domenica 3 Maggio 2026
Un’associazione guidata da alcuni esponenti ed ex esponenti del partito M5S (tra cui l’ex deputato Alessandro Di Battista) ha formalizzato una raccolta di firme perché sia convocato un referendum che proponga l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali legato al cosiddetto “fondo per il pluralismo” ed erogato dalla Presidenza del Consiglio italiano. Il finanziamento è quello destinato alle testate che si rivolgono a minoranze linguistiche e a quelle formalmente possedute da cooperative di giornalisti o organizzazioni non profit. Tra i beneficiari ci sono quotidiani nazionali e più noti come Libero, Foglio, Manifesto, Avvenire, ItaliaOggi, ma anche altri giornali a cospicua diffusione come Dolomiten e Famiglia Cristiana, insieme a molte testate meno note. I contributi sono stati spesso contestati, con un tentativo di dismetterli da parte del M5S quando è stato al governo, tentativo annullato dalle legislature successive (attraverso il ripetuto differimento della scadenza prevista per la dismissione): tra quasi tutti i partiti sono distribuiti interessi protettivi nei confronti di una o di un’altra testata destinataria del finanziamento. Tra le critiche nei confronti della pratica ci sono anche quelle – sostenute in passato anche da questa newsletter – che riconoscono la legittimità di un sostegno all’informazione in quanto servizio pubblico essenziale, ma trovano che nella sua corrente forma questo sostegno venga assegnato senza nessuna garanzia sulla qualità di questo servizio pubblico, e creando una forma di concorrenza sleale. Per non dire dei casi in cui il rispetto dei criteri richiesti è solo formale, e in cui accanto a cooperative e non profit dichiarate ci sono editori e aziende di grande solidità economica.
La campagna – a cui è possibile partecipare online – è arrivata nella sua prima settimana (su tre mesi) a quasi centomila delle cinquecentomila firme necessarie a chiedere il referendum.
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