domenica 15 Marzo 2026
Il decreto di cui sopra, che lunedì scorso ha accolto le richieste presentate alla fine del 2025 per un “contributo straordinario” di 10 centesimi a copia cartacea venduta nel 2023, elenca tutti i soggetti editori coinvolti a cui saranno destinati complessivi 61 milioni di euro di finanziamento pubblico (che per alcuni si aggiunge a quello consueto ricevuto annualmente).
I maggiori beneficiari sono RCS (editrice di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, tra i quotidiani) con quasi 12 milioni di euro, GEDI (Repubblica e Stampa) con quasi 7 milioni di euro, Cairo Editore con 5 milioni e mezzo (appartente allo stesso gruppo di RCS), Editoriale Nazionale ( Nazione, Giorno, Resto del Carlino) con quasi 4milioni, Mondadori con 3 milioni e 300mila, NEM con 2 milioni.
Trattandosi di un contributo basato soltanto sulle diffusioni comunicate, le quote maggiori sono state quindi offerte alle società già più forti e ricche, a prescindere dalle reali necessità e prospettive (e a prescindere dal valore informativo del prodotto, naturalmente): sono insomma sostegni legittimati solo dalla protezione dell’occupazione, come in qualunque altro comparto, ma indipendenti dall’eventuale utilità pubblica del servizio.
Un interesse di questi dati è dato dal fatto che forniscono implicitamente la diffusione dichiarata (cartacea, del 2023) di alcune testate che non la certificano abitualmente nei dati ADS. La società editrice del quotidiano Domani riceverà per esempio circa 130mila euro: se ne deduce una diffusione quotidiana di circa 3500 copie. La quota ricevuta dell’editore del Riformista e dell’Unità suggerisce invece una diffusione cartacea quotidiana complessiva di 1400 copie. Il settimanale The Post Internazionale ha ottenuto circa 4.200 euro, implicando una diffusione dichiarata di 800 copie circa.
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