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  • martedì 2 gennaio 2018

Le due Coree inizieranno a parlarsi?

Kim Jong-un ha aperto alla possibilità di nuovi colloqui con i sudcoreani, i primi dopo due anni, ma potrebbe essere una mossa per far litigare Corea del Sud e Stati Uniti

Tre soldati nordcoreani di fronte a un soldato sudcoreano a Panmunjom (Korea Pool/Getty Images)

La Corea del Sud ha proposto lunedì alla Corea del Nord di iniziare nuovi colloqui di pace, che si dovrebbero tenere nella zona demilitarizzata che divide i due paesi. La proposta sudcoreana è stata fatta il giorno dopo il discorso di Capodanno del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, che oltre ad avere usato la solita retorica aggressiva e anti-americana ha inaspettatamente parlato di dialogo: ha citato una diminuzione della tensione nucleare tra le due Coree e ha suggerito la partecipazione degli atleti nordcoreani alle Olimpiadi invernali che cominceranno tra poco più di un mese a PyeongChang, in Corea del Sud. La Corea del Nord non ha ancora risposto alla richiesta sudcoreana: non è chiaro se lo farà, ma se dovesse accettare sarebbero i primi colloqui ufficiali tra i due paesi da due anni a questa parte.

In generale l’apertura nordcoreana è stata vista come uno sviluppo positivo, anche perché nell’ultimo anno la situazione tra le due Coree era diventata molto tesa e più volte si era parlato del rischio di una guerra. Alcuni analisti si sono però detti molto scettici di fronte all’improvvisa disponibilità di Kim Jong-un: pensano che Kim voglia sfruttare le differenze di vedute tra Corea del Sud (più incline al dialogo) e Stati Uniti (più inclini alla linea dura) per indebolire l’alleanza e trarne vantaggio.

L’apertura al dialogo della Corea del Sud è stata promossa dal presidente sudcoreano Moon Jae-in, eletto per il Partito Minju (centrosinistra) alle ultime presidenziali, quelle che si sono tenute nel 2017 dopo l’impeachment di Park Geun-hye a causa di un grosso scandalo. Secondo la proposta della Corea del Sud, i colloqui dovrebbero coinvolgere rappresentanti di alto livello dei due governi e potrebbero essere organizzati a Panmunjom, un posto al confine tra le due Coree dove fu firmato l’armistizio del 1953 che mise fine alla Guerra di Corea. Il primo passo potrebbe essere la riapertura di una linea telefonica protetta tra i due governi, che la Corea del Nord smise di usare all’inizio del 2016 dopo che l’allora presidente Park decise di chiudere un complesso industriale gestito in maniera congiunta tra i due paesi nella città nordcoreana di Kaesong. Mercoledì la Corea del Nord ha effettivamente usato la linea telefonica protetta con la Corea del Sud, hanno confermato i sudcoreani.

Un altro passo importante per far partire nuovi colloqui potrebbe essere la partecipazione della delegazione nordcoreana alle Olimpiadi della Corea del Sud: sarebbe una decisione senza particolare rilevanza sportiva – gli atleti nordcoreani qualificati sono solo due, una coppia di pattinatori artistici – ma di grande importanza politica. Già in passato le Olimpiadi erano state la prova per valutare lo stato di salute dei rapporti tra le due Coree. Per esempio nel 2000, quando le due Coree tennero una prima storica riunione, le delegazioni di sportivi dei due paesi sfilarono insieme durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Sydney. Successe di nuovo nel 2004, alle Olimpiadi di Atene, ma la situazione cominciò a cambiare dopo che in Corea del Sud presero il potere i Conservatori, che hanno da sempre un atteggiamento più rigido dei confronti dei nordcoreani.

Il timore di molti è che la Corea del Nord stia approfittando delle incomprensioni tra sudcoreani e statunitensi, alleati da una settantina d’anni. Il presidente americano Donald Trump non condivide l’atteggiamento conciliatorio di Moon e vorrebbe che fosse più intransigente: Moon, ha scritto il New York Times, ha fatto anche molto arrabbiare l’amministrazione Trump quando ha detto che non avrebbe appoggiato alcuna iniziativa militare preventiva statunitense contro la Corea del Nord. Durante il suo anno di presidenza, Trump ha appoggiato l’approvazione di sanzioni molto dure contro il regime nordcoreano e ha cercato di convincere la Cina – unico grande alleato della Corea del Nord – a cambiare la sua politica, senza però ottenere finora risultati rilevanti. L’impressione è che Kim Jong-un potrebbe voler fare la stessa cosa con la Corea del Sud: spingere il governo sudcoreano ad allontanarsi dai suoi storici alleati, gli americani.

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