Il Post
L'Argentina è di nuovo vicina al default?

L’Argentina è di nuovo vicina al default?

di Davide Maria De Luca

Il governo argentino ha vietato di convertire i pesos in dollari: perché questo è un altro segnale preoccupante sui conti del paese

8 luglio 2012

Il Financial Times ha scritto che da venerdì scorso è entrato in vigore un provvedimento del governo argentino che vieta agli abitanti di convertire i loro pesos in dollari. Comprare dollari è uno dei pochi modi che hanno gli argentini per proteggersi dall’inflazione (oltre che per viaggiare all’estero, importare prodotti e fare molte altre cose). Si tratta dell’ultima di una serie di decisioni del governo (un mix di misure di protezionismo e politiche monetarie poco ortodosse) che hanno lasciato scettici economisti e analisti finanziari, e hanno fatto nascere il timore che l’Argentina sia nuovamente vicina a fare bancarotta.

L’Argentina si è già trovata nella situazione di non poter far fronte ai pagamenti degli interessi sul debito. È accaduto l’ultima volta negli ultimi giorni del 2001 (Piercamillo Falasca ha spiegato l’evento e le sue conseguenze su Epistemes.org). Da allora l’economia argentina è riuscita a crescere, anche se non ha mai raggiunto i livelli pre-default. Per la presidenta Cristina Kirchner l’obbiettivo del 2012 è di raggiungere una crescita del PIL pari al 4,5-7,5% (la stima mssima del Fondo monetario internazionale è del 4,2%). Per ottenere questo risultato, Kirchner ha aumentato la spesa pubblica, tanto che nel 2012, probabilmente, il bilancio si chiuderà con il primo deficit primario (cioè le spese dello stato supereranno le entrate, prima ancora che vengano conteggiate le spese per interessi sul debito) dopo anni.

(Che cos’è il default)

L’Argentina però, da quanto ha fatto bancarotta, non ha più accesso al mercato del debito mondiale: in altre parole nessuno si fida a prestarle soldi e il paese non emette titoli di stato. Così i soldi per finanziare la politica di spesa pubblica voluta da Kirchner sono arrivati dalla Banca Centrale, che a partire dal 2010 ha progressivamente perso indipendenza, fino a diventare oggi una succursale del governo. Dal 2010 ad oggi circa 16 miliardi di dollari sono passati dalla banca centrale al governo.

Nel contempo la Banca centrale continua a immettere moneta sul mercato. È una pratica normale, quando un’economia cresce, che la Banca centrale stampi moneta per “accompagnare” lo sviluppo economico. Ma la Banca centrale argentina sta stampando molta più moneta di quanto sia necessario. Nel 2011 M2 (uno dei diversi indicatori, chiamati aggregati monetari, usati in economia per misurare la quantità di moneta in circolazione) è aumentato del 29 per cento, una cifra estremamente alta per gli standard internazionali, e per il 2012 è previsto un altro aumento del 26 per cento.

L’immissione di così tanta moneta sul mercato ha un effetto quasi immediato: l’inflazione. Quando aumenta la quantità di denaro in circolo, ma non aumentano di pari passo i beni e i servizi prodotti, il denaro perde di valore. A parità di denaro, quindi, diventa più difficile comprare gli stessi beni che ci si poteva permettere qualche tempo prima. Secondo il governo argentino, l’inflazione procede in maniera normale, almeno per un paese in via di sviluppo. Secondo l’INDEC (cioè l’ISTAT argentina) l’inflazione è intorno al 9%. Secondo alcuni ricercatori indipendenti (multati e minacciati dal governo, scrive il Washington Post) l’inflazione è a più del 25%, un dato su cui sono concordi quasi tutti gli analisti. Il settimanale economico britannico Economist ha deciso di non utilizzare più i dati INDEC nei suoi articoli.

(L’Argentina trucca i dati dell’inflazione?)

Un’inflazione così alta spaventa gli argentini, che negli ultimi 30 anni hanno vissuto tre momenti di iper-inflazione (due volte negli anni ’80 e poi nel 2002, in seguito al default). Il modo più facile per difendersi da una moneta che perde rapidamente valore è quello di acquistare un’altra moneta che invece resta stabile. Oppure si possono comprare proprietà denominate – ovvero che si pagano e si comprano abitualmente – in un’altra moneta che resta stabile. Questo è proprio quello che hanno cercato di fare gli argentini: hanno comprato dollari, li hanno messi in banca e hanno comprato immobili (case, ville, terreni) con prezzi denominati in dollari. Per acquistare dollari bisogna rivolgersi (direttamente, o più spesso tramite altre banche) alla banca centrale. Quella Argentina ha riserve in dollari per circa 50 miliardi.

Il problema è che anche buona parte del debito argentino è denominato in dollari. Sedici di quei 50 miliardi di dollari serviranno a ripagare gli interessi sul debito in dollari per i prossimi cinque anni. Cambiare la denominazione del debito da dollari a pesos equivale a fare default (ripagare un debito contratto, ad esempio in dollari, con una moneta che perde valore e che può essere stampata a piacimento, significa una perdita potenzialmente enorme per chi ha prestato i soldi, inizialmente, con una moneta stabile). Il governo argentino ha messo in pratica molte misure per impedire che i dollari della banca centrale escano da paese.

L’ultima misura è quella annunciata dal Financial Times: vietare ai cittadini argentini di prelevare in dollari. Ad esempio, oggi, per un cittadino argentino è impossibile prelevare dollari ad un bancomat, se si trova in viaggio per gli Stati Uniti. Altre misure hanno colpito gli importatori (come viene spiegato in un altro articolo del Financial Times). Chi vuole importare prodotti in Argentina (dai giocattoli cinesi ai computer Apple) deve ricevere un autorizzazione ministeriale e deve esportare merci argentine per un valore pari alle merci che ha importato. Così i rivenditori di auto devono vendere all’estero soia o noccioline per poter avere l’autorizzazione ad acquistare all’estero le automobili che vendono.

Con questo sistema, il governo argentino spera di mantenere in equilibrio la bilancia commerciale (la differenza tra le importazioni e le esportazioni) e così evitare che il peso si svaluti ancora nei confronti del dollaro. Anche l’arrivo di capitali esteri sotto forma di investimenti, che potrebbe migliorare la situazione argentina portando nel paese dollari o altre monete forti, oggi è praticamente impossibile, visto che il governo ha nazionalizzato poche settimane fa una grande compagnia petrolifera e sono pochi gli investitori disposti a rischiare di fare la stessa fine.

TAG: , , , , , ,    
  • alessandromeis

    magari fa default, ma magari ci penserei due volte a prendere articoli di giornali finanziari come oro colato : i giornali citati hanno interessi specifici da difendere e divergenze ampie a livello ideologico e un’antipatia per questa Argentina fuori (almeno in parte) dal dominio Usa. Aspettiamo e speriamo bene.

  • Wilson

    L’articolo contiene la fonte originale, non conosco lo spagnolo, ma a occhio il provvedimento è quello descritto.
    Speriamo bene, soprattutto di non finire in una situazione simile pure qui.

  • MaBi

    @alessndromeis, lascia perdere i complotti e le ideologie. Come sempre, in tema di economia consiglio il blog di Mario Seminerio, dove mesi fa si spiegava perche’ l’Argentina stava andando incontro al disastro, nel periodo in cui molti qui la portavano come esempio da seguire (“facciamo default e poi staremo da dio, come l’argentina”).
    http://phastidio.net/2012/02/15/il-mistero-argentino
    http://phastidio.net/2012/04/04/argentina-un-disastro-che-attende-di-accadere

  • unit

    L’inflazione ufficiale del peso al 9% è una delle tante barzellette di un governo ridicolo. Vi dico solo che nei contratti d’affitto per gli uffici a Buenos Aires – che per mia sfortuna conosco – viene specificato che anno su anno l’affitto deve aumentare del 30%. L’unica ragione per cui fino ad adesso non sono ancora andati di nuovo a gambe all’aria è l’incremento del prezzo della soia sul mercato internazionale.

  • pendolare

    don’t cry for us Argentina, che hai già abbastanza problemi tuoi

  • http://vittimep2.blogspot.com vittimep2

    Indubbiamente l’Argentina ha grosse difficoltà economiche, ereditate dal default del 2001 (per non andare più indietro al golpe militare), però in questi anni è riuscita a stabilizzare una situazione disastrosa. Non bisogna dimenticare che questo paese ha grosse ricchezze agricole e minerarie. Certo, se riuscisse ad acquistare un pò di fiducia sui mercati. Già i mercati.

  • uqbal

    Alessandromeis

    Beh, certo, se le notizie sono brutte, devono essere false. Vogliamo introdurre qualche bella sanzione contro i disfattisti?
    La verità è che in Argentina sono pieni di soldi, beni e servizi, ma queste notizie non riescono ad arrivare all’estero, perché il dominio usa è invidioso.
    Fiuuuu….

  • cicer

    Tranquilli, l’Argentina fallirà, cambierà governo, verrà un tecnico, privatizzerà, taglierà, siglerà un bell’accordo col FMI e tornerete a casa sicuri che questo è il miglior mondo possibile. Sogni d’oro.

  • davidemariadeluca

    @Cicer
    In realtà Nestor prima e Cristina poi hanno “siglato accordi con l’Fmi”. Hanno onorato, più o meno, i patti e se non proprio allievi modello (come l’Islanda) non sono stati certo degli “indignados” nei confronti del Fondo monetario internazionale ;)

  • giovanni

    “Mario Seminerio, dove mesi fa si spiegava perche’ l’Argentina stava andando incontro al disastro”
    sono ANNI che quelli come Seminerio spiegano perchè l’Argentina è a pochi giorni da un nuovo fallimento, e intanto anche quest’anno crescerà di una percentuale che in Italia non vediamo da 20 anni. Se io passo la vita a dire che un evento è imminente, e quell’evento si verifica quando ho appena compiuto 90 anni, non sono stato bravo a prevederlo, sono un fesso che ha detto scemenze per 70 anni.

  • alessandromeis

    @uqbal, mabi: sisi io parlavo proprio di questo, sisi: complotti e case di cartone in Urss; se vogliamo criticare critichiamo, ma almeno in base a quello che gli altri scrivono. Su Seminerio quoto Giovanni, ma ribadisco che problemi ce ne sono, che la crescita è instabile in Argentina, che non si è mai sicuri. Ci saranno problemi, ma credo che ci saranno per tutti e pure grossi nei prossimi anni.

  • http://stiben.wordpress.com Stiben

    Poco più di un mese fa un tipo argentino mi raccontava che lì l’inflazione cresceva da paura e che le persone cercavano di rifugiarsi nel dollaro, anche se già allora cerano dei limiti. L’ho raccontato qui http://stiben.wordpress.com/2012/05/19/prime-24-ore-a-milano/

  • wkikko

    Bisogna fare un pò di chiarezza e ordine perchè questo articolo tocca molti punti fondamentali:
    Bisogna partire dalla base sulla quale poggia la politica economica argentina.
    Dal 2002\3\ l’Argentina è un paese che ha (ri)preso possesso della sovranità monetaria cioé il “peso” argentino oggi rispetta le 3 condizioni della sovranità monetaria:
    1) che non sia emessa da una Banca Centrale privata (quindi la BCE o Bankitalia di oggi non vanno bene, in quanto sono private); 2) che non sia vincolata ad altre monete (per esempio lo yuan cinese non andrebbe bene perchè è vincolato da un rapporto di cambio semifisso con il dollaro americano); 3) che sia emessa da una Banca Centrale legata al governo di uno Stato.
    Si badi bene su questa 3° condizione nell’articolo si legge “[...]Così i soldi per finanziare la politica di spesa pubblica voluta da Kirchner sono arrivati dalla Banca Centrale, che a partire dal 2010 ha progressivamente perso indipendenza, fino a diventare oggi una succursale del governo. Dal 2010 ad oggi circa 16 miliardi di dollari sono passati dalla banca centrale al governo.”
    In effetti è normale che il BC sia la “sucursale del governo” semplicemente per il fatto che il Banco Centrale di una nazione non può agire per conto proprio, o di un’entità extragovernativa. (Vedi sistema Euro)

    L’inflazione è l’unica piaga che minaccia uno stato a moneta sovrana, ma si badi bene che tassi di inflazione inferiori al 20% non rappresentano un vero problema per un paese. 25-30% sono tassi di inflazione che devono preoccupare una nazione (vedi brasile 1995 +3’000%), tuttavia il paese può intervenire in maniera rapida e diretta per arginare la crescita inflazionista come? Aumentando IVA e IRPEF. Difatti queste due imposte sono il termometro che raffredda la crescita dell’inflazione. Le aliquote salgono quando c’è troppa moneta in circolazione in modo da abbassare il livello dell’aggrgato M1-M2; viceversa scendono quando si vuole stimolare la crescita di produzione B\S. Economist, come altre testate fà guerra mediatica contro un paese che applica (anche se non del tutto) un sistema econmico, per altro studiato e creato negli U.S.A., socialista.

    Altro punto Debito pubblico. l’Argentina essendo stato a moneta sovrana non deve ripagare il debbito a nessuno (eccetto onorare i titoli di stato emessi). Esempio: dal nulla creo 1000pesos. nel bilancio del BC figura un passivo di 1000. Come ripago questo debito di 1000? Semplice non lo ripago visto che quei 1000pesos gli ho creati dal nulla e, (anche volendoli ripagare, creo altri 1000pesos e gli faccio quadrare nella parte attiva del bilancio, cosa inutile)
    Per questo il debito pubblico è solo un Numero che è destinato a crescere all’infinito. (Japan debito pubblico più alto al mondo, zero austerity)

    “[..]Chi vuole importare prodotti in Argentina (dai giocattoli cinesi ai computer Apple) deve ricevere un autorizzazione ministeriale e deve esportare merci argentine per un valore pari alle merci che ha importato. Così i rivenditori di auto devono vendere all’estero soia o noccioline per poter avere l’autorizzazione ad acquistare all’estero le automobili che vendono.”
    Indirettamente questo è uno dei principi fonamentali (macroeconomici) per la crescita e l’equilibrio di un paese. IMPORT-EXPORT. la differenza se a favore dell’export fà crescere il PIL del paese, se negativo lo fà diminuire. L’esempio dei “rivenditori di auto” è scritto in maniera un pò sarcastica.
    L’ingresso di capitali stranieri in Argentina non è impossibile, è si impossibile per le grandi Corporation depredare le aziende statali come YPF.
    Si vuol far passare il messaggio che nazionalizzare le grandi imprese di uno stato significhi far diventare quest’ultimo antico e chiuso mentre invece YPF rimane a tutti gli effetti una S.A. con la sola differenza che ora gli eventuali debiti verranno ripagati dal BC (creando moneta con un clik) e non con licenziamenti e ridimensionamento strutturale.

    Investire in un paese con Moneta Sovrana è la cosa più sicura (non sempre la più redditizia) che esista, questo i grandi “squali” della finanza lo sanno bene.

    Mi SCUSO PER LA LUNGHEZZA DEL COMMENTO.

  • karl

    Debiti ripagati dalla bc creando moneta con un click. Non è la soluzione dello zimbawe?

  • albluca

    @wkikko: Dunque la BCE o Bankitalia sarebbero private? Mai sentito parlare di istituti di Diritto Pubblico?
    Venendo al resto, come si stabilisce che un’inflazione inferiore al 20% non è un problema per un paese? Quali ipotesi sottostanno a questa idea? A me 20% sembra piuttosto alto, ma ipotizzando sia vero allora perché l’Argentina dichiara il 9%? Sono stupidi?
    Per continuare, aumentare le tasse per fermare l’inflazione, quale teoria economica usi per spiegare questa affermazione? Se aumento le tasse lo stato avrà più denaro. Se lo stato non distrugge letteralmente il denaro che raccoglie con le tasse questo verrà usato o per finanziare maggior spesa pubblica o per ripagare titoli di stato emessi (se non ti piace la parola debito) che quindi saranno disponibili per essere spesi. Di fatto non riduci la massa monetaria in circolazione ma la sposti solo. Di conseguenza, zero impatti sull’inflazione.
    Import-Export. Certo, pareggiare la bilancia commerciale è importante, forse un po’ più complesso di quanto spieghi (parecchio, ma vabbe’) però non capisco perché se io importa automobili devo essere obbligato ad esportare qualcosa per pareggiare la bilancia commerciale. Se il mio stato è competitivo tenderà a pareggiarsi da sola, o mi sfugge qualcosa?
    Investimenti dall’estero. Parliamoci chiaramente, ognuno può vedere come vuole la mossa su YPF, ciò non cambia che io come investitore oggi sono un po’ più preoccupato di ieri nell’investire in Argentina, perché quando giustifichi una nazionalizzazione una prima volta cosa ti ferma dal giustificarla ancora?
    Sullo stampare il denaro, ti han già risposto. Sul caso Giappone, discorso lungo, affrontato in mille trattati di economia, mettiamola in questi termini, se il Giappone dovesse restituire domani i debiti che ha potrebbe non fare altro che alzare a dismisura le tasse. Poiché questi debiti sono in mano (in gran parte) a cittadini Giapponesi che pagano le tasse, non ci sarebbe trasferimento di denaro all’estero, solo una grande ed inutile partita di giro. Non è esattamente così per l’Argentina e per tutti la maggior parte degli altri stati stranieri.
    Poi si può dire che queste sono opinioni, che l’Economist e l’FT son cattivi e vogliono il fallimento dell’Argentina, ottimo, sperare non costa nulla, forse! P.s: mi aspetto che tu abbia investito i tuoi soldi in titoli di stato Argentini, dove vivo io si dice “Put your money where your mouth is”.

  • oblomov

    @WKIKKO: bankitalia privata? ho smesso di leggere lì. ho capito che sei un mezzo signoraggista o qualcosa del genere. ridicoli…

  • Davide

    ho vissuto qualche mese in argentina nel 2009, e posso assicurare che il governo Kirchner (anzi, i governi Kirchner) sia irresponsabile e populista piú di quanto si possa immaginare.
    chi vuole prendere l’argentina a modello non sa di cosa parla.
    i Kirchner nel periodo in cui erano presidenti hanno aumentato a dismisura il loro patrimonio, notizia mai smentita.

  • atraum

    alcuni plaudono a “esperimenti” come quelli in atto in argentina…solo alcune banalissime domande: se l’inflazione reale è al 25% e quella ufficiale al 9% l’aggiornamento annuo dei salari (quando c’è) sarà del 9 o del 25? ovviamente del 9.sicuramente del 9 nel pubblico e nel privato dubito sarà meglio…io cittadino argentino a migliaia di km di distanza, in USA, non posso ritirare dollari dal mio conto…ma che bella trovata! magari ci studio,vivo,visito come turista. ecc ecc…per l’import export dal macro è diventato micro…ok certi giornali non sono la bibbia ma di fronte a simili assurdità si dà contro il giornale o si ragiona con la propria testa? lasciamo perdere le conclusioni dell’articolo e focalizziamoci sui fatti. io credo che chi sostenga che queste assurdità siano buona cosa è intriso di un nazionalismo revanchista populista incredibile. poi, per fortuna, chi plaude non ha mica il passaporto argentino vero!?

  • wkikko

    Chiedo scusa per l’espressione usata a casaccio. In effetti Bankitalia è pubblica il fatto è che è composta da azioniti privati.
    Io non ho scritto che l’argentina falsifica i idati sul’inflazione. Ho detto che un’inflazione sotto il 20% non crea particolari problemi se tenuta a bada con le tasse.
    @ALBLUCA Non sono di certo un dottore in economia, pero tante delle cose che scrivo le puoi trovare sui testi del docente University of Missouri “Warren Mosler”, uno dei padri della teoria monetaria MMT. Se vuoi ti posso inviare i suoi testi cosi da poterli leggere in tutta calma.
    Per quanto riguarda gli investitori, bisogna cosa intendi per “grande”.
    @OBLOMOV potrei scrivere che sei uno spara sentenze, ma non lo farò. Non sono affatto signoraggista anzi, non credo assolutamente nel signoraggio.
    Sul fatto che l’ARGENTINA stia applicando più o meno bene la MMT si può discutere e anzi sono convinto che non stiano rispettando al 100% il programma di piena occupazione, quello su cui non si può discutere è proprio sul fatto che si voglia far spacciare un paese (che seppur con tutti i suoi diffetti sta portando avanti una crescita economia da far invidia all’eurozona) come sull’orlo del Default.

    p.s. Vivo in Spagna il bel piano di austerità per abbassare il debito pubblico stà portando disoccupazione giovanile oltre il 51%, tagli ai servizi essenziali (sanità, trasporti, istruzione) aumento di imposte e creazione di nuove tasse.
    Vi cheidete il perchè ci dobbiamo ostinare a credere che per migliorare bisogna flagellarsi? Siete masochisti?

    Sicuramente nel giro di pochi anni andrò in Argentina, mi ha sempre affascinato.

  • MaBi

    Vedo che ci sono ancora in giro i fan del modello Argentina, e sicuramente quando fra non molto il disastro argentino sara’ conclamato e non piu’ negabile si dara’ colpa agli USA, al FMI e ai grandi complotti internazionali. Amen.

  • oblomov

    si va beh, ma te credo che ha una crescita del genere….con tutti i soldi che stampa…non è che si può andare avanti così per molto

  • marquinho

    @Wikkio anch’io sentendo parlare di: banca d’Italia privata, moneta sovrana e creare moneta dal nulla ho pensato alle teorie sul signoraggio.
    Quello che ti sfugge è che:
    a) per molti studiosi indipendenti l’inflazione reale è nettamente superiore al 20% ed il tasso tende a crescere non certo a stabilizzarsi;
    b) se l’inflazione reale è davvero così alta allora i dati sulla crescita sono gonfiati.
    Quello che sfugge a me invece è come si fa a limitare l’inflazione con le imposte e le tasse.
    P.S. Hai notizie di giovani spagnoli che emigrano in Argentina?

  • Wilson

    @oblomov: se stampare soldi provoca crescita reale (in termini di potere di acquisto) e pure una distribuzione equa della ricchezza prodotta allora ha ragione il governo argentino e non si vede perché non potrebbero andare per sempre avanti così.

  • pablo72

    @WKIKKO L’argomento è complesso e va trattato con gli strumenti adeguati. La Banca di Italia è chiaramente un instituto di diritto pubblico, composta certo da azionisti privati come tu dici. Ma il problema che sollevi è legato al fatto che per il Trattato di Maastricht, le BCN (banche centrali nazionali) non possono acquistare direttamente sul mercato primato. Questo significa che gli stati si possono finanziarsi solo sul mercato privato e ha conseguenze enormi piano economico e politico.

    Alcuni economisti sostengono che conseguentemente, l’euro è una moneta – puramente – privata, nella misura in cui non è possible per gli stati monetizzare il proprio debito. Questo farà sicuramente storcere il naso a molti.

    In ogni cao anche gli economisti + ortodossi, non hanno problema a riconoscere che il sistema dell’euro costituisce una bizzarra anomalia nel sistema delle valute internazionali e nel funzionamento delle banche centrali.

    Martin Wolf, lo ha spiegato bene sul FT qualche mese fa (qui http://goo.gl/H8y69) e in poche parole il problema di fondo è che gli stati dell’euro, non potendo emettere una propria valuta, possono essere portati facilmente al default, perché per sostenere il proprio debito (leggi spese) devono farlo tramite l’acquisto di una valuta estera (leggi Euro) sul marcato privato.

    “In a nutshell the difference in the nature of sovereign debt between members and non-members of a monetary union boils down to the following. Members of a monetary union issue debt in a currency over which they have no control. It follows that financial markets acquire the power to force default on these countries. This is not the case in countries that are no part of a monetary union, and have kept control over the currency in which they issue debt. These countries cannot easily be forced into default by financial markets.”

    In ogni caso il problema dell’euro, non si risolve con più o meno spesa e non si tratta di un problema di debito pubblico. Il crisi dell’euro nasce da un enorme deficit commerciale dei paesi del sud contratto con quelli del nord, ovvero di un enorme debito PRIVATO (non pubblico) dei gipsi. Questo deficit si è creato fondamentalmente per il differenziale di inflazione nei vari paesi e per questo, i paesi + ricchi avevano vantaggio ad investire (leggi prestare) ai paesi meno sviluppati, creando delle enormi bolle speculative. Quando la bolla scoppia, gli stati non hanno alternativa che salvare le banche (altrimenti crollerebbe il sistema), trasformando il debito privato in debito pubblico. Morale della favola, i ricchi hanno fatto ingrassare i “maiali” e dopo se li pappano, accusandoli di aver mangiato troppo.

    Per i dettagli macro-economici, Alberto Bagnai offre una ottima spiegazione del problema dell’euro.

  • davidemariadeluca

    @Wilson
    E’ un po’ più complicato di così.

    Stampare moneta, di per sé, non causa crescita economica. La crescita avviene quando una maggiore quantità di persone comincia a lavorare e quando si verificano progressi tecnologici (nel senso più ampio di maggior produttività/efficenza/infrastrutture ecc. ecc.).

  • alessandromeis

    Oggi per curiosità mi sono documentato sulla MMT. Inizialmente sembra pure una cosa seria, poi spuntano fuori velati pensieri di destra rossobruni, Nuovo Ordine Mondiale complotti a gogo; ti viene da piangere e ridere sopratutto perché c’è pure chi pensa, come me, che un’altra risposta e un’altra economia siano possibili, ma quel delirio occupa tutto lo spazio, la gente si sente tutelata da quella commistione di leggende metropolitane e analisi e intanto niente cambia davvero. è meglio Friedman altroché! :P

  • Wilson

    @davidemariadeluca: e che ho detto io? Bastasse battere moneta non esisterebbero crisi economiche, peccato che i soldi non si mangino. Il fatto è che se l’Argentina non può andare avanti così a lungo (almeno non senza ridurre ulteriormente il benessere degli argentini) è proprio perché battere moneta non crea ricchezza, al massimo aumenta il valore in pesos del PIL (solo che importa il valore in pagnotte e in iPad, non in pesos, alle persone e quello non sale).

  • http://blogghetto.org michelelan

    Dove sono i fan della decrescita? Grillini? Toc, toc, ci siete? Grillo sarei curioso di sapere cosa pensa.. Il governo Argentino fa proprio quello che sogna il comico, stampa della moneta e spesa pubblica..

    Vorrei ricordare che il PIL non è un valore indicativo del benessere, come si vede, con la stampa di moneta associata alla spesa pubblica, la crescita può essere falsata..

  • oblomov

    @Wilson naturalmente io mi riferivo al fatto che lo stato spende soldi in infrastuttre, più persone lavorano ecc. il problema è, per l’appunto, e rimane l’inflazione.

  • albertocosta

    per MABI

    questo articolo ha dei dati obbiettivi e interessanti.
    Rieletta la Kirchner

    “Col 53 % dei voti ottenuti nelle elezioni presidenziali di oggi in Argentina e il raggiungimento della maggioranza assoluta in camere e senato, la presidente da Cristina Kirchner segna un primato di consenso dalla fine della dittatura militare nel 1983.

    Ugualmente che in Brasile, l’altro grande paese sudamericano guidato da una donna, la socialista Dilma Russeff, la Kirchner riesce a ottenere per il proprio partito la conferma del terzo mandato consecutivo consolidando il modello economico di riforme con inclussione sociale iniziato da Lula.

    La ragione di questa affermazioni poggia su tre elementi principali, l’attuazione di una politica economica espansiva e indipendente, il ri orientamento della politica estera in chiave latinoamericana e la affermazione della politica dei diritti umani.

    Da quando nel 2003, dopo una prolungata crisi economica, il primo governo Kirchner presse la sofferta decisione di sospendere il pagamento degli interessi del debito pubblico rompendo con gli organismi finanziari internazionali e orientando queste risorse verso lo sviluppo interno, il paese entrò in un periodo di netta crescita economica, più del 7 % annuale, che dura tuttora. Inoltre i due governi dei Kirchner accompagnarono questa crescita con una politica inclusione sociale e di redistribuzione del reddito che ha portato tra l’altro a un caduta degli indici di povertà dal 39 al 15 per cento – fonte Banca Mondiale e a un ricupero del livello di vita della classe media stravolta negli anni del iper liberismo.

    Anche il ruolo fondamentale di Argentina nella nascita del Mecosur (mercato comune col Brasile e altri paese sud americani) in contrasto con l’ALCLA – propugnato dal governo USA – hanno rinforzato la immagine del governo in tutto il continente e generato consenso nel fronte interno.

    Il raggiungimento della verità e della giustizia, come unica risposta possibili per ridare dignità a un paese umiliato da 8 anni di terribile dittatura militare e stata portata avanti da questo governo con coerenza e coraggio, mettendo le basi per una reale riconciliazione nazionale”.

  • sire

    qualcuno è “short” in pesos al ft?

  • sire

    @wkikko: [IMPORT-EXPORT. la differenza se a favore dell’export fà crescere il PIL del paese, se negativo lo fà diminuire.] direi di no.
    il PIL di un paese è una cosa. la bilancia commerciale è un’altra.

  • ilcorvo

    vivo in argentina, non ho particolari simpatie per il locale governo, ma mi pare che questo articolo sia piuttosto distante dalla realta’.
    l’altro giorno in messico ero a cena con un ceo spagnolo ed un pezzo grosso del FMI. si parlava di spagna, di italia ed ovviamente di argentina dove sia io che lo spagnolo abbiamo interessi.

    mr. FMI ad un certo punto e’ scoppiato a ridere ed ha detto … “un italiano ed uno spagnolo che si preoccupano dei loro soldi in argentina? … il paese non ha debito, ha riserve nelle casse della banca centrale che qualunque paese europeo invidierebbe, capacita’ produttive di commodity smisurate e, pur amministrato col culo, ha una crescita spaventosa … con tutto quello che si puo’ ancora tagliare in argentina senza che ve ne accorgiate, vi state a preoccupare dell’argentina? preoccupatevi molto piu’ seriamente dei vostri paesi d’origine che hanno entrambi una somma complessiva dei debiti superiore al 200% del PIL e dove gli spazi per tagliare sono ormai ridottissimi …”

    questo e’ quanto … articolo da riscrivere

  • beatrice2104

    @IL CORVO
    ciao, sono italiana ma ho appena avuto la nazionalita’ argentina (mio padre era nato li’)
    ora, dato che da un anno in Italia non sto piu’ lavorando (sono giornalista freelance e ho una laurea in architettura) credo che presto andro’ a fare un giro di perlustrazione e Buenos Aires e spero tanto di ricostruirmi una nuova vita. Ho voglia di darmi da fare in molte cose che mi interessano…
    Pero’ adesso, dopo questa lettura, mi viene paura… che mi dici? vale la pena provare a ripartire da Buenos Aires? del resto qui come, attivita’, non perdo niente (anzi come giornalista qui non lavoro piu’ – perche’ fanno lavorare solo gli assunti o ti pagano da super schifo – , a BA sicuramente potrei collaborare di nuovo con alcune testate, perche’ sono all’estero…)

    Qui ho solo una casa, che e’ mia e resta mia… ma non trovo davvero nessun motivo per rimanere…

    grazie, se mi vedi! ;)

  • beatrice2104

    PRECISO, NO VENGO PER FARE INVESTIMENTI, MA PER LAVORARE E CONTINUARE A FARE LE COSE CHE MI PIACCIONO E CHE HO FATTO PER TUTTA LA VITA…

  • Roberto Giuffrè

    Quante bugie sull’Argentina!
    Dove Goldman Sachs e soci non hanno più da depredare si spargono calunnie.
    Ad oggi l’Argentina ha perfino meno disoccupazione degli USA!

  • Caprevaia

    fonti?

  • http://www.facebook.com/alex.papula Alex Papula

    Perchè…. il dollaro non è una valuta che perde valore (c’è la gara a chi svaluta di più tra le banche centrali del mondo intero) e che può essere stampata a piacimento? E allora che cavolo dite?????

  • Arcaico Raven

    Il dollaro è valuta di scambio mondiale. Anche se non più ufficialmente come da bretton woods buona parte del mercato internazionale (61% era una stima di un sito che si occupa di mercati forex) è in dollari. Ciò fa sì che l’America esporta inflazione diluendola in tutto il mondo. Inoltre hanno una bella finanza che macina dollari su dollari: la moneta nella finanza non essendo nell’economia reale non genera inflazione, ma attenzione crea bolle!
    Paesi come l’Italia con la loro liretta sarebbero destinati a fare la fine dell’Argentina, ovvero prima un periodo di boom che ci farebbe respirare e poi di nuovo crisi nera. La svalutazione non risolve i problemi, ma li posticipa e li aggrava.

    Insomma sta moneta sovrana non è tutta sta gran cosa, sono le riforme che aiutano un paese, ma voi non vi convincete neanche leggendo i fatti come questo articolo.

  • Arcaico Raven

    Il bello che ti danno anche un sacco di pollici in su… O dio mio. Ormai la gente crede nella moneta sovrana.. e neanche i fatti li schiodano dal loro tifo.
    Ma invece di tifare per una teoria economica piuttosto che altre, lo sapete che le scienze si studiano e non si tifano?