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  • martedì 26 dicembre 2017

In Premier League è il Boxing Day

È quel giorno dell'anno in cui in Inghilterra si giocano le partite di calcio mentre tutti noi ci riposiamo, e le guardiamo

Un tifoso del Leicester vestito da babbo natale (Michael Regan/Getty Images)

Nel campionato di calcio inglese si festeggia oggi, il giorno di Santo Stefano, il Boxing Day. E come accade da più di un secolo, il Boxing Day si festeggia giocando. Dalla massima divisione del calcio inglese, la Premier League, fino alla quinta serie, quasi tutte le squadre del paese giocheranno nelle rispettive leghe, dall’ora di pranzo a sera. È una tradizione che negli anni è diventata uno degli eventi più caratteristici del calcio inglese, il più seguito e famoso al mondo, e ormai anche una parte integrante delle festività natalizie per molti sportivi, alla pari con l’NBA la notte di natale.

Nel Boxing Day di quest’anno si giocheranno otto delle dieci partite della 20ª giornata di Premier League. Dalle 13.30, orario in cui inizierà Tottenham-Southampton, alle 18.30, quando inizierà Liverpool-Swansea, che chiuderà la giornata (perché è pur sempre un giorno di festa e non è il caso di fare tardi). Nel mezzo: Bournemouth-West Ham, Chelsea-Brighton, Huddersfield-Stoke City, Manchester United- Burnley, Watford- Leicester e West Bromwich-Everton.

Il Boxing Day è una ricorrenza che in Europa risale al Medioevo, anche se qualcuno dice che le vere origini sarebbero da ricercare nell’epoca tardo romana. L’etimologia in realtà non è chiarissima, ma l’idea di fondo della festività, ufficialmente istituita nel 1871, è quella di donare qualcosa ai bisognosi o ai propri dipendenti. Tradizionalmente, le cassette dell’offertorio nelle chiese inglesi venivano aperte il 26 dicembre, e nel Boxing Day i latifondisti donavano una scatola ai lavoratori per ringraziarli per l’anno passato (anche se la ragione principale era probabilmente quella di tenerseli buoni). Nella scatola c’erano regali e avanzi di cibo e ai lavoratori veniva inoltre concesso il giorno libero per stare con la propria famiglia.

Tuttavia i lavoratori, come fecero molti uomini dall’Ottocento in poi, iniziarono a dedicare il Boxing Day soprattutto al gioco del calcio. A livello amatoriale, prima che nel 1888 arrivasse la First Division (l’antenata della Premier League), si organizzavano partite di ogni genere, sia il giorno di Natale che il 26 dicembre, tra paesi, lavoratori e parenti: tutte comunque a livello locale, perché il 26 era tradizione spostarsi poco. La prima partita ufficiosa del Boxing Day risale al 1860 quando si affrontarono le due squadre più antiche del mondo, lo Sheffield FC e l’Hallam FC. Lo Sheffield vinse 2-0, nonostante giocasse con qualche calciatore in meno, poiché il numero di uomini in campo non era ancora stato regolamentato.

Con il passare degli anni e l’arrivo del professionismo, calciatori, arbitri, allenatori e dirigenti cominciarono a opporsi a questa tradizione: non volevano giocare due giorni consecutivi e il 25 dicembre preferivano passarlo in famiglia. C’erano anche problemi di ordine pubblico, soprattutto per quanto riguardava i trasporti (poche settimane fa il West Ham ha chiesto di poter giocare in trasferta nel Boxing Day per l’affollamento delle fermate della metropolitana in prossimità dello Stadio Olimpico). Così nel 1958 si decise di abolire la giornata di campionato nel giorno di Natale, almeno nella massima serie, lasciando però invariata quella del Boxing Day.

Le partite di Premier League che si giocano nel Boxing Day riservano spesso delle sorprese, anche se ormai non più come accadeva parecchi anni fa, quando i giocatori non seguivano esattamente uno stile di vita da professionisti e spesso si presentavano in campo con pranzi, cene e bevute ancora da smaltire. Quest’anno, a moderare l’entusiasmo, c’è di mezzo il fatto che il Manchester City allenato da Pep Guardiola non ha rivali: è primo in classifica, ha 13 punti di vantaggio sul Manchester United e addirittura 16 sul Chelsea, terzo. Insieme al Barcellona è l’unica squadra imbattuta d’Europa e ha decisamente una marcia in più rispetto a tutte le altre: da qui a maggio sembra che nulla possa allontanarla dalla prima posizione, e quindi dal suo quinto titolo nel campionato inglese.

La classifica della Premier League dopo diciannove giornate (Premier League)

Dietro il Manchester City, che giocherà domani contro il Newcastle, è però ancora tutto aperto. Ci sono cinque squadre — United, Chelsea, Liverpool, Tottenham, Arsenal — che si giocano tre posti che valgono la qualificazione alla Champions League. Le squadre a rischio retrocessione, invece, sono ben otto: dall’ultima posizione, attualmente occupata dallo Swansea con 13 punti, alla tredicesima del Southampton, che ha solamente 6 punti in più.

Solo gli abbonati a Sky potranno seguire le partite di Premier League in programma oggi, su Sky Sport 1 e Sky Sport 3 e anche in streaming da pc, tablet e smartphone con Sky Go.

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