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Cos’è il virus Zika, e i casi in Brasile

È una malformazione che fa nascere i bambini con la testa più piccola del normale: i contagi quest'anno sono stati molti più che in passato, si pensa che il virus sia arrivato dall'Africa durante i Mondiali di calcio o poco dopo

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(Wikimedia)

Nel 2015 in Brasile sono stati registrati 2.782 casi di bambini nati con microcefalia, una malformazione neurologica che causa una circonferenza cranica minore della norma e che può avere gravi conseguenze psico-motorie per chi ne è affetto. Nel 2014 c’erano stati 147 casi e nel 2013 erano stati 167, molti meno di quelli del 2015: si pensa che il grande aumento di casi di bambini nati con microcefalia sia dovuto allo Zika, un virus trasmesso da una zanzara (la Aedes aegypti). Il New York Times ha parlato della situazione definendola «la più grave crisi medica che ha colpito il Brasile negli ultimi decenni».

Il governo brasiliano è stato accusato di non aver agito abbastanza in fretta per capire il problema e provare a risolverlo, e secondo il New York Times c’è una diffusa situazione di panico tra le donne incinte: ci sono anche fonti ufficiali brasiliane che hanno suggerito alle donne che vivono nelle aree in cui è più diffusa la zanzara che trasmette lo Zika di evitare, se possibile, di rimanere incinte. «Se possono aspettare, dovrebbero aspettare», ha detto Claudio Maierovitch, direttore del dipartimento del ministero della Salute brasiliano che si occupa delle malattie trasmissibili.

Il problema sembra al momento riguardare soprattutto il Brasile: il virus Zika (che esiste da anni e può anche avere poche conseguenze sulla salute) è però diffuso anche in molti altri stati. Non si è ancora capito perché i casi di microcefalia avvengano con questa intensità solo in Brasile (si è ipotizzato che possano essercene anche altrove, non segnalati e propriamente analizzati dalle autorità) e in realtà non c’è nemmeno l’assoluta certezza che la i casi di microcefalia siano una conseguenza dello Zika.

Cos’è il virus Zika?
È spesso abbreviato in ZIKV ed è per molti versi simile alla febbre gialla o alla dengue, altre due malattie infettive tropicali. Si chiama Zika perché è stato isolato per la prima volta in Africa, in una foresta dell’Uganda conosciuta come la foresta Zika. Lo ZIKV è stato isolato nel 1947: per i primi anni è stato trovato solo in Africa ma negli anni Ottanta era già arrivato in Asia. Non è però chiaro come sia arrivato in Brasile e in altre aree del Sudamerica. Le due ipotesi più probabili dicono che il virus è arrivato insieme ai molti turisti africani che sono andati in Brasile per i Mondiali di calcio del 2014 oppure alcune settimane dopo, quando a Rio de Janeiro si è tenuta una gara di canoe a cui hanno partecipato degli atleti della Polinesia Francese, un paese in cui pochi giorni prima erano stati registrati molti casi di “febbre Zika”. Il timore più grande è che il ceppo brasiliano del virus possa essersi rafforzato rispetto a quello africano, e che anche grazie ai cambiamenti climatici le zanzare possano arrivare in paesi non tropicali.

Perché proprio in Brasile?
Ana Maria Bispo de Filippis, che ha guidato il gruppo di ricerca che ha ipotizzato il legame tra ZIKV e casi di microcefalia, ha spiegato che «il Brasile offre le condizioni ideali per una veloce diffusione dello ZIKV». Il paese ha molti abitanti, in molti casi poveri, e nessuno di loro è mai entrato prima in contatto con il virus. Il Brasile è poi un paese in cui virus di quel tipo si sono sempre diffusi piuttosto velocemente: nel 2015 ci sono stati 1,6 milioni casi di dengue e almeno 839 persone sono morte.

Lo Zika è stato trovato in Brasile – nel nord-est del paese – per la prima volta nel maggio 2015; Arthur Chioro, che allora era ministro della Salute, disse che il virus non preoccupava il paese e lo definì una “malattia benigna”. Secondo molti esperti l’errore di sottovalutazione del virus – in realtà motivato dal fatto che spesso era effettivamente stato quasi senza cause per chi ne era infetto – ha fatto sì che non ci si facesse la dovuta attenzione.

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