domenica 3 Dicembre 2023

Intanto, al Telegraph

Ultimamente Charlie ha parlato spesso della vendita dell’importante giornale britannico conservatore Daily Telegraph , ed è probabile che si continuerà a parlarne perché ci sono e sono previste, ancora, diverse novità (qui un riassunto di quello che sta accadendo). Venerdì la ministra della Cultura del governo britannico Lucy Frazer ha bloccato qualsiasi trasferimento di proprietà del Telegraph Media Group, che pubblica il Daily Telegraph . Il governo britannico ha voluto quindi limitare la probabile acquisizione del quotidiano da parte del gruppo RedBird IMI, sostenuto da una società degli Emirati Arabi Uniti e da un fondo americano. Che uno dei più importanti e storici quotidiani nazionali venga acquisto da una proprietà di un paese con grandi interessi economici e poca dimestichezza con la libertà di espressione è quello che ha generato le maggiori agitazioni e discussioni in queste settimane. Frazer ha chiesto all’Ofcom (l’autorità di regolamentazione dei media britannici) e al CMA (l’autorità per la regolamentazione della concorrenza nel Regno Unito) di esaminare se l’operazione vìoli la «presentazione accurata delle notizie e la libera espressione delle opinioni nei giornali»; i due enti regolatori avranno tempo fino al 26 gennaio 2024.

RedBird IMI rileverebbe il quotidiano in uno scambio debito per azioni: risarcirebbe il debito (di 1,16 miliardi di sterline) che i proprietari del giornale, la famiglia Barclay, devono al gruppo finanziario Lloyds Bank che aveva messo all’asta il Telegraph Media Group. L’intervento del governo non blocca comunque il risarcimento del debito ma solo lo scambio delle quote: nei prossimi giorni il Lloyds Banking Group otterrebbe l’estinzione di tutti i crediti, il gruppo editoriale dovrebbe uscire dall’amministrazione controllata e la famiglia Barclay diventerà debitrice di RedBird IMI.
Nel frattempo lo stesso giornale sta intervenendo da dieci giorni nella questione, raccontandola ai propri lettori con grande allarme sui rischi della vendita ipotizzata.

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