• Mondo
  • sabato 3 giugno 2017

Il matrimonio tra Wallis Simpson e il duca di Windsor, 80 anni fa

Fu uno più discussi del Novecento, perché pur di celebrarlo il re del Regno Unito Edoardo VIII abdicò

Il matrimonio tra il duca di Windsor e Wallis Simpson allo Château de Candé, in Francia, il 3 giugno 1927; l'uomo più a sinistra è Hermann Rogers, testimone della sposa, quello più a destra il maggiore Edward Dudley Metcalfe, testimone del duca (AP Photo)

Il 3 giugno 1937, ottant’anni fa, ci fu uno dei matrimoni più famosi e discussi del Novecento: quello tra Wallis Simpson e il duca di Windsor, l’ex re del Regno Unito Edoardo VIII. Se avete guardato la prima stagione della serie tv The Crown potreste essere molto informati sulla loro storia, una di quelle che affascinano molto le persone che amano le riviste di gossip perché mette insieme una famiglia reale, una storia d’amore contrastata e un po’ di nazismo. Se invece non sapete di cosa stiamo parlando, facciamo un passo indietro.

Nel 1931, quando i due protagonisti di questa storia si conobbero, nel Regno Unito regnava Giorgio V, nonno di Elisabetta II, che all’epoca aveva cinque anni. Giorgio V aveva sei figli: il primogenito ed erede al trono Edward (italianizzato in Edoardo) aveva 37 anni e non si era mai sposato, il secondogenito Albert (che poi divenne Giorgio VI, quello di Il discorso del re) aveva 36 anni, era sposato e aveva due figlie. Wallis Simpson invece era una cittadina statunitense che viveva a Londra con il suo secondo marito, Ernest Aldrich Simpson, direttore di un’azienda di trasporti marittimi. Simpson, che era nata 35 anni prima in Pennsylvania ed era stata cresciuta in una situazione di difficoltà economiche dalla madre, era già stata sposata con l’ufficiale dell’aviazione statunitense Earl Winfield Spencer, uomo violento e con problemi di alcolismo, da cui aveva divorziato nel 1927. Con nessuno dei suoi due mariti Simpson aveva avuto dei figli.

A far conoscere Edoardo e Simpson fu Thelma Furness, che all’epoca era una delle amanti del principe (da quanto si sa la loro relazione cominciò nel 1934). I due andarono più volte in vacanza insieme e parteciparono a incontri ufficiali del principe, destando così tanta preoccupazione che la coppia venne pedinata per un certo tempo da membri della polizia britannica. Il rapporto di Edoardo con Simpson deteriorò quello con il re, che disapprovava in generale le relazioni del figlio e in particolare questa, dato che era con una donna divorziata. Re Giorgio V e la regina Mary si rifiutarono di incontrare Simpson quando Edoardo la portò per la prima volta in visita a Buckingham Palace, andando contro il protocollo che prevedeva che persone divorziate non potessero essere ricevute a palazzo.

Il 20 gennaio 1936 re Giorgio V morì ed Edoardo divenne re con il nome di Edoardo VIII. Il suo regno però fu brevissimo – durò meno di un anno – proprio a causa della relazione con Simpson, che nel frattempo stava divorziando dal suo secondo marito. Il re intendeva sposarla anche se come capo della Chiesa di Inghilterra non avrebbe potuto unirsi in matrimonio con una donna divorziata i cui precedenti mariti fossero ancora in vita. In generale, poi, Simpson era malvista dal governo e dall’opinione pubblica britannica. Per questo l’11 dicembre 1936 Edoardo VIII abdicò volontariamente, diventando il primo e unico sovrano del Regno Unito a farlo. Come motivazione per il suo gesto disse che non avrebbe mai potuto essere un buon re senza il sostegno della «donna che amava». Fu uno scandalo tale che Edoardo e Simpson divennero la coppia più discussa sulle riviste di pettegolezzi: nel 1936 Wallis Simpson fu addirittura eletta persona dell’anno della rivista Time. Il giorno dopo l’abdicazione, il nuovo re Giorgio VI nominò suo fratello duca di Windsor, e lui e Wallis Simpson divennero noti come il duca e la duchessa di Windsor, dopo essersi infine sposati.

Il matrimonio avvenne quasi sei mesi dopo l’abdicazione. Fu una cerimonia privata, che si tenne nel castello di Candé, vicino a Tours, in Francia. Simpson indossava un abito azzurro disegnato per lei dallo stilista Main Rousseau Bocher usando il cosiddetto “blu Wallis”. L’abito, che col tempo ha perso il suo colore originale, si può vedere al Metropolitan Museum di New York e negli anni Cinquanta era considerato uno dei più fotografati e copiati abiti dell’epoca moderna.

Secondo diverse ricostruzioni della relazione tra Edoardo e Simpson e delle sue conseguenze, l’abdicazione del re non fu volontaria, ma fu una estromissione dovuta alle sue simpatie per Adolf Hitler. Nell’ottobre del 1937, infatti, il duca di Windsor e sua moglie visitarono la Germania, incontrando Hitler e apparendo in diverse fotografie che lo ritraevano mentre faceva il saluto nazista. Durante la Seconda Guerra Mondiale il duca di Windsor fece parte della missione britannica in Francia, ma quando iniziò l’invasione tedesca si spostò verso sud, stabilendosi prima in Spagna e poi in Portogallo. Dopo una serie di maldestre dichiarazioni e mosse diplomatiche, il duca di Windsor fu nominato governatore delle Bahamas, che allora erano una colonia del Regno Unito. Per gli anni della guerra, il governo britannico di Winston Churchill non dovette più preoccuparsi del fatto che l’ex sovrano avesse espresso ammirazione per la Germania nazista ancora nel 1940, e avesse più volte pronunciato frasi venate di antisemitismo. Le simpatie dei Windsor per il nazismo fecero sì, tra le altre cose, che nel tempo i rapporti tra la famiglia reale britannica e i duchi non fossero mai buoni. Edoardo e Wallis Simpson vissero in una specie di esilio a Parigi, in una casa concessa dalla città per un affitto simbolico, vicino al Bois de Boulogne.

Ritornarono nel Regno Unito solo per brevi periodi, la prima volta come “ospiti della regina” nel 1967. Non ebbero figli. Nel giugno del 1953, guardarono in televisione la cerimonia di incoronazione della regina Elisabetta II. Il duca di Windsor morì a Parigi il 28 maggio 1972, e Wallis Simpson gli sopravvisse altri quattordici anni. Continuò a vivere nella casa al Bois de Boulogne e dei suoi ultimi anni non si sa molto perché la sua avvocata, Suzanne “Maître” Blum, impediva a chiunque di farle visita (questa è un’altra storia abbastanza controversa, raccontata da Caroline Blackwood in La duchessa) dicendo che era troppo malata per ricevere. Quando infine morì, la duchessa di Windsor fu seppellita a Londra, come il marito.

Mostra commenti ( )