domenica 12 Novembre 2023

I quotidiani a settembre

Sono stati pubblicati i dati ADS di diffusione dei quotidiani nel mese di settembre 2023. Se, come facciamo ogni mese, selezioniamo e aggreghiamo tra le varie voci il dato più significativo e più paragonabile rispetto alla generica “diffusione” totale, i risultati sono quelli che seguono: che non tengono conto delle copie distribuite gratuitamente, di quelle vendute a un prezzo scontato oltre il 70% e di quelle acquistate da “terzi” (aziende, istituzioni, alberghi, eccetera). Il dato è così meno “dopato” e più indicativo della scelta attiva dei singoli lettori di acquistare e di pagare il giornale, cartaceo o digitale (anche se questi dati possono comprendere le copie acquistate insieme ai quotidiani locali con cui alcune testate nazionali fanno accordi, e che ADS non indica come distinte). Più sotto citiamo poi i dati della diffusione totale, quella in cui entra tutto.

Corriere della Sera 175.248 (-7%)
Repubblica 101.395 (-13%)
Stampa 71.209 (-13%)

Sole 24 Ore 54.895 (-9%)
Resto del Carlino 54.794 (-12%)
Messaggero 48.102 (-10%)
Fatto 41.582 (-9%)
Nazione 36.832 (-10%)
Gazzettino 35.109 (-7%)

Giornale 29.243 (-7%)
Dolomiten 29.241 (-7%)
Messaggero Veneto 25.740 (-8%)
Verità 24.484 (-16%)

Altri giornali nazionali:
Libero 20.858 (-4%)
Avvenire 14.811 (-11%)
Manifesto 12.509 (-9%)
ItaliaOggi 7.727 (-16%)

(il Foglio Domani non sono certificati da ADS).

Rispetto al calo grossomodo medio del 10% anno su anno delle copie effettivamente “vendute”, cartacee e digitali (queste ultime in abbonamento), a cui siamo abituati, questo mese continua ad andare meglio il Corriere della Sera , che però per la prima volta dal gennaio 2021 porta il suo declino di copie oltre il 7%, perdendo la condizione che aveva mantenuto da diversi mesi: le sue perdite a settembre si avvicinano a quelle di altre testate. Continuano invece ad avere cali superiori alla media Repubblica Stampa . Ci sono poi due inversioni di posizioni: per pochissime copie il Resto del Carlino è sceso dietro il Sole 24 Ore, e Dolomiten è sceso dietro al Giornale . Il Giornale ha infatti un dato interessante: una perdita meno grave di quella dei mesi passati, mentre Libero ha interrotto il suo periodo di crescita e recupero che durava da diversi mesi. Tutto suggerirebbe quindi che i direttori del Giornale, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri (insediati l’8 settembre e provenienti da Libero) si siano portati dietro una quota di lettori (rispetto ad agosto il Giornale ha dichiarato 895 copie in più, il dato migliore di tutti; Libero ne ha perse 2.563 quando ad agosto ne aveva invece guadagnate 775).

Quanto ai soli abbonamenti alle edizioni digitali, l’ordine delle testate è questo (sono esclusi gli abbonamenti venduti a meno del 30% del prezzo ufficiale, che per molte testate raggiungono numeri equivalenti o persino maggiori: il Corriere ne dichiara più di 51mila, il Sole 24 Ore più di 33mila).
Corriere della Sera 42.989
Repubblica 25.913
Sole 24 Ore 22.487
Fatto 19.709
Stampa 8.894
Manifesto 6.205
Gazzettino 5.991
Rispetto al mese precedente gli abbonamenti digitali del Corriere a prezzo non scontatissimo sono quasi 200 meno, quelli di Repubblica quasi 500 meno. Nei giorni scorsi il Corriere ha annunciato 556mila abbonamenti attivi: si deve quindi assumere che 460mila di questi siano abbonati al sito web, tolti i 94mila complessivi all’edizione digitale e i 2-3mila all’edizione cartacea o comprati in pacchetti “multipli”.

Rimane molto esigua la quota di abbonamenti non scontatissimi alle edizioni digitali per alcune testate nazionali (soprattutto quelle con un pubblico più anziano) in un tempo in cui quella è la direzione più promettente per la sostenibilità di molti giornali: 1.740 abbonamenti digitali (pagati almeno il 30%) per Avvenire , 1.415 per il Giornale, 1.334 per la Verità , 1.470 per Libero, 2.369 per la Gazzetta dello Sport (che però ne ha più di 10mila a meno del 30% del prezzo). I tre quotidiani Monrif ( GiornoResto del Carlino Nazione ) ne dichiarano complessivamente 2.049.

Tornando alle vendite individuali complessive – carta e digitale – tra i quotidiani locali le perdite maggiori rispetto a un anno fa sono ancora dell’ Arena (-16%) e del Giornale di Vicenza (-18%), entrambi del gruppo Athesis, e del Tirreno (-18%).

Quanto invece al risultato totale della “diffusione”, ricordiamo che è un dato (fornito dalle testate e verificato a campione da ADS) che aggrega le copie dei giornali che raggiungono i lettori in modi molto diversi, grossomodo divisibili in queste categorie:
– copie pagate, o scontate, o gratuite;
– copie in abbonamento, o in vendita singola;
– copie cartacee, o digitali;
– copie acquistate da singoli lettori, o da “terzi” (aziende, istituzioni, organizzazioni) in quantità maggiori.

Il totale di questi numeri di diversa natura dà una cifra complessiva di valore un po’ grossolano, che è quella usata nei pratici e chiari schemi di sintesi che pubblica il giornale specializzato Prima Comunicazione, e che trovate qui. Un esempio delle differenze con i dati che abbiamo raccontato qui sopra è il risultato positivo di Repubblica , che cresce dell’11,8% rispetto all’anno scorso grazie all’aggiunta di una grande quota di copie promozionali e omaggio da gennaio di quest’anno (erano 1.123 a settembre 2022, ora sono 32.751).

AvvenireManifestoLibero, Dolomiten ItaliaOggi sono tra i quotidiani che ricevono contributi pubblici diretti, che costituiscono naturalmente un vantaggio rispetto alle altre testate concorrenti)

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