domenica 14 Giugno 2026
La pubblicazione su Repubblica di un severo commento anonimo contro un collaboratore di Repubblica – ne avevamo scritto una settimana fa – non ha avuto ulteriori sviluppi o chiarimenti, a parte una telefonata al direttore di Repubblica da parte di Guia Soncini, che ha una rubrica quotidiana su Linkiesta. Con risultati piuttosto evasivi.
“Lui a quel punto alza la voce e mi sgrida: se intendo scrivere devo dirlo prima, invece di carpirgli dichiarazioni senza annunciare le mie intenzioni. Pensava che una tizia che non conosce lo chiamasse di domenica pomeriggio per domandargli del corsivo contro Paolo Di Paolo per quale altra ragione? Credeva avessi trovato il suo numero su Tinder? Che fossi in cerca di nuovi amici? Che intendessi propormi per scrivere dei tabacchifici di Foggia?
Dice Orfeo – nella parte di telefonata successiva al disvelamento delle mie losche intenzioni – che non c’è niente di strano in quel corsivo. Io chiedo se Di Paolo sia stato avvisato, lui mi chiede col tono che si usa per rivolgersi a interlocutori particolarmente stolidi «siamo soliti avvisare coloro di cui scriviamo?». Io obietto che non accade spessissimo si faccia un corsivo per dire che un proprio collaboratore è imbecille, e lui risponde che loro mica l’hanno criticato «nelle sue mansioni di collaboratore di Repubblica, non abbiamo criticato qualcosa che aveva scritto per noi». La separazione delle carriere è finalmente compiuta, almeno per Di Paolo.
Dice anche, Orfeo, che lui certo non guarda i social (gli avevo detto che erano pieni di opinioni in merito) e che non gli risulta che questa storia interessi a nessuno (sono a quel punto passate ventiquattr’ore dall’amarezza del comitato di redazione). E dice che l’unica ragione per cui il corsivo non è firmato è che i quadratini di dieci righe non si firmano (qualcuno avvisi Berizzi)”.
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