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  • giovedì 26 maggio 2016

Un altro naufragio nel Canale di Sicilia

Sono state salvate circa 50 persone ma potrebbero esserci tra i 20 e i 30 morti

La barca di migranti rovesciata nel Canale di Sicilia (Eunavfor Med)

Una barca con a bordo un centinaio di migranti si è rovesciata nel Canale di Sicilia, a circa 35 miglia dalle coste libiche: il capitano Antonello De Renzis Sonnino, portavoce della missione europea che si occupa di soccorso dei migranti (Eunavfor Med), ha detto che per ora sono state salvate circa 50 persone, ma si teme che ci possano essere tra i 20 e i 30 morti. La barca era stata avvistata da un aereo di ricognizione di Eunavfor Med: i primi ad arrivare sono stati i militari spagnoli di “Reina Sofia”, poco dopo si sono aggiunti alle operazioni di soccorso due mezzi della Guardia costiera italiana. L’account Twitter di Eunavfor Med ha pubblicato una foto che mostra la barca rovesciata, e i migranti che chiedono aiuto.

Negli ultimi giorni la Guardia costiera italiana ha compiuto diverse operazioni di salvataggio tra Libia e Italia. L’ultimo naufragio si era verificato ieri nel Canale di Sicilia: erano morte cinque persone e il momento del ribaltamento della barca era stato documentato e fotografato dalla Marina militare italiana.

La barca che si è ribaltata nel Canale di Sicilia potrebbe essere la stessa che poco prima era stata segnalata da Alarm Phone, un gruppo di attivisti con cui si mettono in contatto i migranti per riferire le coordinate della loro imbarcazione alla Guardia costiera. Un attivista di Alarm Phone ha detto: «L’uomo con cui stavamo parlando era siriano e ha detto che la maggior parte delle persone a bordo della barca erano siriane e irachene. Le persone attorno a lui stavano parlando un dialetto della Siria, per lo più del nord-est della Siria. In più stiamo monitorando alcune pagine Facebook in arabo e abbiamo visto ultimamente che ci sono molte persone che arrivano in Libia con l’intenzione di arrivare in Europa». Il Guardian scrive che se questi sospetti fossero confermati, sarebbe un indizio importante per capire le intenzioni di molti siriani, in cerca di una rotta alternativa dopo la chiusura della “rotta balcanica” e dopo l’accordo tra Turchia e Unione Europea.

Da gennaio ad oggi sono arrivati circa 40mila migranti ai porti dell’Italia meridionale, ma ci si aspetta che i flussi migratori aumentino con l’arrivo dell’estate.

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