domenica 19 Aprile 2026

Il terzo sciopero nei giornali italiani

Molti giornalisti dei quotidiani cartacei hanno scioperato giovedì, e alcune delle rispettive testate hanno sospeso le pubblicazioni sui siti e non sono uscite nella versione cartacea venerdì. Come nello sciopero del mese scorso, sono usciti regolarmente il Manifesto, il Foglio, e i quotidiani vicini alla maggioranza di governo, assieme ad alcuni quotidiani locali, e alla Gazzetta dello Sport (anche il Post non ha scioperato, per le stesse ragioni già esposte). Hanno protestato per l’uscita dei rispettivi giornali, malgrado lo sciopero, le redazioni della Sicilia e di Dolomiten Alto Adige.
Lo sciopero riguarda il rinnovo del contratto giornalistico , ma in ballo ci sono anche i trattamenti di molti giornalisti che quel contratto non ce l’hanno.

Anche questa volta sono stati pubblicati due comunicati contrapposti, uno del sindacato dei giornalisti e uno della federazione degli editori. Quello dei secondi ha citato in questo caso alcuni dati più specifici: “Non può certamente essere considerato un fattore di sviluppo un contratto che prevede, a titolo di esempio, 40 giorni all’anno tra ferie e permessi, il pagamento di un’indennità per ex festività soppresse 50 anni fa, maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo ben al disopra della media degli altri contratti nazionali nonché il riconoscimento di scatti di anzianità in percentuale sulla retribuzione che garantiscono ampiamente il recupero dell’inflazione”.
La FNSI ha contestato queste ricostruzioni, condividendo a sua volta alcuni elementi concreti della sua proposta: “Dimenticano, infatti, gli editori, che nelle redazioni i Cdr, affiancati dal sindacato, si stanno battendo contro forfettizzazioni che in pratica azzerano il valore di tutti questi istituti contrattuali e che i tanto vituperati scatti in percentuale servono non a recuperare l’inflazione (per questo ci sono i rinnovi dei contratti che scadono ogni quattro anni, e per la parte economica anche ogni due…), bensì a tutelare i colleghi che per un motivo o per un altro non ottengono avanzamenti di carriera […] Di fronte a una ‘proposta’ così il sindacato ha sgomberato il campo da ogni ambiguità proponendo un accordo ponte: un riconoscimento economico dopo 10 anni (dieci) di vacanza contrattuale (anni nei quali tra guerre e pandemia gli stipendi degli italiani – dice l’Istat – hanno perso qualcosa come il 20% del potere d’acquisto causa inflazione) e poi possiamo parlare di tutto. Hanno proposto 150 euro (centocinquanta, scritto a lettere forse possono sembrare di più) in 3 tranche (tre). I medici hanno rinnovato il contratto con 491 euro di aumento” .

Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.