domenica 11 Giugno 2023

Harry contro i tabloid, e non solo

Il principe Harry del Regno Unito ha testimoniato nel processo nato dalla denuncia sua e di altre celebrità britanniche contro MGN (Mirror Group Newspapers), la società che pubblica il Daily Mirror, uno dei più diffusi tabloid inglesi, oltre ai settimanali Sunday Mirror The Sunday People. MGN è a sua volta parte del gruppo Reach, che possiede moltissime testate e proprietà nel settore dei media. La causa riguarda l’illegalità dei metodi con cui il giornale avrebbe ottenuto informazioni private sulla vita del principe, figlio minore di re Carlo III. Il Daily Mirror, secondo le accuse del principe, avrebbe intercettato le conversazioni e i messaggi sul suo telefono. Le intercettazioni, rese possibili da una falla nella sicurezza delle segreterie telefoniche, sarebbero iniziate nel 1996, quando Harry aveva dodici anni, e sarebbero continuate fino al 2009. Il gruppo editoriale del Daily Mirror si è difeso sostenendo che le informazioni raccolte deriverebbero invece da fonti legali, fra cui articoli di altre pubblicazioni. Inoltre, le pratiche di acquisizione di informazioni avrebbero riguardato solo i redattori, senza che i dirigenti ne fossero a conoscenza. Questa posizione è fortemente messa in dubbio dal principe Harry e dai suoi avvocati.

Le accuse di questo genere non sono una novità nel giornalismo britannico: già nel 2011 News of the World , un giornale del gruppo News Corp, di proprietà del noto miliardario Rupert Murdoch, dovette chiudere in seguito a una serie di scandali, iniziati nel 2005, intorno al fatto che i suoi giornalisti ascoltassero abusivamente le segreterie telefoniche di personaggi famosi o coinvolti in storie di cronaca. Nel 2021 il New York Times ha rivelato che il Sun, il quotidiano più letto nel Regno Unito, sempre di proprietà di Murdoch, aveva pagato un investigatore privato per ottenere informazioni personali e riservate su Meghan Markle, moglie del principe Harry.

Dopo lo scandalo di News of the World e la Leveson Inquiry, un’inchiesta pubblica condotta sulla cultura, l’etica e le pratiche della stampa inglese, è stato appurato l’uso di intercettazioni illegali da parte di numerose testate scandalistiche. L’inchiesta non ha però previsto il risarcimento delle vittime di queste pratiche, che quindi per ottenerlo devono fare causa individualmente ai vari giornali coinvolti. Il principe Harry, che sta portando avanti una grossa battaglia personale contro la cultura giornalistica britannica, è coinvolto in molte di queste cause.

A fine marzo si era tenuta un’udienza preliminare in un caso contro il tabloid Daily Mail e la sua società editrice Associated Newspapers, sempre per la raccolta di informazioni illegali. Ad accusarli sono ancora il principe Harry e altre sette celebrità britanniche, fra cui il cantante Elton John. Il giudice non ha ancora deciso se il caso potrà andare a processo o meno.

In questi mesi Harry, assieme all’attore Hugh Grant, ha fatto accuse analoghe anche contro News Group Newspapers, la società che pubblica il Sun e, ai tempi dei fatti contestati, anche News of the World. Nei giorni scorsi i giornali britannici – sia quelli coinvolti nel processo che gli altri – hanno dato molta attenzione alle testimonianze del principe Harry e alle sue denunce contro tutto il sistema dell’informazione del suo paese, che Harry ha criticato più in generale per le troppe relazioni con la politica e con il governo.

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