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  • mercoledì 3 maggio 2017

La storia dell’interprete dell’FBI che ha sposato un terrorista dell’ISIS

Prima di ripensarci e tornare indietro: il caso risale al 2014 ma è stato raccontato estesamente solo ora in un'inchiesta di CNN

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Daniela Greene e Denis Cuspert in un'immagine diffusa da CNN

Un’inchiesta di CNN pubblicata ieri ha svelato una storia risalente a tre anni fa che sta mettendo in imbarazzo il governo americano. Scott Glover, il giornalista di CNN che ha pubblicato l’inchiesta, ha scoperto che nel 2014 un’interprete dell’FBI di nome Daniela Greene fu mandata in Siria per raccogliere informazioni su Denis Cuspert, un rapper tedesco conosciuto con il nome “Deso Dogg” e membro di rilievo dello Stato Islamico (o ISIS). Invece di svolgere il lavoro per cui era stata incaricata, Greene mentì all’FBI e sposò Cuspert, passandogli informazioni riservate sull’indagine in corso su di lui. Poche settimane dopo il matrimonio, Greene, che oggi ha 38 anni, realizzò di avere fatto un errore: tornò negli Stati Uniti, fu arrestata e condannata a due anni di prigione, una pena piuttosto leggera se si considerano i reati che le erano stati imputati. Greene è stata rilasciata la scorsa estate. La storia non è mai stata resa pubblica dall’FBI: se n’era parlato a un certo punto sulla stampa tedesca, ma solo superficialmente e senza prove, ed è emersa con i dettagli solo grazie all’inchiesta di CNN.

Secondo le informazioni raccolte da CNN, non c’era niente nel passato di Greene che potesse far pensare a un rischio di radicalizzazione. Greene è nata in Cecoslovacchia alla fine degli anni Settanta, quando ancora c’era la Guerra fredda. Crebbe in Germania, dove incontrò e sposò un giovane soldato americano con il quale si trasferì negli Stati Uniti. Frequentò Storia all’università in Oklahoma, dove si distinse come una delle studentesse migliori del suo corso. Cominciò a lavorare per l’FBI nel 2011 e tre anni dopo fu trasferita agli uffici di Detroit, dove le fu assegnato un incarico di tipo investigativo e una nuova missione: indagare su un terrorista tedesco che nei documenti dell’agenzia veniva individuato solo come “Individuo A”. CNN, usando diversi documenti giudiziari e articoli di giornale di quegli anni, lo ha identificato in Denis Cuspert.

greenDaniela Greene in alcune immagini pubblicate da CNN

L’11 giugno 2014, quando era ancora sposata con il soldato americano conosciuto in Germania, Greene compilò e consegnò il documento obbligatorio per gli impiegati e i collaboratori dell’FBI con incarichi di sicurezza nazionale che viaggiano all’estero. Dodici giorni dopo salì su un aereo diretto a Istanbul, in Turchia: da lì si spostò a Gaziantep, una città turca a circa 30 chilometri dal confine con la Siria. Secondo i documenti ottenuti da CNN, Greene incontrò Cuspert una volta superato il confine e lo sposò: non si conoscono altri dettagli su come siano andate le cose. In una mail mandata l’8 luglio, poco dopo il suo matrimonio, a una persona non identificata, Greene mise in discussione la sua scelta: «Ero debole e non sapevo più come gestire le cose. Questa volta ho veramente fatto un casino». Il 22 luglio, in un’altra mail, Greene scrisse: «Non sono certa se ti hanno detto che probabilmente andrò in prigione per molto tempo se torno indietro, ma così è la vita. Ci sono giorni in cui vorrei tornare indietro nel tempo». Greene tornò negli Stati Uniti un mese dopo essere arrivata in Siria. Fu arrestata l’8 agosto 2014 e cominciò a collaborare con il governo americano.

Cuspert si è unito allo Stato Islamico nel 2012 e da allora si occupa soprattutto del reclutamento di nuovi miliziani. È nato a Berlino Ovest da madre tedesca e padre ghanese. Il padre lasciò molto presto la famiglia e Cuspert crebbe insieme alla madre e al suo compagno, un ex soldato americano che gli impose un’educazione molto rigida. Cominciò molto giovane a scrivere e cantare canzoni rap, grazie alle quali divenne piuttosto conosciuto in Germania tra gli appassionati del genere: tra le altre cose, fece dei tour con DMX, un rapper americano molto noto, e lavorò alla colonna sonora di un film tedesco.

Cuspert divenne ancora più popolare qualche anno dopo, quando decise di abbandonare il rap e cominciare a cantare i nasheed, i canti islamici, in tedesco. La sua attenzione verso temi più politici e in particolare le sue critiche verso la politica estera americana risalivano al 1990, l’anno dell’intervento militare statunitense in Iraq per fermare l’invasione irachena del Kuwait. Nel 2011, quando ancora si trovava in Germania, la polizia tedesca lo accusò di avere ispirato un attentato contro due aviatori americani all’aeroporto di Francoforte. Nel 2012 Cuspert andò in Siria e nella primavera 2014 le autorità tedesche confermarono che si era unito allo Stato Islamico, dopo avere giurato fedeltà al capo del gruppo, Abu Bakr al Baghdadi. Nell’ottobre 2015 il dipartimento della Difesa statunitense disse che Cuspert era stato ucciso in un attacco aereo americano vicino a Raqqa. Nove mesi dopo diffuse un altro comunicato dicendo che la notizia non era corretta e che Cuspert forse era sopravvissuto all’attacco.

Non è chiaro il motivo per cui la pena inflitta a Greene sia stata così leggera, visti anche i molti rischi alla sicurezza nazionale derivanti dal suo coinvolgimento con Cuspert. Altri cittadini americani accusati di avere collaborato in qualche maniera con lo Stato Islamico, ha scritto CNN citando i dati del centro per la sicurezza nazionale dell’Università di Fordham, hanno ricevuto pene molto superiori, per una media di 13 anni e mezzo di prigione ciascuno. Un funzionario del dipartimento della Giustizia americano ha detto a CNN che la pena di Greene è stata “in linea” con quelle di altri casi simili, ma non ha fatto esempi per sostenere il suo argomento. Oggi Greene lavora come impiegata in un hotel. Per questioni di sicurezza le autorità statunitensi non hanno voluto dire dove si trova, né hanno diffuso immagini della sua faccia. In una breve intervista a CNN, Greene ha detto di avere paura a raccontare altri dettagli: «Se parlo con voi metto la mia famiglia in pericolo».

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