domenica 30 Ottobre 2022

Lo sciopero di Repubblica

La crisi di Repubblica , il secondo maggiore quotidiano italiano, ha avuto un salto di qualità negli scorsi due giorni: dopo che si era manifestata più visibilmente nelle scorse settimane, e dopo una complicata trasformazione iniziata tre anni fa .
Nel contesto di una frattura tra il direttore – fino a oggi molto in sintonia con l’editore – e una parte della redazione scettica sulla apparente mancanza di una visione e di un progetto e preoccupata del cospicuo calo di vendite, venerdì il mensile specializzato Prima comunicazione ha pubblicato un’intervista col direttore stesso, Maurizio Molinari, che ha infuriato o meravigliato molti dei suoi stessi giornalisti. L’assemblea dei giornalisti (il Comitato di redazione si è da poco dimesso) ha quindi immediatamente annunciato uno sciopero per cui il quotidiano non è uscito sabato e il sito non è stato aggiornato per 24 ore.

Le cose che i giornalisti hanno trovato inaccettabili dell’intervista a Molinari sono soprattutto l’aver scavalcato la redazione nell’esporre progetti e intenzioni sul futuro del giornale, un passaggio che sembra concordare con un giudizio negativo sulla redazione della sezione Affari e Finanza del giornale (con l’annuncio che sarà trasferita a Milano), e una fumosa esposizione che allude a un’intenzione di consegnare sempre di più ai feedback e alle reazioni dei lettori le scelte giornalistiche.

” Un giudizio diffuso negli ambienti economici finanziari milanesi è che l’economia di Repubblica sia un po’ moscia.
E quindi arriverà Galbiati da metà novembre. La risposta passerà attraverso il rilancio di Affari&Finanza, a cui Guerrera ha lavorato molto, così Galbiati non parte da zero. Io credo che sui temi dell’economia e della finanza, con in arrivo una sovrapposizione di inflazione e recessione, sarà necessario fare anche un giornale di servizio. Nei Paesi anglosassoni è molto comune, in Italia è più raro. Dovremo aumentare la qualità della informazione e aumentare l’interazione con i lettori. La redazione di Affari&Finanza sarà a Milano dove entro l’anno inaugureremo la nuova sede”.

“partiremo immediatamente con il progetto per l’online che prevede una continua indicizzazione dei contenuti, per intervenire rapidamente e costruire un’offerta informativa in linea con le preferenze dei lettori […] Non è niente di nuovo, le regole del Seo sono utilizzate da tutti i professionisti per intervenire sulle news e gli approfondimenti. Ma il nostro obiettivo è di agire in tem- po reale, più volte al giorno, utilizzando i dati che raccogliamo sui nostri siti, sulle app, sui motori di ricerca e sui social. Se usi bene in tempo reale il Seo, il giornale diventa responsive, dinamico. Il momento in cui raccogli i dati del traffico e li metti a disposizione della redazione si accorcia.
Cosa vuol dire essere responsive?
Il digitale si basa sulla conversazione con il lettore. I lettori, quando vengono sul sito e scelgono certi argomenti, è come se ti dicessero cosa vogliono. Sono indicazioni su cui lavorare per produrre storie in linea con i loro gusti.
Ma si potrà decidere di fare storie differenti, sganciate dal Seo?
Certamente sì, con il vantaggio che puoi sempre valutare le reazioni del tuo pubblico […] La responsabilità del coordinamento del Seo è del caporedattore centrale, Giancarlo Mola, e del suo ufficio, che è il fulcro di tutto il lavoro redazionale, di tutta la macchina. Sono un gruppo di undici persone, a cui l’unità Seo riverserà tutte le informazioni da utilizzare per indirizzare il lavoro delle redazioni. Questa è la parte più innovativa, quasi avveniristica. Il miglioramento della qualità dell’analisi è in accelerazione, i dati che oggi riceviamo dal Seo sono molto più sofisticati di quelli che ricevevamo sei mesi fa, o addirittura tre mesi fa”.

(per provare a comprendere un po’ di più dell’esposizione e dell’idea di Molinari si deve presumere che faccia forse un po’ di confusione sulle dinamiche della tecnologia e sui termini: e che quando parla di “Seo” – ovvero l’ottimizzazione dei contenuti per farli comparire nelle prime posizioni sui motori di ricerca – intenda invece riferirsi ai dati analitici sul traffico e sul comportamento dei lettori; ma anche l’uso del termine “responsive” sembra diverso da quello che gli viene abitualmente attribuito; ambiguità che sembrano entrambe condivise dal giornale che lo intervista).

Infine, ma questo è probabilmente più apprezzato da buona parte della redazione, Molinari sembra tornare sui suoi passi sul rivendicato allontanamento di Repubblica dall’identità di quotidiano dei progressisti italiani: “Le mail e le lettere che ci scrivono i lettori ci chiedono di diventare un punto di riferimento per ricostruire il fronte progressista”.

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