domenica 8 Febbraio 2026

Potrebbe essere

Negli Stati Uniti è stata piuttosto seguita la storia della scomparsa di una donna di 84 anni, Nancy Guthrie, anche perché sua figlia Savannah Guthrie è una nota giornalista televisiva di NBC News, coconduttrice del popolare programma Today Show. Una serie di indizi suggeriscono che Nancy Guthrie possa essere stata sequestrata da casa sua, a Tucson, per ottenere il pagamento di un riscatto: Savannah Guthrie e i suoi fratelli hanno pubblicato degli appelli accorati sui social network per avere informazioni.
Il mistero ha naturalmente incuriosito e preoccupato un gran numero di persone che conoscono Savannah Guthrie, e mobilitato molto sia i social network che gli influencer, giornalisti o aspiranti tali che si occupano di true crime. Tra di loro c’è una seguita giornalista che si è molto occupata di questi argomenti e da qualche anno ha un proprio podcast, Ashleigh Banfield, che ha ritenuto di annunciare che la polizia avrebbe come principale sospetto il genero di Nancy Guthrie, marito della sorella di Savannah. I responsabili della polizia hanno subito smentito che ci siano ipotesi definite e criticato severamente Banfield e chiunque diffonda informazioni in modo incosciente in questi momenti delicati e drammatici; e Banfield è stata anche criticata da molti suoi colleghi. Ma lei ha insistito di avere delle fonti e di essersi limitata a dire che il genero, Tommaso Cioni, “potrebbe essere” un principale sospettato.

Se raccontiamo questa storia è perché è un buon esempio degli usi irresponsabili e strumentali dei condizionali, che riguardano anche l’informazione italiana. Capita molto spesso di leggere che delle cose “potrebbero succedere”: è una formula che non fa correre rischi – quasi tutto potrebbe succedere – e che però al tempo stesso è molto suggestiva. Potremmo titolare ogni settimana questa newsletter “Charlie potrebbe chiudere” (di fatto è vero, per mille ragioni: ma non è realistico né probabile al momento), e questo metterebbe in allarme senza ragione quelli di voi che la apprezzano. Il lavoro giornalistico corretto è di dare a chi legge un’idea di probabilità delle cose, non della loro possibilità.

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