Il Post
— Italia

Il PD e i “diritti”

Adriano Sofri ricostruisce cosa era successo prima dell'assemblea di sabato, e come mai è "scappata di mano ai suoi controllori"

16 luglio 2012

Su Repubblica di lunedì Adriano Sofri rimette in fila i fatti intorno allo scontro nel PD sui temi “etici” all’Assemblea Nazionale di sabato, e ricostruisce cosa è successo e chi ha sbagliato.

In principio c’è la cortese convenzione che chiama “eticamente sensibili” i temi che riguardano il corpo e la sessualità, e assegna loro un’aiuola a parte, come a un albero dal frutto proibito. A essi si riduce progressivamente la Questione Cattolica. Quando il Partito Democratico si impegna a fondere in una nuova e più varia formazione la sinistra già comunista e il cattolicesimo popolare, una specie di accordo fra gentiluomini, diciamo così, li fa accantonare come argomenti di cui non sta bene parlare in pubblico. Ci sono bensì gli eccessi di zelo, come l’assegnazione prolungata di una competenza su quei temi, o almeno un potere di veto, a personalità oltranziste come Paola Binetti. Mezzo uscito da una tal quaresima, il Partito Democratico, che non era riuscito a far arrivare in porto l’umile disegno di legge sui cosiddetti “Dico”, deliberò un anno e mezzo fa di aggirare la suscettibilità delle sue correnti formando un comitato, coordinato da Rosy Bindi, che facesse esaminare e discutere i temi “sensibili” da dirigenti politici ed “esperti”, così da arrivare a una sintesi da proporre al partito. La decisione fu presa pressoché all’unanimità, benché qualcuno, come Gianni Cuperlo, suggerisse di affrontare il dibattito nelle sedi di partito, piuttosto che passando attraverso la supposta neutralità del “Comitato”. Il quale fu nominato, curando la varietà delle posizioni rappresentate, senza sollevare obiezioni sostanziali. (Spiccava l’assenza di un nome come quello di Stefano Rodotà, giustificata a posteriori con il desiderio di non turbare un equilibrio faticosamente raggiunto…).

(continua a leggere sulla rassegna stampa del Senato)

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  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    Io non capisco veramente perché ci si scontri così violentemente su questo tema. Mi pare una cosa assolutamente pacifica, lo Stato riconosce diritti e doveri a chi decide di condividerli, senza guardare prima di che colore sia la pelle, con chi hanno voglia di andare a letto o se gli piace farlo a testa in giù… Invece si arriva quasi a sfasciare un partito (che già troppo solido non è di suo), pur di arginare la marea. Queste posizioni sono già state sconfitte dalla storia, ci vuole un po’ di pazienza, ma prima o poi ci si accorgerà che non succede nulla se chiamiamo matrimonio anche quello tra due persone dello stesso sesso. Certo, se almeno il PD cavalcasse la storia, magari adesso non sarebbe in questa situazione. D’altronde, se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una carriola…

  • wizard

    @GIAIMEDDU: posizioni sconfitte dalla storia ma ancora ben radicate in Italia. Così ben radicate che il principale partito di area progressista è messo sotto assedio dalla sua componente cattolica. Il fatto che ci sia una componente religiosa e confessionale nel principale partito di area progressista del Paese dovrebbe far riflettere.

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @WIZARD: fa riflettere si… anche perché storicamente in Italia battaglie sui diritti civili invise alle gerarchie cattoliche sono state affrontate e vinte, e non mi pare che siamo diventati una nazione promiscua e meritoria di essere spazzata via come Sodoma. Però al momento così è… spero che l’assedio venga spezzato prima o poi.

  • Guada

    Ho letto l’articolo è mi sono sforzato di capire cosa fosse accaduto e perchè nel PD ci sia tanta “paura” ad affrontare a viso aperto questi temi.
    Penso si possa sintetizzare il tutto parlando di arretratezza culturale e di “ignoranza” dell’evoluzione sociale di questo Paese che, pur con molti punti ed episodi oscuri, ha in larga parte digerito il mutamento avvenuto nei rapporti tra persone e chiede che vengano riconosciuti semplici e banali diritti.
    Tra questi non ci metto però il diritto all’adozione per gli omosessuali, perchè coinvolge persone (i bambini) che partono da una condizione di svantaggio e personalmente non sono ancora riuscito a farmi una opinione sul tema.

  • mago

    in attesa che persone come GUADA si siano fatte l’opinione sul tema, il mio suggerimento è di soprassedere all’idea di imporre una concezione del matrimonio diversa da quella attualmente vigente

  • Guada

    @MAGO
    Non hai capito!
    La mia unica perplessità è sull’adozione, non su matrimoni e convivenze.
    Quello che volevo dire è che la legislazione è decisamente arretrata rispetto alle scelte che gli individui compiono quoridianamente.
    Fare finta nulla non mi pare un buon modo di governare.

  • arsenio

    Interessante…quando trattasi di partiti di destra e centrodestra l’arretratezza culturale riguarda solo loro quando invece sono di sinistra e di centrosinistra l’arretratezza è dell’intero paese, interessante…

  • mago

    @guada: poichè in astratto non avrebbe senso dubitare di poter far crescere dei bambini a “gay” (come ai nonni, ai boyscout, ai preti ecc), secondo me la tua riserva mentale è tale e quale alla mia dichiarata contrarietà, che qualcuno sicuramente etichetterà come omofobia…pazienza! Le lamentele sui diritti sono propaganda, il tema vero è semplicemente identitario e sulla identità secondo me non possono esserci vie di mezzo.

  • alemanezinho

    @mago
    quale identità? Di chi?

  • mago

    l’identità di ciascuno di noi! la sessualità incide sulla percezione di noi stessi e del nostro rapporto con gli altri esseri umani. Se mi è concesso, io continuo a pensare l’omosessualità in termini di confusione, perversione

  • alemanezinho

    @mago
    confusione e perversione non sono sinonimi e non vanno per nulla insieme. Mi sa che la prima ce l’hai in testa tu con la tua bislacca idea di identità normalizzata, monolitica e immutabile.

  • mago

    ha parlato Freud?

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    @ MAGO: no, scusa mi intrometto, se possibile (visto che si sta parland in piazzetta…) non ci vuole un Freud per capire che se definisci l’omosessualità in termini di confusione e perversione c’è qualcosa che non torna.
    Ma non in te, tranquillo! è un problema di società, di come siamo cresciuti, della chiesa e di quello che per secoli ci hanno fatto credere. Così si è formata la nostra presunta identità: in modo distorto. Ed ecco qui la difficoltà ad accettare un’unione o una sessualità che non sia quella raccontata dalla bibbia o dalla classe benpensante.

    poco tempo fa ho visto una puntata de Il testimone, su MTV, condotto da PIF (l’ex iena, per capirci).
    ha intervistato due famiglie, una con due mamme e un’altra con due papà.
    uno dei papà, di due bambine tra l’altro, ha asserito, commuovendomi, che una famiglia vera non è dove ci sono una mamma e una papà “canonici”, ma dove c’è amore. Grazie.

  • mago

    @Robiciattola: concordo sul fatto che sia l’amore a fondare una famiglia! ciò che penso io non è per colpa della chiesa o della classe benpensante, così come non lo è di MTV per quello che pensi tu…il nostro dibattito sulle identità mi sembra Pirandelliano, preferisco interromperlo. Spero di non aver involontariamente offeso nessuno