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  • martedì 28 novembre 2017

La vice prima ministra dell’Irlanda si è dimessa

Per una storia che risale al 2015, e probabilmente evitando così che si vada a elezioni anticipate

Frances Fitzgerald, Dublino, 8 maggio del 2014 (ARTUR WIDAK/AFP/Getty Images)

La vice prima ministra della Repubblica d’Irlanda, Frances Fitzgerald, si è dimessa: era stata accusata dall’opposizione e dal partito che sostiene dall’esterno il governo di minoranza di non aver fatto niente per bloccare una campagna governativa di diffamazione contro un whistleblower quando era ministro della Giustizia, nel 2015. Oggi al Parlamento era previsto il voto su una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Con le sue dimissioni è possibile che la crisi rientri e che non si vada a nuove elezioni.

La crisi di governo in Irlanda era iniziata qualche giorno fa dopo che Fianna Fáil, il partito che attualmente sostiene dall’esterno il governo di minoranza di Fine Gael del primo ministro Leo Varadkar, aveva chiesto le dimissioni di Fitzgerald minacciando di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Fitzgerald aveva detto di non avere intenzione di dimettersi e la mozione di sfiducia era stata presentata dal partito di sinistra all’opposizione Sinn Fein. Dopo quattro giorni di negoziati andati a vuoto tra i partiti di tutti gli schieramenti, Leo Varadkar (che aveva difeso Fitzgerald fin dall’inizio) aveva anche minacciato di convocare nuove elezioni nel giro di poche settimane, forse addirittura alla vigilia del Natale, sperando che la prospettiva di nuove votazioni non fosse nell’interesse di nessun partito e che la mozione di sfiducia venisse ritirata.

La crisi degli ultimi giorni ha a che fare con lo scandalo che prosegue ormai da anni e che portò alle dimissioni del precedente primo ministro Enda Kenny, poi sostituito da Leo Varadkar. Nel 2015 Frances Fitzgerald, allora ministra della Giustizia, ricevette una email in cui veniva informata di un complotto basato su accuse di pedofilia e di abusi sessuale su minori montato per screditare Maurice McCabe, agente che dal 2006 denunciava la corruzione interna al Garda, il corpo di polizia della Repubblica d’Irlanda. Nel corso degli anni McCabe ha documentato e dimostrato coperture, depistaggi e insabbiamenti che coinvolgevano persone famose, uomini d’affari e anche politici. Nonostante la violenta campagna avviata contro di lui, l’agente aveva fatto causa al governo, Enda Kenny era stato costretto alle scuse pubbliche, alla creazione di una commissione d’inchiesta (commissione O’Higgins) e poi alle dimissioni. Fitzgerald sarebbe stata a conoscenza della campagna di diffamazione contro McCabe ma non avrebbe fatto niente per fermarla.

La sua situazione si è aggravata negli ultimi giorni quando il dipartimento di Giustizia ha pubblicato dei nuovi documenti che dimostrano come l’allora ministra fosse stata più volte informata della strategia legale che un ex commissario di polizia coinvolto nel caso di corruzione intendeva attuare per screditare McCabe. La scorsa settimana Fitzgerald aveva invece negato di essere a conoscenza di queste informazioni. Dopo le nuove conferme, diversi membri e parlamentari di Fine Gael che fino a qualche ora prima avevano difeso Fitzgerald hanno modificato la loro posizione facendo pressione affinché si dimettesse e evitasse dunque una crisi di governo e nuove elezioni.

Questa crisi avviene in una fase molto delicata, e potrebbe avere conseguenze molto più ampie. Sono infatti in corso i negoziati su Brexit: per passare alla seconda fase delle trattative per l’uscita del Regno Unito dall’Unione (che hanno a che fare con le questioni commerciali e che dovrebbero iniziare a metà dicembre) è necessario chiarire tre grandi questioni che hanno occupato la prima fase della discussione: i soldi che il Regno Unito dovrà dare all’Unione Europea per gli impegni economici che aveva già preso prima del referendum su Brexit, la situazione dei cittadini di altri paesi dell’Unione Europea residenti nel Regno Unito e il confine tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Il governo irlandese ha già indicato che se non verrà risolta la questione del confine con l’Irlanda del Nord e che se non verrà sostenuta la sua richiesta di mantenere anche in futuro una frontiera aperta metterà il veto sul passaggio alla seconda fase. Brexit sarà probabilmente l’argomento principale del prossimo vertice del Consiglio europeo, previsto dal 14 al 15 dicembre.

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