domenica 5 Luglio 2026

“Non è forse vero?”

Charlie ha descritto in passato un meccanismo protagonista dei modi in cui i giornali possono “interpretare” la realtà: quello che gli americani chiamano “framing”, il modo di presentare una notizia, che può orientare decisivamente in direzioni arbitrarie la percezione dei fatti da parte di chi legge. Questo avviene soprattutto nelle titolazioni, con la consapevolezza che spesso i titoli sono la sola cosa che viene letta e registrata da molti lettori e lettrici.
Il Fatto ha pubblicato mercoledì una lettera in cui il ministro Guido Crosetto faceva presente la sua estraneità alla storia raccontata in un articolo pubblicato domenica, dedicato a un apparente conflitto di interessi intorno a un appalto pubblico. Il legame con Crosetto si limita al fatto che un protagonista della vicenda descritta ha anche delle quote in un bar romano, estraneo ai fatti descritti, di cui hanno quote anche i coniugi Crosetto. Lo stesso articolo dice che “ovviamente, Crosetto e signora nulla c’entrano con l’appalto né con le scelte imprenditoriali in campo sanitario del loro socio”.
Ciò malgrado l’articolo è presentato nel titolo intorno al nome di Crosetto, assieme alla sua foto, anche in prima pagina del giornale cartaceo: “La Srl del socio di Crosetto vuole il maxi-appalto”.

La risposta del Fatto ringrazia Crosetto per aver esplicitato “il suo punto di vista”, e conferma che “le informazioni nell’articolo sono corrette”.
Questa settimana il Fatto ha ammesso la forzatura di un altro titolo (“per eccesso di sintesi”), che in quel caso riguardava una grossa azienda del lusso, e ha ricevuto un’altra protesta per un titolo contenente un virgolettato che l’intervistato nega di avere mai pronunciato: anche in questo secondo caso il giornale ha parlato di “sforzo di sintesi”.

Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.