Il primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha annunciato un vasto rimpasto del suo governo, allo scopo di risollevare i consensi dell’elettorato nei suoi confronti e dare nuova spinta al suo esecutivo. Il rimpasto prevede la nomina di un nuovo vice premier e un nuovo ministro degli esteri.
La Spagna ha sofferto gli effetti della crisi economica come pochi altri paesi in Europa, risentendo molto dell’esplosione della bolla del mercato immobiliare: le agenzie di rating hanno più volte minacciato il declassamento e durante il collasso dell’economia greca si è pensato che proprio quella spagnola potesse essere la prossima economia europea a cedere. Non è stato così, per ora, ma questo non è servito a restituire popolarità al governo Zapatero, da diversi anni ormai in crisi di consensi e dinamismo.
«Questo è il governo che lavorerà alle riforme, per la ripresa economica e contro la disoccupazione», ha detto Zapatero nell’annuncio alla televisione nazionale cogliendo di sorpresa la maggior parte degli spagnoli, che si aspettavano solamente l’annuncio di un nuovo ministro del lavoro in seguito allo sciopero nazionale del 29 settembre.
Zapatero ha annunciato che il nuovo vicepremier sarà il ministro dell’interno Alfredo Perez Rubalcaba, che non lascerà la sua carica attuale. Perez Rubalcaba è considerato uno degli uomini chiave della lotta contro i separatisti baschi dell’ETA, che un mese e mezzo fa hanno annunciato un cessate il fuoco. Zapatero sostituirà anche il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos con Trinidad Jimenez, attuale ministro della sanità un tempo assistente dello stesso premier. Sostituito anche il ministro dell’ambiente e dell’agricoltura. Zapatero non ha toccato il ministero della difesa e quello dell’economia, già stravolto lo scorso anno durante la crisi.
Verrà creato il ministero della Presidenza, guidato da Ramon Jauregui, mentre due ministeri minori, quello dell’Uguaglianza e quello della Casa, verranno accorpati a ministeri più importanti nel tentativo di risparmiare soldi pubblici.
Zapatero ha detto che la nuova squadra ha «ottime capacità comunicative, e sarà in grado di spiegare quello che stiamo facendo».
Questa la composizione completa del nuovo esecutivo di Zapatero, il terzo da quando il partito socialista si è insediato al governo, nel 2004:
- Alfredo Rubalcaba, vicepremier, ministro degli Interni e portavoce del governo
- Elena Salgado, vicepremier e ministro dell’Economia
- Manuel Chaves, vicepremier e ministro della Cooperazione territoriale
- Trinidad Jimenez, ministro degli Esteri
- Ramon Jauregui, ministro della presidenza
- Francisco Caamano, ministro della Giustizia
- Carme Chacon, ministro della Difesa
- Angel Gabilondo, ministro dell’Educazione
- José Blanco, ministro dei Lavori pubblici e della Casa
- Valeriano Gomez, ministro del Lavoro e dell’Immigrazione
- Miguel Sebastian, ministro dell’Industria, del Commercio e del Turismo
- Rosa Aguilar, ministro dell’Ambiente
- Leire Pajin, ministro della Sanità e dell’Uguaglianza
- Angeles Gonzalez-Sinde, ministro della Cultura
- Cristina Garmendia, ministro della Scienza e dell’Innovazione




Ha mandato via una delle poche persone rispettate del suo governo (De la Vega), e inserito nell’ordine, una tromabata nelle primarie di Madrid negli Esteri (Trinidad Jiménez), e l’inenarrabile Leire Pajín a Sanità.
L’unica mossa furba è la promozione di Rubalcaba alla vicepresidenza, che essendo uno furbo come la fame può risultare utile in questo pianto e digrignar di denti che saranno gli ultimi due anni di legislatura.
Eldeia ne parlavamo stasera, per quanto riguarda la De la Vega siamo convinti che sia stata lei a chiedere il cambio, per questioni personali.
Dalle trasmissioni pomeridiane oltretutto qualcosa sembra essere filtrato.
Pajin è il nuovo che avanza. La Jimenez, Ministro degli Esteri, si commenta da sola (un trombata premiata). Rubalcaba, dicono sia un geniaccio, ma a me non è mai piaciuto: non è con lui che si frenerà la fase discendente del PSOE. Insomma ZP invece di aprire le porte al ricambio si è circondato dei suoi più fidi scagnozzi. Vuole la sconfitta a tutti i costi e ce la sta mettendo tutta.
@ strade
il fatto che Leire Pajín (e la Chacón, anche lei) siano il nuovo che avanza la dice lunga sul vuoto pneumatico che ZP ha creato attorno a sè, e sui decenni che dovranno passare prima che il PSOE riesca ad annusare di nuovo il potere.
Su Rubalcaba (ribattezzato Ruub AL-Qaaba dall’estrema destra complottista dopo gli attentati dell’11 marzo: mi fanno morire questi qua…), di cui comunque ho una discreta opinione come Saint-Just iberico, sono d’accordo. Non basta a fare il miracolo di risalire la china, qualsiasi opzione anche lontanamente continuista all’interno del PSOE verrà spazzata via dagli elettori nelle prossime elezioni. Ma è pur sempre l’unico chiodo che si vede in giro a cui ZP può aggrapparsi.
@Eldela: quello che dici di Leire PAjín era sotto inteso. Lei è il tipico prodotto di fabbrica PSOE (“ben confenzionato”) per dirla alla Gianluca Grignani. Fra i “giovani” del PSOE forse solo Madina lascia intravedere un qualche raggio di speranza.
ZP deve operare una catarsi, cercando un vero ricambio. Ma il ricambio non ci sarà, i barones si stringeranno a corte, non cederanno un centimetro e la sconfitta arriverà puntuale. E questo anche se ZP si giocherà (come pare) l’ultima cartuccia: venire(parzialmente) a capo della questione basca.
Ma temo che il peggio venga dopo: col PP. Che nella sostanza non sarà molto diverso dall’attuale linea di ZP ma nella forma sarà davvero insopportabile: immagina i vari Arenas, Pons, Cospedal ministre! Ri-inzieranno con la loro ossessiva solfa monotematica (il terrorismo).