domenica 26 Luglio 2026

“Da ciascuno secondo le sue capacità”

Si stanno manifestando sempre più casi, negli Stati Uniti, di uso da parte delle aziende giornalistiche del “surveillance pricing” per assegnare prezzi diversi di abbonamento ai propri lettori e lettrici: pratica di cui avevamo parlato il mese scorso per via della class action proposta da un gruppo di abbonati al Washington Post che contestano la mancata trasparenza di queste pratiche. Così come in altri settori in cui i prezzi vengono adattati da algoritmi (“dynamic pricing”) in conseguenza di una serie di fattori e variabili, anche diverse aziende giornalistiche stanno usando i dati personali e di comportamenti online degli utenti per definire differenti prezzi degli abbonamenti: pratica teoricamente lecita ma su cui alcuni stati americani e l’Unione Europea chiedono alle aziende grande chiarezza verso gli utenti stessi.

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