domenica 26 Aprile 2026

Charlie, teppisti e ambasciatori

Senza nulla togliere alla spregevolezza di Vladimir Solovyev, è una strana idea di indipendenza dell’informazione quella che il governo italiano ha contrapposto alla dipendenza dal regime dell’informazione russa. Il ministro degli Esteri Tajani ha infatti convocato l’ambasciatore russo in Italia per dirgli che è “inaccettabile” quello che Solovyev ha detto alla tv russa su Giorgia Meloni. La domanda è: cosa dovrebbero fare secondo Tajani l’ambasciatore russo e il governo russo da cui l’ambasciatore dipende? Intervenire su Solovyev, un giornalista televisivo? Dirgli cosa deve dire e cosa non deve dire, che toni deve avere, con chi prendersela? È un approccio corretto da promuovere se si auspica contemporaneamente la riduzione della censura e della repressione nei confronti del dissenso da parte del regime putiniano? Poi la volta che l’ambasciatore italiano a Mosca venisse convocato dal regime russo per chiedergli conto di come Putin può essere stato definito in un programma Rai, l’ambasciatore cosa fa, si scusa e assicura interventi?

Fine di questo prologo.

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