Libano

I due attentati a Beirut

Nella capitale del Libano sono morte almeno 43 persone in due esplosioni nel quartiere dove è molto forte Hezbollah; l'ISIS ha rivendicato gli attacchi

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Soldati e civili sul luogo dell'attentato nel quartiere di Burj al-Barajneh, a Beirut. (AP Photo/Bilal Hussein)

Giovedì pomeriggio ci sono stati due attentati suicidi in un quartiere residenziale nel sud di Beirut, la capitale del Libano. La polizia libanese ha confermato che si tratta di due attentati terroristici. Secondo il ministero della Sanità libanese le bombe hanno causato almeno 43 morti e 239 feriti. La polizia ha confermato che sul luogo degli attentati è stato trovato il corpo di un terzo uomo con addosso un altro dispositivo esplosivo che però non si è attivato. Si tratta dell’attentato peggiore a Beirut dalla fine della guerra civile, nel 1990.

Il quartiere colpito dagli attentati è Burj el Barajneh, dove è molto forte e presente Hezbollah, un gruppo terrorista libanese che negli ultimi due anni ha appoggiato il regime siriano di Bashar al Assad nella guerra siriana ma che è tradizionalmente conosciuto per lanciare razzi verso il nord di Israele. Lo Stato Islamico (ISIS) – che combatte Assad in Siria – ha diffuso online in serata un messaggio di rivendicazione delle due esplosioni: secondo il comunicato, considerato affidabile perché simile ad altri autentici del passato, la prima bomba era piazzata su una motocicletta mentre la seconda addosso a un terrorista.

Daniel Nisman, analista esperto di Medio Oriente, ha scritto che si tratta del primo attentato suicida che si possa considerare in qualche modo contro Hezbollah a Beirut dal 2014. Vicino alla zona colpita c’è anche un campo profughi di palestinesi. Dopo le esplosioni la zona è stata isolata dalla polizia libanese e dai militanti di Hezbollah.

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