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  • mercoledì 14 febbraio 2018

Cosa dicono i nuovi dati sugli sbarchi di migranti

Il governo italiano se l'è presa per come sono stati interpretati, e ha risposto all'agenzia Frontex giocando un po' con i numeri

(ANGELOS TZORTZINIS/AFP/Getty Images)

Ieri l’agenzia europea di controllo dei confini, Frontex, ha pubblicato dei nuovi dati sugli sbarchi di migranti in Europa nelle prime settimane del 2018. In una panoramica delle varie rotte, il documento di Frontex rilevava che a gennaio sono sbarcati in Italia il doppio dei migranti arrivati a dicembre. Il ministero degli Interni italiano non deve avere apprezzato il tono del comunicato di Frontex, e ha fatto circolare dei dati che ricordano il più generale calo degli sbarchi di questi mesi. A quel punto Frontex ha pubblicato un nuovo comunicato che suona come la correzione del precedente, in cui si specifica che «il numero dei migranti irregolari che arrivano in Italia rimane in tendenza verso il basso dall’estate del 2017». Ma cosa ci dicono questi numeri?

Non moltissimo, almeno per ora. Per prima cosa, possiamo dire che Frontex ha ragione: a gennaio del 2018 gli arrivi sono stati circa 4.800, più del doppio rispetto a dicembre 2017. È un dato strano, perché negli ultimi due anni gli sbarchi da dicembre a gennaio si erano dimezzati e invece fra 2017 e 2018 sono raddoppiati. Non sappiamo esattamente quali siano le ragioni di questo nuovo aumento e se possa essere duraturo, visto che sappiamo pochissimo di quello che succede in Libia e in particolare a Zuwara, la città da dove parte la maggior parte delle imbarcazioni dei migranti. A volte l’aumento o la diminuzione dei flussi migratori dipendono semplicemente dal meteo e dalle condizioni del mare.

A dicembre del 2016 nei porti italiani sbarcarono circa 8000 migranti, a fronte dei 4.400 del mese successivo (dati e grafico dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni)

Anche il ministero degli Interni ha ragione ma solo in parte, e nei dati che ha diffuso dopo il primo comunicato di Frontex ha giocato un po’ con i numeri. È vero che negli ultimi mesi gli sbarchi sono diminuiti moltissimo – sostanzialmente grazie all’accordo del governo italiano con le milizie che controllano le città libiche da cui partono i barconi e al supporto dato dall’Europa e dall’Italia alla guardia costiera libica – ma anche che i numeri di gennaio 2018 non sono così diversi da quelli di gennaio 2017.

Il governo ha “risposto” a Frontex che dall’1 gennaio al 13 febbraio 2017 arrivarono in Italia 9.448 migranti, circa il doppio di quelli arrivati nello stesso periodo di tempo del 2018. Ciò non toglie che i dati di gennaio di entrambi gli anni siano molto simili: nel 2017 arrivarono 4.467 persone, nel 2018 sono state 4.189. I dati presentati dal ministero sono gonfiati dal fatto che nei primi dieci giorni di febbraio 2017 ci fu un discreto picco di sbarchi, durante il quale arrivarono quasi 5.000 persone. Questo picco non si è ripetuto nei primi mesi di febbraio 2018.

In altre parole il ministero ha incluso un periodo di picco degli arrivi in un campione tutto sommato ridotto, di sole sei settimane: è ancora troppo presto per capire se gli arrivi sono tornati ad aumentare – come ipotizzava Frontex nel primo comunicato – o se invece stanno continuando a diminuire, come sostiene il ministero degli Interni.

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