L’Expo di Shanghai, in attesa che tocchi a noi

Parteciperanno più di 190 paesi, il tutto potrebbe costare 58 miliardi di dollari

Attenti a non esagerare come per le olimpiadi: infrastrutture a parte, sarà quasi tutto temporaneo

Mentre Milano affronta la sua battaglia contro il tempo per non farsi trovare impreparata per l’Expo del 2015, a Shanghai già ci sono dentro fino al collo. L’Esposizione Internazionale comincia il prossimo 1 maggio per terminare sei mesi dopo, e nel resto del mondo non se ne parla più fino al 2015.

Il count-down del sito web ufficiale dell’Expo 2010 prosegue: a Shanghai organizzatori, operai e volontari lavorano agli ultimi dettagli (un po’ come al Post), cercando di non ripetere gli errori commessi durante la preparazione delle Olimpiadi del 2008. Buona parte delle infrastrutture costruite all’epoca per ospitare i giochi olimpici di Pechino sono ora delle cattedrali nel deserto: gli eventi ospitati dagli stadi e dalle altre strutture dopo le Olimpiadi si contano sulle dita di una mano. In attesa di essere destinati a nuovi usi, i colossali edifici costruiti per i Giochi sono meta dei turisti, ma i flussi iniziano a diminuire.

Per evitare l’effetto Pechino 2008, gli organizzatori dell’Expo hanno deciso di costruire padiglioni temporanei nei quali ospitare le delegazioni degli oltre 190 paesi che parteciperanno all’evento. Una volta finita l’Esposizione, stand e altre strutture temporanee saranno demolite, mentre le altre saranno convertite in un nuovo centro congressi.

La strategia del temporaneo ha consentito di risparmiare risorse e di realizzare infrastrutture permanenti per migliorare il sistema dei trasporti di Shanghai. Il budget stimato per l’Expo si aggira intorno ai 4 miliardi di dollari, ma il costo effettivo dovrebbe raggiungere i 58 miliardi di dollari, stando a quanto riferiscono gli analisti che hanno studiato la spesa prevista per la gestione dell’intera Esposizione. Per l’Expo di Milano gli investimenti previsti in infrastrutture si aggirano intorno ai 20 miliardi di euro, e almeno 4,2 miliardi deriveranno da investimenti diretti.

L’Expo di Shanghai potrebbe anche rivelarsi una nuova importante occasione per rilanciare i rapporti tra Cina e Stati Uniti. I due paesi vanno ufficialmente d’accordo, ma nel corso degli ultimi mesi non sono mancati gli attriti a causa di alcune scelte economiche per superare la crisi, della decisione di applicare nuovi dazi o di ospitare il Dalai Lama alla Casa Bianca. I responsabili della delegazione USA a Shanghai hanno da poco ufficializzato la loro presenza comunicando di aver raccolto 61 milioni di fondi per la loro spedizione. Gli organizzatori non riceveranno alcun fondo pubblico e si affideranno ad alcune grandi società come Microsoft, General Electric e Wal-Mart. Sobrietà: è una Esposizione in tempo di crisi.

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