Il Post
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Scienziati o sfigati

29 aprile 2010

Nelle pagine scientifiche del New York Times di lunedì scorso c’era un articolo su “The Big Bang Theory”, la sitcom che da tre anni va in onda sulla CBS e che ha raggiunto un successo di pubblico probabilmente sorprendente anche per i suoi stessi creatori. Da noi, i fissati di serie americane la considerano ormai tra le quattro o cinque serie di culto da seguire assolutamente, e la inseguono come possono tra internet e i canali satellitari, storcendo la bocca sulla traduzione spesso approssimativa. Per gli altri, basta dire che “The Big Bang Theory” ha come protagonisti un paio di giovani fisici, e altri cervelloni di contorno, geniali quando si tratta di discutere di meccanica quantistica, perfettamente a loro agio nello snocciolare i più minuscoli eventi del mondo di Star Trek o dei fumetti Marvel, ma totalmente inadeguati in semplici questioni di vita sociale – soprattutto nel rapporto con le ragazze – il che fa andare il motore comico della serie. (Prima di saltare a conclusioni sbagliate, tenete presente che “The Big Bang Theory” sta a “La pupa e il secchione” come un film di Woody Allen sta a un cinepanettone.)

Ma, dice il New York Times, nel mondo scientifico il successo di The Big Bang Theory non fa contenti tutti. Nessuno contesta l’accuratezza fattuale della serie (d’altra parte, un astrofisico della UCLA fa da consulente, inserendo in ogni puntata dialoghi appropriati, e scrivendo equazioni sempre diverse sulla lavagna dell’appartamento dei protagonisti). Ma alcuni scienziati sono infastiditi dal fatto che i protagonisti della serie vengano dipinti come degli sfigati, e temono che la cosa possa allontanare i giovani dalle facoltà scientifiche. D’altra parte, parecchi altri farebbero carte false per apparire in una puntata (qualcuno c’è anche riuscito, come il premio Nobel per la fisica George Smoot).

Comunque la si pensi, resta il fatto notevole che si sia potuta costruire una serie televisiva di grande successo mettendo insieme scienza dura, riferimenti alla cultura pop e comicità intelligente, e che se ne discuta sulle pagine del New York Times. Soprattutto visto da qui, sembra un altro mondo. Distante anni-luce, direi.

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  • http://www.blogzero.it Samuele

    Ehy, andiamoci piano contro Ingegneria, senza di noi i fisici sarebbero ancora lì a disegnare la luna!
    :-)

    Scherzi a parte, Big Bang Theory è un telefilm straordinario, da vedere in lingua inglese al massimo coi sottotitoli (http://italiansubs.net)

  • Andrea

    sottotitoli inglesi mi raccomando, per quanto i sub ita siano piu’ accurati dealla traduzione ufficiale (-.-’) si perde molto.

  • Pingback: Tweets that mention Bell'articolo di Amedeo Balbi sul Post riguardo a The Big Bang Theory -- Topsy.com

  • http://fraenrico.carcosa.it Enrico Francese

    “la cosa possa allontanare i giovani dalle facoltà scientifiche”???
    Non credo che ci fosse bisogno di una sit-com per “creare” lo stereotipo dello scienziato-nerd. Da vent’anni i miei compagni che si iscrivevano a ingegneria dicevano “non vedrò nemmeno una donna”, e chi andava a fisica o informatica si stupiva della presenza di compagne dell’altro sesso.
    Naturalmente poi gli stereotipi sono smentiti dalla realtà, ma in quanto stereotipi persistono.
    Il punto centrale secondo me è un altro: il mondo sta cambiando, e i nerd smanettoni che da adolescenti erano degli sfigati ora siedono nelle “stanze dei bottoni”: sceneggiatori, produttori, divulgatori, ecc. Per questo uno show come BBT 10-15 anni fa non era possibile, ora invece sì, perché “chi decide” parla delle cose che piacciono a lui ;-)

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