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  • lunedì 23 novembre 2015

La situazione a Bruxelles

L'allerta resterà al livello massimo anche martedì; scuole, università e stazioni riapriranno progressivamente solo da mercoledì

Bruxelles, 23 novembre 2015 (AP Photo/Virginia Mayo)

Aggiornamento delle ore 20.30 – Durante una conferenza stampa che si è svolta in serata, il primo ministro del Belgio Charles Michel ha detto che domani, martedì 24 novembre, la situazione resterà invariata: per il quarto giorno consecutivo, il livello di allerta rimarrà a 4 nella Regione di Bruxelles-Capitale, il massimo previsto dalla legge belga, e a 3 sul resto del territorio. Le scuole, le università e le metropolitane rimarranno chiuse e riapriranno «progressivamente» solo a partire da mercoledì, con misure di sicurezza supplementari. Poliziotti e soldati continueranno a pattugliare strade e luoghi pubblici almeno fino a lunedì prossimo. Il primo ministro ha precisato che ci sono «seri indizi che gli attacchi possano accadere di nuovo», rifiutandosi di fornire dei dettagli sulle indagini in corso «per ovvie ragioni».

Nel frattempo, la procura belga ha fatto sapere di aver rilasciato 17 delle 21 persone che erano state arrestate da domenica 22 novembre. Una di loro è stata accusata di aver partecipato ad attività terroristiche in relazione ai fatti di Parigi, altre tre resteranno in stato di fermo per ulteriori verifiche.

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Anche oggi a Bruxelles e in tutto il Belgio non è stata una giornata come le altre. Domenica sera, al termine di una giornata in cui la città è stata praticamente militarizzata, la procura federale belga ha detto di avere arrestato 16 persone durante varie operazioni anti-terrorismo a Bruxelles e Charleroi. Fra le persone arrestate non c’è Salah Abdeslam, uno dei principali sospettati per gli attacchi di Parigi, ancora in fuga. I media belgi hanno scritto che domenica sera Abdeslam è riuscito a scappare dalla polizia belga e a dirigersi verso la Germania, ma non ci sono ancora conferme ufficiali e le voci per cui fosse diretto a Liegi sono state smentite. Oggi la procura ha detto di avere arrestato altre cinque persone. È ancora in corso la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale iniziata alle 15.30: secondo i media belgi al termine della riunione il governo terrà una conferenza stampa.

Il ministro degli Interni belga Jan Jambon, parlando stamattina, ha comunque detto che l’operazione anti-terrorismo non è conclusa e che «andrà avanti nelle prossime ore e nei prossimi giorni». Lunedì il livello di allerta a Bruxelles rimarrà a 4, il massimo previsto dalla legge belga: scuole, università e metropolitane rimarranno chiuse, poliziotti e soldati continueranno a pattugliare strade e luoghi pubblici. Katya Adler, che sta seguendo la situazione per BBC, ha detto che le autorità belghe valuteranno nuovamente lunedì pomeriggio se estendere ulteriormente le misure di sicurezza o meno.

Cos’è successo domenica sera
Intorno alle 21 di domenica la polizia ha chiuso alcune vie del centro di Bruxelles, facendo evacuare i clienti di alcuni ristoranti e chiedendo agli abitanti della zona di stare lontani dalle finestre in via precauzionale. Sul posto erano presenti decine di giornalisti, che sono stati tenuti lontani dalle zone in cui è intervenuta la polizia.

Mentre le operazioni erano in corso, ai cittadini e alla stampa è stato chiesto di non diffondere informazioni sulle attività di polizia che avrebbero potuto comprometterne l’efficacia, e quindi anche di non twittare testimonianze, foto e indicazioni sui movimenti della polizia. Diversi abitanti di Bruxelles e del Belgio, allora, hanno cominciato a usare #BrusselsLockdown su Twitter postando foto di gattini con didascalie che facevano buffamente riferimento alle operazioni antiterrorismo, evitando invece di parlare esplicitamente di quello che succedeva in città. In tarda serata si è comunque diffusa la notizia di alcuni arresti, poi confermata dalla polizia.

Durante una conferenza stampa tenuta a mezzanotte e mezzo la procura federale belga ha annunciato che domenica sera 16 persone sono state arrestate nel corso di diverse operazioni anti terrorismo, non è chiaro con quali accuse. Nessuna delle 16 persone è stata identificata. I procuratori belgi hanno detto che Salah Abdeslam, il principale ricercato in relazione agli attacchi di Parigi, non è fra le persone arrestate.

Fra le operazioni, 19 perquisizioni sono avvenute nei dintorni di Bruxelles e in particolare nei quartieri di Molenbeek – cioè quello più legato all’estremismo islamico, di cui si parla molto in questi giorni – Anderlecht, Jette, Schaerbeek, Forest, mentre altre tre perquisizioni sono avvenute nella città di Charleroi. La polizia non ha trovato armi né esplosivi durante le perquisizioni, e c’è stato un solo ferito: un uomo guidando un’automobile a Molenbeek è andato addosso a una macchina della polizia ed è stato arrestato. Tutti i fermati oggi compariranno davanti a un giudice che deciderà sulla convalida dei loro arresti. Durante la conferenza stampa i procuratori non hanno risposto alle domande dai giornalisti e si sono attenuti alla lettura di un comunicato, che in seguito è stato diffuso da alcuni giornalisti presenti.

Poco prima che iniziasse la conferenza stampa La Libre e Le Soir, due fra i più importanti quotidiani belgi, hanno diffuso la notizia che Salah Abdeslam fosse stato individuato dalla polizia belga nei dintorni di Liegi ma che fosse riuscito a scappare, diretto verso la Germania (notizia di fatto smentita dalla procura federale lunedì mattina) Il quotidiano online lussemburghese 5 Minutes riporta informazioni molto precise sulla presunta operazione e il suo racconto sui quotidiani belgi:

Le unità speciali e una squadra anti rapina belghe si sono concentrate su Liegi. Intorno alle 19.30, è stato notato un individuo sospetto sul tratto di strada tra Tongres e Rocourt (vicino Liegi) a bordo di una BMW serie 3 o 5. L’uomo sarebbe riuscito a scappare prendendo la E40 in direzione della Germania. Le forze speciali hanno cercato di intercettarlo a Barchon ma senza riuscirci. Secondo Dernière Heure, l’uomo potrebbe essere Abdeslam Salah, mentre Le Soir [e La Libre] hanno spiegato che la squadra lo avrebbe formalmente identificato.

E oggi?
La situazione a Bruxelles è ancora piuttosto tesa: i giornalisti presenti sul posto parlano della diffusa presenza di poliziotti e soldati e di disagi nella circolazione dei mezzi pubblici e dei treni. Oltre a scuole, università e metropolitane oggi rimarranno chiusi anche alcune attrazioni turistiche come l’Atomium e altri edifici pubblici. Le Soir – che sta seguendo la situazione con un liveblog scrive che l’unità nazionale di crisi belga ha consigliato di tenere chiusi centri commerciali e luoghi di divertimento. Per il momento non sono segnalate particolari operazioni di polizia in corso.

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