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  • Sabato 6 maggio 2017

Il movimento di Macron ha subito un grosso attacco informatico

Le caselle email di diversi responsabili di En Marche! sono state violate, e sono stati diffusi online 9 GB di documenti sulla campagna elettorale: non si sa chi sia stato

Un manifesto elettorale di Emmanuel Macron vandalizzato a Parigi, il 5 maggio 2017 (JOEL SAGET/AFP/Getty Images)
Un manifesto elettorale di Emmanuel Macron vandalizzato a Parigi, il 5 maggio 2017 (JOEL SAGET/AFP/Getty Images)

Il movimento politico del candidato alla presidenza francese Emmanuel Macron, En Marche!, ha subito un grosso attacco informatico: le caselle email personali e di lavoro di molte persone che fanno parte del comitato elettorale del partito sono state violate. Macron ha denunciato l’attacco con un comunicato diffuso venerdì sera, dopo che una serie di documenti appartenenti al comitato elettorale di En Marche! erano stati pubblicati online e condivisi sui social network con l’hashtag #MacronLeaks. I documenti sono email, fogli di bilancio, contratti e altro, per un totale di 9 GB: nel comunicato si dice che «sono tutti legali e mostrano il normale funzionamento di una campagna elettorale», ma anche che «coloro che fanno circolare questi documenti aggiungono a quelli veri una serie di documenti falsi per seminare il dubbio e la disinformazione». I documenti si trovano anche a un link diffuso da WikiLeaks che ha detto di non essere responsabile dell’attacco informatico.

https://twitter.com/emilyrs/status/860614924623646721

Il comunicato di En Marche! è stato diffuso poco prima delle 22, quando la campagna elettorale era già ufficialmente terminata: le elezioni si terranno domani, domenica 7 maggio, e fino alla chiusura dei seggi né Macron né suoi rappresentanti potranno dire altre cose sull’attacco informatico o sulle elezioni. Secondo gli ultimi sondaggi Macron è avanti di circa venti punti sull’altra candidata, Marine Le Pen, esponente del partito nazionalista di estrema destra Front National (FN). Nel comunicato di En Marche! si dice che «l’obiettivo degli autori dell’attacco è danneggiare il movimento qualche ora prima delle votazioni del secondo turno delle elezioni presidenziali» e che l’attacco è «un tentativo di destabilizzare le elezioni».

Il comunicato non dice altro sui possibili autori dell’attacco e non accusa nessuno, ma fa un confronto con gli attacchi informatici subiti dal Partito Democratico americano durante le scorse elezioni presidenziali e dice che per tutto il corso della campagna elettorale En Marche! è stato il movimento che più di altri ha subito attacchi simili, «in maniera intensa e ripetuta». A febbraio i server di En Marche! non avevano funzionato per alcuni minuti per via di una serie di attacchi provenienti dall’Ucraina. Il mese scorso degli esperti di sicurezza informatica della società giapponese Trend Micro hanno detto che hacker russi stavano cercando di colpire il comitato di Macron usando un sistema di “phishing”, cioè un tipo di truffa online con la quale si cerca di ingannare un utente convincendolo a fornire informazioni personali, creando dei siti con domini simili a quelli usati da En Marche!. La Russia ha negato di essere dietro agli attacchi verso il candidato alla presidenza francese e ha detto di «non aver mai avuto l’intenzione di intromettersi negli affari interni di un altro paese». Lo scorso giovedì Macron ha sporto una querela per diffamazione dopo la diffusione online della notizia secondo cui avrebbe un conto corrente bancario segreto ai Caraibi, tirata fuori anche da Le Pen durante l’ultimo dibattito televisivo. Macron ha detto che queste accuse sono «notizie false e bugie» e che alcuni dei siti che le diffondono sono «legati a interessi russi».

La Commissione nazionale per il controllo della campagna elettorale presidenziale (CNCCEP) ha raccomandato ai giornali di non riportare le informazioni contenute all’interno dei documenti perché «una parte di questi è probabilmente costituita da falsi». Le Monde, uno dei più autorevoli quotidiani francesi, ha spiegato che i suoi giornalisti hanno consultato parte dei documenti diffusi ma che non scriveranno nulla del loro contenuto prima della fine delle elezioni. Non lo faranno perché non c’è il tempo necessario per analizzarli e verificarne l’autenticità approfonditamente, ma soprattutto perché ritengono che i documenti sono stati diffusi a poca distanza dal voto proprio per influenzarne il risultato, e il quotidiano non vuole farsi strumentalizzare dagli autori dell’attacco.

https://twitter.com/cnccep/status/860636738116608005