questa manifestazione è osceno.

  • epicuro

    “Sparate a tutti gli arabi!!!”
    “Ok. Vieni anche tu?”
    “Cacchio, vorrei tanto, davvero, ma devo pregare.”

  • robertobe

    @Superd: Scusa ma non capisco il tuo commento. Perché bisognava essere figli di papà per fare il servizio civile? Inoltre l’obiezione di coscienza al servizio militare è probabilmente l’unica scelta che in Italia comporta un certo obbligo di coerenza (ad esempio non si può fare domanda per entrare in polizia, ma magari nel frattempo le leggi sono cambiate, IANAL).
    Vorrei qualche chiarimento anche sulle “esenzioni per studio”, io conoscevo solo il rinvio.
    Grazie.

  • alemanezinho

    @superd
    Io ho fatto il servizio civile anche se mio padre era solo un modesto artigiano; e per legge non posso richiedere il porto d’armi o arruolarmi nei vigili urbani, per dire (quindi la coerenza te la imponevano, quale che fosse la ragione per cui si era deciso di non fare il militare). E il rinvio (non: esenzione, che è altra cosa) lo potevano chiedere tutti gli studenti, anche quelli – come me – provenienti da famiglie di ceto medio-basso. In compenso ho conosciuto vari figli e nipoti di militari di carriera (che di certo non sono dei riccastri) che sono stati esentati dal servizio grazie alle conoscenze dei padri o zii. I figli dei militari di carriera li consideri “figli di papà” o “figli del popolo”?

  • http://www.anordest.org MatPet

    Che siano Ebrei, Musulmani o Cristiani, sempre una brutta cosa il fanatismo.
    E poi, ma come diavolo fanno ad avere quei boccoli sulle basette? Ci fanno la permanente?

  • superd

    vi dico la mia esperienza: sono stato arruolato per il servizio di leva con altre 800 reclute (area di provenienza centro nord e nord est) numero laureati: uno (io) … rarissimi i diplomati ….. ; in un anno di servizio alla patria ho avuto notizia di un’altro laureato; tutti i laureati che conosco – salvo qualche carabiniere e qualche auc – tutti hanno fatto il servizio civile (compresi vari e piuttosto buffi sedicenti destra-nazionale): la stragrande maggioranza in condizioni impiegatizie e dormendo a casa; se può essere vero che non tutti gli obiettori erano figli di papà è sicuramente vero il contrario: pochi figli di papà nell’esercito di leva …. ho detto figli di papà ma potevo dire figli di mammà: non mi riferivo alla classe sociale ma ad un certo modo di intendere le cose della maggioranza di quelli che hanno optato per il servizio civile ovvero il prevalere del comodaccio loro su ogni altro principio (compresi quelli – come si dice – di rilevanza costituzionale) … chi lo ha fatto in buona fede …. pochini per quel che ho constatato … con tutto il rispetto comunque mi devono spiegare cosa c’entra il lavoro in comune o all’ospizio (per cui c’è gente pagata apposta) con la difesa della patria obbligatoria secondo l’art. 52 cost. e spiegarmi se non era meglio se si faceva il servizio militare tutti uguale (magari con qualche solido elemento di istruzione ed esercitazione alla protezione civile) con gli obiettori destinati ai servizi senza effettivo addestramento al combattimento (personale sanitario ad esempio o che so scritturali furieri e cucinieri)
    sulla esenzione per motivo di studio :lapsus intendevo rinvio
    sulle conseguenze: ma va là ….. basta una controdichiarazione di non volersi più avvalere della obiezione di coscienza e puoi fare tutti i concorsi che vuoi ed avere tutte le licenze che ti pare … del resto con la legge del 98 la scelta del servizio civile era diventato un diritto per cui non esiste che dall’esercizio di un diritto possano derivare conseguenze negative

  • epicuro

    Io l’ho fatto nell’89 (intendo il militare). In vita mia non ho mai visto un ambiente dedito con maggiore costanza e abnegazione alla soppressione di qualunque forma di intelligenza. Nonostante non mi sia trovato in una delle cosiddette “caserme punitive”, non esito a definirla un’esperienza umiliante nonché totalmente inutile e chiunque l’abbia evitato, in qualunque modo, ha tutta la mia solidarietà.

  • superd

    beh epicuro anche pagare le tasse non è il massimo del divertimento …. (comunque io l’ho fatto nel 94/95 sono stato in un paio di caserme molto diverse tra loro: forse sono stato fortunato ma non mi sono mai sentito nè umiliato nè offeso … ho conosciuto una montagna di gente di ogni tipo e taglia … ho fatto un sacco di cose diverse – alcune anche abbastanza intelligenti – e mi ci sono divertito e anche rotto le palle a morte … però alla fine non è sta una brutta esperienza e chi non l’ha fatta secondo me si è perso qualcosa)

  • idonthavetimeforthiscrap

    HA! SUPERD, che coincidenza, anche io nel 94/95 ho pagato le tasse! Poi però basta.

  • robertobe

    @Superd: il fatto che non ci fossero laureati non ti ha fatto sorgere qualche dubbio? In effetti praticamente non conosco laureati che abbiano fatto il servizio di leva “normale”: tutti servizio civile o AUC, a seconda dell’inclinazione.

    Per il resto hai chiarito il tuo pensiero.

  • superd

    X robertobe piu’ che un dubbio una certezza che la leva dovesse toccare solo al popolo bue che era pero’ proprio il concetto che non condividevo … Comunque l’articolo che stiamo commentando non parla proprio di questo: uno spiacevole obbligo imposto a tutti ma proprio tutti salvo – senza alcuna logica – a qualcuno ?
    x idhtfts :-))

  • lorenzo72

    @superd io ho fatto un anno coi malati di sclerosi multipla.
    credo di aver fatto del bene, e comunque mi è stato detto che la mia attività è stata utile, e anch’io ne ho la sensazione.
    non so se lo stesso si possa dire per la maggior parte di coloro che hanno fatto il servizio militare e che tuttora la menano con la storia dei presunti imboscati del servizio civile.

  • duea

    La cosa che mi impressiona, è l’uso smodato dei bambini, della loro immagine, della loro “innocenza” per veicolare una ragione che tutto è, tranne che innocente.

  • superd

    x lorenzo72: il fatto molto semplice è che secondo il mio modesto parere in base all’art. 52 cost non è legittimo costringere qualcuno a farsi un’anno con i malati di sclerosi, cosa che per quanto utile non ha nulla a che vedere con la difesa della patria ed il relativo servizio militare che è l’unica attività che a norma dell’art. 52 cost. lo stato può (per me giustamente) obbligare il cittadino a compiere in termini di servizio … se il cittadino non vuole fare il servizio militare è meglio affrontare il problema di che cosa implichi la cittadinanza (diritti – doveri) o di come avrebbe dovuto essere fatto il servizio militare per non essere l’esperienza umiliante o l’inutile perdita di tempo che è stata per molti (più corto più operativo più formativo ecc.) o se sia meglio un esercito professionale piuttosto che un esercito di leva (soluzione a cui si è arrivati: ottimale in termini di difesa, ma secondo me si è persa una occasione di costuire un po’ di cittadinanza) …. ideare una cosa come il servizio civile così come è stato fatto (non ti costingo a fare il militare ma comunque ti faccio perdere un anno a fare cose più o meno utili ma che dovrebbero essere fatte da soggetti appositamente pagati o da veri volontari e non da volontari costretti e per ripiego) è proprio una soluzione all’italiana … comunque non intendevo menarla ma solo fare presente che anche da noi (come in israele) il servizio militare era sulla carta obbligatorio per tutti ma alla fine – senza alcuna logica – lo faceva solo qualcuno … pace

  • lorenzo72

    x superd chiaro.
    e ti ringrazio del tono basso, visto che io l’avevo alzato.
    secondo me il discorso sul “costruire un po’ di cittadinanza” è sbagliato in astratto, ché secondo me non è quello il sistema.
    in Italia però avrebbe un perché, visto che non abbiamo alcun senso della comunità, quindi l’abolizione del militare obbligatorio da quel punto di vista è stata negativa.
    detto ciò, il servizio civile così com’era uscito era tale perché lo Stato non aveva organizzato un servizio militare non armato.
    e alla fine dava una grossa mano, almeno ad alcune organizzazioni (lasciam perdere quelli assegnati all’archivio di stato o ai beni culturali).

  • alino

    Ma quanto so´ bbrutti ´sti regazzi´?