Punto per punto

Ecco cosa direi, se fossi segretario del Pd (ma non lo sono e secondo me alcune cose qui sotto le pensa anche Bersani):

Il Pd non va al governo, il Pd salva il Paese.

Il governo è un governo di emergenza, un governo del Presidente e tutto tecnico, insomma, che il Pd sostiene in Parlamento, senza pretendere per sé posizioni. Il problema è salvare l’Italia, non nominare un sottosegretario.

Il governo si impegna su una missione precisa e dichiarata fin dall’insediamento, sui punti già discussi ma non affrontati dal governo precedente.

Il governo è a tempo, e si vota nella primavera del 2012, con l’impegno per chi si candida a non stravolgere gli impegni assunti dall’esecutivo d’emergenza.

Tempi più lunghi, e formule diverse, non appaiono né sostenibili, né augurabili. Saprebbero di inciucio, non avrebbero né la legittimità, né l’autorevolezza per reggere la situazione.

Che nessuno scambi la situazione di estrema gravità per perpetuarsi nella funzione di parlamentare, perché alcune reazioni sono deprimenti.

E ci si prepari al fatto ineludibile che, dopo questo passaggio, sia una nuova generazione a governare il Paese.

Con idee adatte al Paese che sarà e soprattutto a quello che vorremmo.

Mostra commenti ( )