Le prossime scadenze sulla presentazione della riforma della Giustizia da parte della maggioranza sono esposte dai quotidiani stamattina: oggi il ministro Alfano andrà al Quirinale per una “visita di cortesia” a illustrate i contenuti della suddetta riforma. Difficilmente sarà con lui il PresdelCons, reduce dall’operazione di l’altroieri alla mandibola: ma viene invece data per certa la sua presenza al Consiglio dei Ministri di domani che discuterà la bozza del progetto.
A quanto dicevano le anticipazioni di ieri dell’Ansa, si tratta di una bozza più “soft”: “eliminate dai testi l’immunità parlamentare e la riforma della Consulta”, l’avallo del referendum necessario per cambiare una legge Costituzionale sarebbe meno rischioso.
Carriere separate per giudici e pubblici ministeri: i primi costituiscono un «ordine autonomo e indipendente da ogni potere e sono soggetti soltanto alla legge», i secondi sono invece un «ufficio» organizzato secondo le norme dell’ordinamento giudiziario che «ne assicura l’indipendenza», con l’obbligo di esercitare l’azione penale ma «secondo le modalità stabilite dalla legge» (…) Si prevede tra l’altro che il Consiglio superiore della magistratura sia diviso in due: uno per i giudici e uno per i pm. Per certo viene dato che il capo dello Stato presiederà il Csm giudicante, di cui farà parte di diritto il primo presidente della Cassazione, mentre gli altri componenti saranno per metà giudici votati sulla base del sorteggio degli eleggibili (con l’obiettivo di porre un freno al correntismo della magistratura associata) e per metà da «laici» eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con più di quindici anni di esercizio. Il vice presidente del Csm dei giudici sarà un «laico». Ancora aperta l’opzione sulla composizione del Csm della magistratura requirente (pm): a presiederlo sarà il procuratore generale (pg) della Cassazione (probabilmente eletto dal Parlamento in seduta comune, su indicazione dello stesso Csm, tra i magistrati appartenenti all’ufficio del pubblico ministero), mentre gli altri componenti saranno o per metà «togati» (sempre scelti sulla base del sorteggio) e per metà laici, oppure per due terzi «laici» e per un terzo «togati» (così sovvertendo l’attuale composizione del Csm a maggioranza togata).
Quanto alle adesioni extra maggioranza, Roberto Rao dell’UDC si è detto interessato “a patto che la maggioranza non combini qualche scherzetto”: e anche Casini dice “siamo disposti a discutere, ma prima bisogna spazzare via le leggi ad personam”. E anche da FLI si dicono disponibili senza pregiudizi, sia con Giulia Bongiorno che con Italo Bocchino, che in un’intervista al Corriere dice “esamineremo nel merito la riforma e decideremo il da farsi senza pregiudiziali”.
Ancora più concreto il consenso della Lega, che ha ottenuto la creazione dei “magistrati onorari elettivi” e forse anche la rimozione dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Fino a che nessuno tira in ballo intercettazioni, prescrizioni, processo breve e immunità, tutto sembra insomma poter stare in un dibattito da paese normale su una riforma della Giustizia (persino Giachetti del PD ha proposto di andare a vedere dove sia il “bluff” della maggioranza). Vediamo quanto dura.




D’accordo, con B. sulla giustizia non si tratta.
Una domanda retorica, allora.
Ammettiamo che la sinistra vinca le prossime elezioni, quando ci saranno, farà mai una riforma della giustizia?
Io temo di no, anche se non ci sarà più B., perché la vicinanza acritica con la magistratura è diventata nel tempo, da tattica, ideologica. Faccio notare che non lo era trenta anni fa, ai tempi del PCI, per dire.
Forse ci vorranno altri trenta anni perché la sinistra riprenda la giusta distanza critica dalla magistratura. Peccato che nel frattempo il Paese sarà ulteriormente devastato dalla inefficienza del comparto giustizia.
@ Guido Vitiello
Io non rifiuto a prescindere. Però mi pongo una domanda: se il problema principale è X, perché si va a scrivere una riforma che non contempla X, ma riguarda Y?
Le risposte possibili sono due: 1. non è vero che il problema è X; 2. il problema è X, ma ci si occupa di Y (anche quello un problema, ma minore rispetto all’altro) perché è più semplice o fa più comodo per motivi inconfessabili.
@diegoghi Lo so bene cosa vuol dire depenalizzare e non è la scelta migliore.Poi quando alla tv sentite che “quel proiettile” ha ucciso, subito attaccate la magistratura che non ha condannato il reo.
Le carceri sono sovraffollate? Se ne costruiscono di nuove!
Il “carico” per ogni magistrato è eccessivo?Nuovi concorsi in magistratura!!
Queste sono le risposte di paesi sviluppati,moderni e funzionanti.
Nonunacosaseria. La separazione delle carriere, il Csm e tutto il resto sono problemi giganteschi e imprescindibili! Non è che siano cose “minori” utilizzate per diversione. Dal punto di vista del cittadino, certo, la lentezza della giustizia è un problema più percepito. Come sai, la maggioranza ha lanciato il “processo breve” (che è improponibile, ma è in ipotesi la loro soluzione al problema della durata dei processi). Insomma, dal loro punto di vista si sono occupati sia di X che di Y. Su Y (processo breve) non c’è neanche da stare a discutere, così com’è. Su X, però, le proposte di riforma per quel che se ne apprende non sembrano del tutto balzane.
jacopo: “voi sentite” chi, scusa? Ci conosciamo? Comunque spiegami un po’ una cosa: se la sanzione per detenere un proiettile è COMUNQUE di 40 euro,mi sai dire qual è la differenza tra il vigile/poliziotto/carabiniere che stacca un verbale e l’apertura di un fascicolo che viene inviato al PM che lo invia al GIP che lo invia agli Ufficiali Giudiziari per la notifica ecc ecc ecc (e il tutto può essere appellato e ulteriormente impugnato in Cassazione)?
Ma d’altronde le tue parole indicano che la Giustizia per te non ha problemi, e mancano solo quattrini per costruire nuove galere e assumere nuovi magistrati. Quindi perchè stare a discutere su eventuali riforme?
@ Guido Vitiello
Io non dico che sono balzane.
Dico che se – come tu stesso hai riconosciuto nel tuo commento delle 10.16 – il problema principale della giustizia italiana (la lentezza) non viene affrontato dalla riforma epocale, non posso fare a meno di chiedermi perché.
E io infatti ti ho detto che loro pensano di affrontare il problema con il “processo breve”. Per questo non capisco la tua obiezione.
a proposito di processo breve: posto che in un paese astrattamente privo di Berlusconi non sarebbe poi così buffo fissare un tetto alla durata dei processi, che peraltro esiste già sottoforma di legge Pinto (l. 89/2001), qualcuno che ha letto le varie proposte, mi sa dire da quando decorrerebbe il limite di durata? dalla fine delle indagini? dall’udienza preliminare? dal rinvio a giudizio? dalla prima udienza dibattimentale? Perchè tra i termini che ho indicato passano già anni, e il processo non è tecnicamente neanche cominciato. La mia è una richiesta vera, non una domanda polemica o retorica.
” D’accordo, con B. sulla giustizia non si tratta.
Una domanda retorica, allora.
Ammettiamo che la sinistra vinca le prossime elezioni, quando ci saranno, farà mai una riforma della giustizia?”
Massimo, mi sa che hai un pre-giudizio. Il CS ha tentato più volte di riformare la giustizia, talvolta riuscendoci pure. Tra l’altro, con interventi più mirati e meno ” personalizzate” delle tante leggi a’ la carte sfornate dal CDX. IL CS si è pure accodato alla riscrittura della Costituzione per la bicamerale, ANCHE se non era previsto nel primo mandato. Poi, le cose sono andate male, ma mi pare quasi di ricordare che chi fece saltare il tavolo fu Berlusconi, non il cs. Poi, può darsi che mi sbagli, eh? Non sto scrivendo ciò per ” orgoglio ” di appartenenza al Cs, perchè la maggior parte delle riforme fatte dal cs mi hanno trovato contraria.
Poi, vedi, il CS ha tante anime: non lo leggi Polito che gran voglia ha di sottoscrivere le proposte del CDX ora? Anche le peggiori, per dire, perchè mi devono ancora spiegare quale sarebbe la garanzia maggiore per il cittadino di vedere la Polizia alla testa delle indagini, oppure chi garantirebbe la SACROSANTA obbligatorietà dell’azione penale. Intendiamoci, non che quest’ultima sia la cosa migliore in assoluto, ma è la ” meno peggio”
La verità è che bisognerebbe avere il coraggio di dichiarare apertamente cosa si intende ottenere con la riforma. Chiamare” ricerca di maggiore garantismo” o ” ricerca di maggiore efficienza della macchina giudiziaria” queste norme che cominciano a trapelare sa veramente di truffa
mariaj, io non sono un tecnico, ma ho avuto la sventura di frequentare tribunali, anche se in forma di vittima. Ebbene, la situazione è di souk arabo, sia nella forma che nei contenuti, con garanzie risibili per tutti. E ti parlo del civile, perché non voglio nemmeno pensare a come lo stesso format da avanspettacolo si possa ripercuotere sulla vita di imputati/vittime di gravi reati. In Italia la giustizia è semplicemente una farsa se va bene, altrimenti è una tragedia. E le vittime sono i cittadini normali che ne sono coinvolti per qualsiasi ragione, non i ricconi con stuoli di avvocati. Tutto ciò, purtroppo, non ha a che fare con Berlusconi ed anzi io vorrei proprio che egli non venisse nemmeno nominato. Prendo invece atto che c’è un comparto nevralgico del Paese in sfacelo e vorrei che fosse pesantemente riformato e reso efficiente. Dato che la maggiore responsabilità di questo sfacelo è storicamente sulle spalle di chi lo gestisce, cioè della magistratura, vorrei che avessero almeno il pudore di tacere e farsene carico, invece di mandare avanti a sproloquiare sui massimi sistemi personaggi come Palamara a cui non farei amministrare nemmeno un condominio.
Non per nulla siamo 156esimi su 181 paesi del mondo per incertezzza del diritto, dopo Angola, Gabon, Guinea. E già da soli, senza l’intervento di Berlusconi.
Sorry, Maddimo, non siamo d’accordo.
Non sono d’accordo con ciò che scrivi sui magistrati, (soprattutto quando scrivi
” Dato che la maggiore responsabilità di questo sfacelo è storicamente sulle spalle di chi lo gestisce, cioè della magistratura”) ma questo non è un problema.Il problema sarebbe: la giustizia non funziona? Cause? Pare che la causa prima sia la lentezza. Vedi lo scambio su nonunacosaseria, Diego e anche Vitiello( sebbene secondo me sbagli anche lui in parte)Ora, NESSUNO dei provvedimenti che inuiziano a trapelare si occupa di ciò. .Anzi, con questi provvedimenti è possibile che siano avvantaggiati proprio quei ” ricconi con stuoli di avvocati”
Se poi tu ti accontenti di una riforma purchessia fatti tuoi
MaSSImo, ach.
mariaj, ma io non ho mai sostenuto questa riforma, anche perché nessuno la conosce e forse, anche se la conoscessi, non sarei in grado di capirne gli effetti reali. Facevo un discorso preventivo sul quando la sinistra sarà al governo e sarà impossibilitata a fare qualunque riforma, dopo questo link mortale con la magistratura. Non so, ma a me sembra lineare. La politica rappresenta il potere esecutivo che, in una democrazia compiuta, non coincide né ha gli stessi interessi e fini di quello giudiziario. La collusione tra due poteri indipendenti, che dovrebbero invece limitarsi a vicenda, è sempre dannosa e da evitare. Per questo trovo la difesa aprioristica della magistratura in questo momento politico altrettanto deleteria del contrasto personale di Berlusconi con essa. Sì, si può essere contro Berlusconi e contro i magistrati, anche se per differenti ragioni, ovviamente.
” link mortale” ? I tuoi sono discorsi molto generici, basati su sospetti e pre-giudizi, appunto.FINORA, non è stata dimostrata nessuna connessione tra parti politiche e magistratura.E ci sono molte proposte degli stessi magistrati per riformare la giustizia, quindi non vedo arroccamento. Vedo invece, piuttoso, la difesa di alcuni principi, come l’indipendenza, l’obbligatorietà dell’azione penale, etc.Certo, se il potere politico vuole proprio scardinare questi principi è ovvio che si entri in rotta di collisione. Ma basta guardare a questi giorni, con quella vergognosa votazione sul caso Ruby, con la negazione dell’autorizzazione a procedere per reati comuni spacciati per reati di ” funzione”, e per altri casi di sconfinamento del potere politico nei confronti del potere giudiziario per capire come la presunta ricerca di ” equilibrio fra poteri ” sia una balla. E mi domando, se giò ora il potere politico invade in questa maniera così sfacciata, così vergognosa, ambiti che non sono suoi, cosa succederà quando gli sconfinamenti fossero autorizzati per legge? Vedremo, ma finora gli abbozzi di cui si ha conoscenza non sono confortanti.
Anzi.
E’ una questione di punti di vista. Tu continui a vedere il problema fondamentale nel conflitto tra Berlusconi e certe Procure, io francamente ne ho solo le balle piene. Perché questo contrasto svia dal tema di fondo ed incide per nulla nella vita pratica degli Italiani. La giustizia in Italia, con o senza Berlusconi, fa schifo, veniamo dopo l’Angola, e la magistratura, che ne è pienamente responsabile, non ne rappresenta la soluzione ma il problema fondamentale. E questo anche per la protezione politica che la sinistra, assai ciecamente, le ha offerto da “mani pulite” in poi. Riformare la giustizia, in ogni caso, non è compito dei magistrati ma del parlamento, cioè del potere legislativo. Fino a prova contraria, dato che non siamo in uno stato di polizia.
Mi sembra che Piercamillo Davigo centri meglio la questione.
Visto il filmato, la colpa è degli avvocati, i magistrati non c’entrano nulla, passavano di lì per caso.
Ridicolo.
E voi vorreste far riformare la giustizia a uno come questo?
No, per sapere.
Massimo. Si può essere d’accortdo o non con Davigo su tutte le singole questioni, ma lui ha il merito di parlare di problemi della giustizia riferendosi al REAlE.Non al funo che impregna anche i tuoi commenti, sorry.Ed è uno dei pochi che ha il coraggio di parlare delle disfunzione dell’avvocatura.Mai avuto problemi con gli avvocati? No, eh?
Che dire, rimani con i tuoi pre-giudizi e sii contento: come stanno le cose, forse tra qualche anno faranno la riforma della Giustizia ipotizzata. La TUA giustizia ordinaria non cambierò, ma ci sarà la separazione delle carriere, vuoi mettere la soddisfazione.
beh , facciamo un esempio , parlando sempre del reale, la maggioranza dei detenuti è dentro (condannata o in attesa di giudizio) per reati di spaccio e immigrazione clandestina, e si tratta per la massima parte di extracomunitari.
Magari depenalizzare lo spaccio (non il traffico) di stupefacenti , mettendo , che so , un limite di droga spacciata, e depenalizzare il reato di immigrazione clandestina aiuterebbe.
Non parliamo del fatto che la droga fa male , per carità (io neanche bevo il caffè!) ma conosco personalmente una quantità enorme di tossicodipendenti , spesso si tratta di gente agiata e senza problemi (tranne la droga, intendo).
la tossicodipendenza è un fenomeno ormai di costume , non vedo la differenza , per esempio , tra il Viagra abusato da personaggi noti o la cocaina , per esempio, se non negli effetti.
Inoltre , le condanne dovrebbero diventare definitive dal primo grado di giudizio, come , per esempio in Francia.
Ho semplificato molto , e dalla mia scarsa esperienza di processi in Francia , che ho vinto , per fortuna.
pare che li se si vien condannati e si ottiene l’appello , che non è obbligatorio per niente, si perdono tutte le eventuali riduzioni e sconti di opena ottenuti , per cui una condanna può anche aumentare , e di molto.
In Italia , invece , è molto diverso e ci sono infiniti motivi per ricorrere e dilungare quanto più possibile il processo.
Inoltre in molti altri paesi la prescrizione si ferma con il primo grado di giudizio , specie considerando che i ricorsi al tribunale di appello e alla Cassazione sono una eccezione e non la norma.
Ho parlato in modo molto semplice , scusatemi , ma volevo essere chiaro per molti, scusate se ho semplificato troppo.
Chiaramente se i processi fossero svolti in Italia come dico personaggi come Berlusconi sarebbero stati già stra condannati ed in galera, per esempio.
Ci sarebbero anche un sacco di piccoli spacciatori e di immigrati clandestini in giro , per fortuna adesso non ci sono , vero?