domenica 11 Gennaio 2026

All the things about the news that’s fit to print

Il New York Times è un giornale unico nel mondo, per qualità, ricchezza di offerta (“All the news that’s fit to print” è il suo storico slogan) e risorse economiche e giornalistiche che gli permettono di mantenere quegli standard: ed è stato capace negli ultimi quindici anni di adeguare a questi suoi primati anche la sua capacità di adattarsi all’innovazione e ai nuovi più promettenti modelli di business, togliendosi da un precedente periodo difficile. Abbiamo già ripetuto altre volte su Charlie come la sua condizione sia quindi assai poco “esemplare”: è in un altro campionato.
Questo non significa che le sue scelte e le questioni che affronta non possano essere di suggerimento o interesse per il resto dell’editoria giornalistica mondiale, con la consapevolezza che quel che funziona sul New York Times non necessariamente funzionerà altrove (i giochi, un elemento oggi essenziale della sostenibilità e del seguito del New York Times, non hanno finora dato risultati paragonabili presso nessuno degli imitatori). Ed è quindi interessante notare il sempre maggior investimento sulla trasparenza del proprio lavoro e sulla condivisione con i lettori che il giornale sta facendo, spiegando moltissimo del “dietro le quinte”. Lo fa molto sui social network, mandando sempre di più in video i suoi giornalisti che si occupano delle cose più diverse, ma anche sul sito (soprattutto nella sezione “Times Insider“) e a volte sull’edizione cartacea, a proposito di questioni anche molto importanti. Negli ultimi giorni ha pubblicato un articolo solo per raccontare com’è andata che un suo giornalista abbia parlato al telefono con Donald Trump subito dopo l’attacco statunitense in Venezuela; un articolo che racconta come un lungo reportage su una storia novecentesca sia stato sovvertito dall’arrivo di nuove informazioni; un articolo sulle valutazioni fatte dalla redazione a proposito delle foto circolate online della cattura del dittatore venezuelano Maduro; un articolo per annunciare una successiva lunga intervista con Trump, facendone una notizia; un articolo per spiegare la composizione della prima pagina del giornale.

Charlie è la newsletter del Post sui giornali e sull'informazione, puoi riceverla gratuitamente ogni domenica mattina iscrivendoti qui.