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  • lunedì 16 luglio 2012

Il fascismo dall’aria simpatica

Internazionale ha messo online l'inchiesta del Guardian del 2008 sulle violenze della polizia contro i cittadini stranieri al G8 di Genova

«Andrebbe riletta ogni volta che si parla di Genova», scrive il direttore

Internazionale ha messo online sul suo sito l’inchiesta di Nick Davies del Guardian sulle violenze della polizia al G8 di Genova del 2001, a seguito della sentenza di Cassazione che ha confermato le condanne per alcuni dirigenti di polizia che coprirono quelle violenze. Il direttore di Internazionale Giovanni De Mauro scrive nel suo editoriale di questa settimana: «Nick Davies è un giornalista investigativo del Guardian. È suo lo scoop sulle intercettazioni del settimanale News of the World, lo scandalo che ha travolto l’impero editoriale di Rupert Murdoch. Nel luglio del 2008 pubblicò un’inchiesta in cui metteva insieme le testimonianze di molti ragazzi che erano alla Diaz e a Bolzaneto durante il G8 di Genova».

Mancava poco a mezzanotte quando il primo poliziotto colpì Mark Covell con una manganellata sulla spalla sinistra. Covell cercò di urlare in italiano che era un giornalista, ma in pochi secondi si trovò circondato dagli agenti in tenuta antisommossa che lo tempestarono di colpi. Per un po’ riuscì a restare in piedi, poi una bastonata sulle ginocchia lo fece crollare sul selciato.
Mentre giaceva con la faccia a terra nel buio, contuso e spaventato, si rese conto che i poliziotti si stavano radunando per attaccare l’edificio della scuola Diaz, dove 93 ragazzi si erano sistemati per passare la notte. Mark sperò che rompessero subito la catena del cancello, così forse l’avrebbero lasciato in pace. Avrebbe potuto alzarsi e raggiungere la redazione di Indymedia dall’altra parte della strada, dove aveva passato gli ultimi tre giorni scrivendo articoli sul G8 e sulle violenze della polizia.
Proprio in quel momento un agente gli saltò addosso e gli diede un calcio al petto con tanta violenza da incurvargli tutta la parte sinistra della gabbia toracica, rompendogli una mezza dozzina di costole. Le schegge gli lacerarono la pleura del polmone sinistro. Covell, che è alto 1,73 e pesa meno di 51 chili, venne scaraventato sulla strada. Sentì ridere un agente e pensò che non ne sarebbe uscito vivo.
Mentre la squadra antisommossa cercava di forzare il cancello, per ingannare il tempo alcuni agenti cominciarono a colpire Covell come se fosse un pallone. La nuova scarica di calci gli ruppe la mano sinistra e gli danneggiò la spina dorsale. Alle sue spalle, Covell sentì un agente che urlava “Basta! Basta!” e poi il suo corpo che veniva trascinato via.
Intanto un blindato della polizia aveva sfondato il cancello della scuola e 150 poliziotti avevano fatto irruzione nell’edificio con caschi, manganelli e scudi. Due poliziotti si fermarono accanto a Covell, uno lo colpì alla testa con il manganello e il secondo lo prese a calci sulla bocca, spaccandogli una dozzina di denti. Covell svenne.

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(foto per gentile concessione di Alberto Giuliani, Luzphoto)

Marco Imarisio su Gianni De Gennaro e la scuola Diaz

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