domenica 7 Aprile 2024

E poi non ne rimase nessuno

Se non fosse che ormai le occasioni in cui lo schema si possa ripetere ancora sono diventate pochissime, lo schema sarebbe diventato del tutto prevedibile: prima circola una voce sulla vendita di una testata da parte del gruppo GEDI, poi la redazione di quella testata si preoccupa e protesta chiedendo smentite, poi le smentite non arrivano, e alla fine la vendita viene rivelata e diventa cosa fatta in un battibaleno.
Adesso è successo al Secolo XIX, storico quotidiano di Genova, che era stato acquisito dieci anni fa dalla Stampa della famiglia Agnelli-Elkann, ed era stato poi coinvolto nella fusione col gruppo Espresso che aveva creato la nuova azienda GEDI. Nel giro di meno di un mese dalle prime notizie GEDI ha annunciato un accordo preliminare per la vendita del giornale alla società di navigazione MSC. Il Comitato di redazione della Stampa ha scritto di “perdita totale di credibilità dell’editore”. Il “coordinamento superstite” del gruppo GEDI ha diffuso un comunicato scorato e severo sull’operazione, e sul percorso dell’azienda fin qui.

“Nessuno di noi ha mai compreso il senso imprenditoriale dell’acquisto di Gedi, gruppo editoriale che ha avuto un ruolo nella storia di questo Paese, fatto a pezzi uno ad uno, smantellato senza alcuna strategia, con testate con anche oltre 100 anni di storia rimpiazzate da siti tutti centrati sul marketing e sulla vendita di prodotti. In passato abbiamo posto questa domanda, in maniera diretta, all’amministratore delegato Maurizio Scanavino («perché comprare Gedi per poi smantellarla?»), senza ricevere una risposta”.

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