domenica 12 Aprile 2026
Quasi tre anni fa, citando il numero della rivista del Post dedicato ai giornali e al giornalismo, scrivemmo su Charlie di un antico luogo comune.
“Un vecchio modo di dire del giornalismo predica che una notizia sia «uomo morde cane» e non lo sia invece «cane morde uomo». Ma non è vero: le notizie possono essere tali per la loro eccezionalità imprevista, ma lo sono altrettanto in molti casi in cui confermano un fenomeno, una storia, una questione eterna che si può approfondire e spiegare”.
È stato l’effetto “uomo morde cane”, spiega un articolo del New York Times, a indurre un anno fa molti giornali – soprattutto britannici, ma non solo – a credere a una notizia poco verosimile, proprio perché sembrava smentire i fatti più noti: quella di una crescita della fede cristiana e della frequentazione delle funzioni religiose nel Regno Unito, soprattutto tra i giovani. Ma la ricerca su cui si basava la notizia si è rivelata sballata: il sito YouGov che l’aveva compiuta ha dovuto chiedere scusa, la società di ricerche bibliche che l’aveva commissionata si è detta stizzita e delusa, decine e decine di siti di news hanno dovuto correggersi, mentre molti altri non lo faranno e quei dati errati continueranno a circolare.
In Italia la notizia infondata era stata pubblicata dai quotidiani Avvenire e Foglio, e con maggiore scetticismo da Repubblica.
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