Di Maio ha detto che «hanno svuotato le carceri» per battere il M5S

«Per fortuna la magistratura le sta riempiendo», ha sostenuto camminando nel mercato di Ballarò a Palermo

Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri visitano mercato Ballarò a Palermo, 17 ottobre 2017 (ANSA)

Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati e candidato a presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle (M5S), e Giancarlo Cancelleri, il candidato del M5S alla presidenza della Sicilia alle elezioni regionali che si terranno il prossimo 5 novembre, hanno visitato ieri lo storico mercato di Ballarò a Palermo. Dopo l’arresto di Antonello Rizza, sindaco di Priolo (Siracusa), candidato alle regionali siciliane nelle liste di Forza Italia, Di Maio aveva chiesto che le elezioni fossero monitorate dagli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Durante la visita di ieri al mercato Di Maio ha ripreso il discorso delle infiltrazioni mafiose e ha detto:

«Abbiamo sollecitato la presidenza della commissione parlamentare antimafia: faremmo infatti ridere il mondo se davvero si dessero i nomi degli impresentabili solo dopo le elezioni. Noi abbiamo presentato un elenco, Cancelleri lo ha consegnato alla presidente Bindi, adesso abbiamo bisogno dell’ufficialità riguardo persone che sono indagate, arrestate, sotto processo, condannate. Siamo preoccupati per il voto di scambio. Molti sono quelli coinvolti per corruzione elettorale e sono solo quelli che conosciamo. Speriamo di non conoscerne altri. Hanno svuotato le carceri per batterci, per fortuna la magistratura le sta riempiendo».

Non è chiarissimo cosa intenda Di Maio, a chi e cosa si riferisca di preciso con «hanno svuotato le carceri per batterci» – peraltro essere detenuti in carcere non determina in modo automatico la privazione del diritto di voto, e Rosy Bindi non ha il potere di mandare in carcere o scarcerare nessuno – e nemmeno con «per fortuna la magistratura le sta riempiendo».

Cancelleri, concludendo la diretta Facebook della visita al mercato, ha aggiunto:

«Chi ha qualcosa da nascondere critica la nostra richiesta all’Osce. L’Osce è venuta qui nel 2006, nel 2008, nel 2013; addirittura è stata qui a monitorare le elezioni del 2007. Per cui è un organismo che c’è sempre stato. Chi si oppone evidentemente non vuole accettare uno dei livelli democratici: questa iniziativa non è insultare il popolo siciliano, ma piuttosto pretenderne l’assoluto rispetto. Sono molto preoccupato dalle persone presenti nelle liste del centrodestra, per gli impresentabili che mireranno a fare voto di scambio, a mutare il senso del voto e non permetteranno di scegliere i candidati liberamente».

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