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  • mercoledì 8 novembre 2017

Le migliori cose di musica su Netflix

Ci sono un sacco di documentari che vale la pena vedere, ma anche film e serie quasi obbligatori per gli appassionati

Una delle cose sulle quali il catalogo italiano di Netflix è più fornito sono i documentari: ce ne sono molti e molto belli, su cose diversissime, da storie crime assurde e violente alla politica al deep web. Ce ne sono anche diversi molto belli di musica, sulla storia di generi musicali o di artisti, di tour per gli Stati Uniti o di concerti spettacolari. I documentari sono la fetta più grande delle cose sulla musica che si possono vedere su Netflix: ma c’è anche qualche film e almeno una serie. Abbiamo raccolto dodici consigli di cose da vedere usando preferibilmente un buon impianto audio, o almeno delle buone cuffie.

Justin Timberlake and the Tennessee Kids

Lo ha girato il regista Jonathan Demme, autore tra le altre cose di Philadelphia Il silenzio degli innocenti, morto lo scorso aprile. Sono le riprese di alcuni concerti di Justin Timberlake a Las Vegas, durante il suo 20/20 Experience Tour. È uscito l’anno scorso e se ne è parlato come di uno dei migliori documentari su un concerto pop degli ultimi tempi, per alcuni motivi: perché Timberlake è molto, molto bravo dal vivo, e lo è stato particolarmente in quei concerti; perché le riprese dietro le quinte mostrano un po’ come funziona un tour di quelle dimensioni; perché Demme era un gran regista e si vede.

Straight Outta Compton

È uno dei più bei film mai girati sull’hip hop, uscito nel 2015 e diretto da F. Gary Gray. Racconta la storia degli N.W.A., il gruppo che inventò il gangsta rap, cioè quel genere di hip hop che nacque nei quartieri afroamericani e malfamati del sud di Los Angeles. Dr. Dre è interpretato da Corey Hawkins, Eazy E da Jason Mitchell, e Ice Cube dal figlio di Ice Cube, O’Shea Jackson. C’è anche Paul Giamatti che interpreta Jerry Heller, storico produttore del gruppo. È un gran racconto del contesto culturale in cui nacque il rap della West Coast, delle tensioni che sfociarono nelle rivolte di Los Angeles del 1992, e di uno dei gruppi più importanti della storia del genere. È lungo, ma c’è un grande equilibrio tra le parti che raccontano la musica, quelle che raccontano la storia e quelle più “d’azione”, quindi è molto coinvolgente.

Daft Punk Unchained

È un documentario prodotto da BBC e Canal + sui Daft Punk, il più famoso e influente duo di musica elettronica di sempre, conosciuti tra le altre cose per mostrarsi in pubblico sempre mascherati da robot. Il documentario racconta la storia dei Daft Punk dai primissimi concerti a Parigi al successo di Random Access Memory, il loro ultimo disco, analizzando abbastanza approfonditamente l’evoluzione del loro stile e il percorso artistico del duo. Ci sono riprese d’archivio e interviste a cantanti e musicisti famosissimi che hanno collaborato con loro, da Kanye West a Nile Rodgers.

It Might Get Loud

Questo deve vederlo per forza chi suona la chitarra elettrica, ma è facile che possa piacere molto a chi in generale è appassionato di rock. È uscito nel 2008 ed è incentrato sulla chitarra elettrica, raccontata da tre grandi chitarristi: Jimmy Page dei Led Zeppelin, The Edge degli U2 e Jack White dei White Stripes (tra le altre cose). Ci sono delle parti in cui i tre raccontano il loro rapporto con lo strumento, accompagnate da riprese d’archivio, e altre in cui discutono e suonano insieme.

The Rocky Horror Picture Show

Uscì nel 1975, diretto da Jim Sharman e tratto dallo spettacolo teatrale di due anni prima che aveva lo stesso titolo (senza Picture). Fece molto parlare per come parlò di temi sessuali e trasgressione da quella che allora era considerata essere la norma. Parla di una coppia che finisce in un posto abitato da gente “fuori dalla norma”, e al suo successo contribuì anche la formidabile colonna sonora glam rock sulla quale si basa il musical, che ebbe un buono e autonomo successo nelle classifiche internazionali, e grazie al prolungarsi del culto intorno al film è venduta ancora oggi.

What Happened, Miss Simone? 

A detta di molti critici è uno dei più bei documentari sulla musica degli ultimi anni, sulla famosissima cantante jazz e soul Nina Simone, che oltre ad avere avuto una delle più belle voci del Novecento fu un’attivista per i diritti civili degli afroamericani, e un gran personaggio.

Hip Hop Evolution

È un documentario in quattro parti da un’ora, tra i più completi mai realizzati sulle origini dell’hip hop. A differenza di altre cose un po’ datate che si trovano online, è stato girato nel 2016, quindi le riprese e lo stile sono moderni. È andato in onda originariamente su HBO Canada, e la voce narrante è quella del rapper canadese Shad. Ci sono animazioni, vecchi filmati molto rari e interviste ai protagonisti dell’hip hop degli anni Settanta e Ottanta, come Afrika Bambaataa, Kool Herc e Grandmaster Flash. Si ferma all’inizio dei Novanta, e sembra che non ci sarà una seconda stagione.

The Get Down

È una delle serie originali più conosciute di Netflix, che però ne ha prodotta una sola stagione, divisa in due parti. Nonostante se ne sia parlato molto non sembra avere avuto il successo che ci si aspettava, forse perché la trama e lo stile non sono così trasversali. Parla di Grandmaster Flash, dj del Bronx che negli anni Settanta fu tra gli inventori dell’hip hop, della New York di quegli anni, della nascita della breakdance, e di molte altre cose che c’entrano con la cultura afroamericana di quegli anni. L’ha creata Baz Luhrmann, che ci ha messo dentro il suo stile (quello di Romeo + JulietIl Grande Gatsby, per capirsi).

Austin to Boston

È un documentario che segue quattro band in un tour di due settimane e 3.000 miglia da una parte all’altra degli Stati Uniti. Gli artisti e le band protagonisti sono Ben Howard, gli Staves, Nathaniel Rateliff e i Bear’s Den, ed è un racconto sia di come funzionano i tour delle band non famosissime, ma comunque abbastanza da fare tour in giro per gli Stati Uniti, sia in generale dell’America e delle sue strade.

Quasi Famosi

È uno dei più famosi film di musica di sempre, girato nel 2000 da Cameron Crowe. In particolare parla di giornalismo musicale: è la storia di un giovane reporter di musica che a 15 anni segue una band in tour per scriverci un pezzo su Rolling Stone. Dentro ci sono storie di groupie, di problemi di band emergenti, di fama, e un personaggio memorabile come quello del critico Lester Bangs, interpretato da Philip Seymour Hoffman. È un film obbligatorio e di culto, per gli appassionati di musica.

Gaga: Five Foot Two

È uscito da poco ed è un documentario su Lady Gaga, tra le cantanti pop di maggiore successo degli ultimi dieci anni, che ha sempre avuto un rapporto complesso con la celebrità. Si parla del modo originale e personale con il quale ha gestito la sua immagine pubblica, della preparazione dell’esibizione nell’intervallo del Super Bowl di quest’anno, e del suo ultimo disco.

Fresh Dressed

È un documentario del 2015 sul rapporto tra la moda e l’hip hop, che racconta l’evoluzione del cosiddetto streetwear e la cultura dietro i marchi e le sneaker indossati dai rapper degli anni Novanta. Ci sono interviste a gente come Pharrell Williams, Kanye West e A$AP Rocky.

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