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Luca De Biase lascia “Nòva”

La nuova direzione del Sole 24 Ore decide di cambiare l'inserto di innovazione e sostituisce il suo fondatore

7 giugno 2011

Nell’ambito di una serie di rinnovamenti (ma che somigliano più a restaurazioni, per ammissione dello stesso direttore) il Sole 24 Ore ha deciso di cambiare la direzione di “Nòva“, l’inserto del giovedì che per cinque anni è stato uno dei maggiori organi editoriali dell’innovazione e della ricerca in Italia, soprattutto grazie alla guida di Luca De Biase, suo fondatore e direttore (formalmente caporedattore), e uno dei più competenti esperti delle nuove tecnologie nel giornalismo italiano. Il cambiamento sarà annunciato in una riunione prevista per le 16 di oggi.

Nel nuovo progetto Nòva sarà – a quanto si dice – più dedicato ai prodotti e a una guida all’uso e alla comprensione delle novità tecnologiche, e meno un luogo di discussione e visione sulle innovazioni e sui fenomeni (un generale ridimensionamento sulle nuove tecnologie riguarda anche il sito del Sole 24 Ore). Tornerà al suo primo formato “broadsheet” e sarà forse spostato alla domenica. Il nuovo responsabile potrebbe essere Fernanda Roggero, che è alla guida del magazine “24″, che si dice sia a sua volta in discussione nei nuovi piani editoriali.

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20 Commenti

  1. andreav78

    Nòva e Wired sono (erano?) le 2 pubblicazioni che parlano in maniera veramente competente di innovazione qua da noi. Ora entrambi i direttori cambiano aria ed entrambi i magazine rischiano di diventare la brutta copia di Jack. Io incrocio le dita e spero di sbagliarmi alla grande….

  2. È una banalità, ma sono preoccupato, Nòva era un ottimo inserto e molto interessante, vediamo se riescono a non snaturarlo e/o peggiorarlo.

  3. aiace96

    Spero Luca sappia mettere a frutto la sua esperienza e professionalità altrove, dove non esiterò a seguirlo. A quanto leggo sembra che Nova si evolverà in un bel collage di annunci pubblicitari: magari si venderà di più ma si informerà di meno.

  4. Ohi Ohi.
    “… e meno un luogo di discussione e visione sulle innovazioni e sui fenomeni”
    ma se la sua forza era proprio questa???
    peccato, davvero.

  5. A mio parere tra Nova e Wired c’è differenza e sono due storie diverse.

  6. Beh, se va a finire così (…e meno un luogo di discussione e visione sulle innovazioni e sui fenomeni) poi questi bei soggetti di Confindustria non vengano a lamentarsi che in Italia non si fa innovazione, ecc. ecc. Davvero, gran bella classe dirigente industriale che alla prima difficoltà economica del giornale di sua proprietà invece di investire nell’innovazione di prodotto torna all’antico richiamando in servizio un direttore restauratore e francamente soporifero….

  7. Bravi industriali, complimenti. Già si sente la mancanza di Riotta.

  8. pgalaxy

    Non per detrarre nulla a Luca, che e’ un buon giornalista. Ma assolutamente non il migliore giornalista di scienza e technologia, solo quello che si e’ meglio piegato (adattato?) al sistema. Io e Luca lavoravamo insieme come freelancers quando l inserto IT del Sole era gestito da non mi ricordo chi (l’eta avanza) Era un freelance come altri, solo che lui quando sono cambiate le sedie e’ riscito a farsi assumere (non ho mai capito come ci si fa assumere, perche io sono ancora freelance cane sciolto, pur avendo avuto incarichi editoriali interessanti nella mia carriera). Ammetto che nel panorama editoriale italiano Nova era interessante, ma ben lontano da essere una buon prodotto tecnico-scientifico. WIRED Italy e’ proprio una pessima copia di WIRED, il problema del giornalismo e forte in Italia, ma anche all’estero. Tutto il mondo e’ paese. In bocca al lupo a Luca, ma ricordatevi che per ogni bravo giornalista che e’ riuscito a diventare redattore, ce ne sono molti a cui le opportunita editoriali non si sono mai neanche presentate. Cordiali saluti, corrispondente dall’estero.

  9. Peccato davvero, Nova era uno degli inserti migliori del panorama editoriale italiano.
    Chissa’ se “l’ora della restaurazione” sapra’ tenerne il passo.

  10. fulgenzio

    @PGGalaxy: avrà avuto agganci migliori. L’unico modo per farsi assumere in una redazione di un magazine italiano oggi, è quello. Wired Italy docet.

  11. Brutta notizia, come quella di Wired. Il Digital Divide continua ad essere visto come un problema tecnico, come se conoscere qualche trucchetto di Windows o Word volesse dire conoscere le tecnologie. Il problema è di cultura, di approccio all’innovazione, di apertura rispetto alle idee e alle soluzioni.

  12. lucandrea

    De Biase al posto di Riccardo Luna?

  13. armandobis

    Come mai tutto questo lutto per il licenziamento di De Biase?
    Confesso che Nova non rientra fra le mie letture, ma le volte che l’ho preso in mano non ho notato una gran visione critica della scienza e delle sue applicazioni.
    De Biase mi sembra francamente un uomo di destra che si ammanta di progressismo cavalcando alcuni filoni alla moda.
    Ma se si va a vedere il suo blog, è confindustrally correct. Al 100%.
    In occasione dell’incidente di Fukushima non ha perso l’occasione di schierarsi a favore del nucleare, ma in maniera surrettizia. Come è suo solito.
    E’ questo alla fin fine che rende sgradevole il personaggio.
    Un bravo navigatore nelle acque infide delle direzioni editoriali, certo, ma di nessun interesse per quanto riguarda gli ideali che finge di promuovere.

  14. fulgenzio

    No, quello è già occupato da Antonelli. Cmq evidentemente le case editrici si stanno rendendo conto che la geektudine in Italia è ancora lontana dal permettere di fare massa critica in termini di fatturato. Se vuoi una rivista alla Wired Usa (ma fatta bene, non una brutta copia), allora devi mettere in conto di vendere 30mila copie e ringraziare Dio di riuscirci. Se miri a 100 e passa mila, devi inevitabilmente riempirla di cazzate, perchè la case editrici hanno educato a questo il loro pubblico. Il problema è sempre lo stesso. Se le case editrici invece di far fare le riviste alle solite 100/200 persone che occupano sempre tutti i posti disponibili, si aprissero a gente diversa e più capace, anche se non raccomandata e senza pedigree, forse si avrebbero prodotti editoriali migliori. Ma se usi sempre gli stessi, allora avrai sempre la stessa rivista…

  15. Lewis H. Tonna

    Ottima notizia, sentivo davvero il bisogno di un nuovo supplemento pieno solo di foto, marchette e pezzi generalisti.

  16. commendatorcommentone

    Ma il simpatico accento sulla “o” di Nova ha lo stesso valore di fighettismo esasperato della “umlaut” sul nome MOTORHEAD o sulla caricatura che ne hanno fatto quelli degli SPINAL TAP ? ;-)

  17. massirulez

    ciao Fulgenzio, sono uno dei giornalisti assunti a Wired. Puoi per favore smettere di rivolgerti a noi come dei raccomandati? Stai cominciando a diventare offensivo. Grazie.

  18. Direi che come vetrina di gadget wired era già più che sufficiente..

  19. mauri

    spero di continuare a seguirti, grazie per l’aiuto che riesci a dare a chi si avventura in questo grande casino. Cambiare pagina diventa sempre meglio

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